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Maarten Janssen, 2014-
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Il dialetto non è revival si parla, non si insegna
Language column
Parole in corso
Author
Gian Luigi Beccaria
Date
22
novembre
2003
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[1]
È
l’
italiano
che
serve
al
piemontese
e
al
friulano
per
l’
allargamento
della
propria
cultura
,
per
un’
apertura
sociale
,
per
leggere
libri
e
giornali
[2]
IL
friulano
,
il
piemontese
sono
lingue
o
dialetti
,
mi
chiede
Gianguido
Castagno
da
Trieste
?
[3]
Intanto
,
la
lingua
d'
Italia
è
l'
italiano
.
[4]
È
finalmente
la
lingua
di
tutti
,
la
lingua
di
cui
dobbiamo
tutti
diventare
padroni
e
signori
,
non
tenercelo
a
mezzo
servizio
.
[5]
È
stata
una
conquista
lunga
,
faticosa
,
un
bene
culturale
acquisito
da
non
molto
,
da
coltivare
dunque
con
particolare
cura
.
[6]
Ora
vogliono
insegnare
dialetto
nelle
scuole
.
[7]
Sottraendo
ore
alle
attenzioni
per
la
lingua
nazionale
?
[8]
Ma
il
dialetto
si
parla
,
non
si
insegna
.
[9]
È
vita
,
non
revival
.
[10]
Quel
che
conta
per
la
crescita
culturale
sono
le
lingue
di
civiltà
,
ricche
,
articolate
,
che
hanno
alle
spalle
le
ricchezze
di
una
grande
letteratura
.
[11]
Un
dialetto
è
certamente
una
lingua
,
lo
è
il
friulano
,
lo
è
il
piemontese
.
[12]
Entrambi
sono
strumenti
espressivi
straordinari
,
ma
che
hanno
i
loro
limiti
.
[13]
A
rigore
,
ogni
strumento
verbale
veicolo
di
espressione
è
una
lingua
.
[14]
E
non
sono
neppure
separabili
lingua
e
dialetto
per
l'
attitudine
artistica
,
se
penso
alle
prove
letterarie
,
da
Ruzante
,
a
Goldoni
,
Porta
,
Belli
,
o
Biagio
Marin
.
[15]
La
differenza
diventa
invece
marcata
se
mettiamo
nel
conto
il
peso
politico-sociale
,
perché
"
lingua
"
è
quella
ufficiale
della
nazione
,
la
lingua
dello
Stato
,
della
scuola
,
del
foro
,
dell'
esercito
,
dei
giornali
,
della
televisione
.
[16]
È
l'
italiano
che
serve
al
piemontese
e
al
friulano
per
l'
allargamento
della
propria
cultura
e
per
un'
apertura
sociale
.
[17]
In
italiano
sono
scritti
libri
e
giornali
.
[18]
«
In
dialetto
si
può
parlare
con
Dio
,
non
si
può
parlare
di
Dio
.
Nel
mio
dialetto
addirittura
di
Dio
c'
è
il
diminutivo
[
.
.
.
]
"
Signuréin
,
e'
mi
Signuréin
,
aiutém
!
"
(
Signorino
,
Signorino
mio
,
aiutatemi
!
)
.
Dove
evidentemente
"
Signuréin
"
è
intraducibile
,
perché
Signorino
,
anche
con
la
maiuscola
,
è
un
giovane
signore
,
mentre
"
e'
Signuréin
"
del
mio
paese
è
il
dio
degli
eserciti
.
E
non
è
solo
un
diminutivo
intraducibile
.
È
anche
un
assurdo
teologico
,
oltre
che
logico
.
Ma
,
come
dicevo
,
in
dialetto
,
o
almeno
nel
mio
dialetto
,
non
mi
risulta
si
stampino
studi
o
si
facciano
dibattiti
di
teologia
»
(
Raffaello
Baldini
)
.
[19]
beccaria
@cisi
.
unito
.
it
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