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Maarten Janssen, 2014-
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A Roma se c’è un… problama non ce ne pò fregà de meno
Language column
Parole in corso
Author
Gian Luigi Beccaria
Date
15
febbraio
2003
more header data
[1]
Un
breve
viaggio
nei
dialetti
italiani
partendo
dall’
Urbe
:
caratteristiche
di
pronuncia
diffuse
dal
cinema
e
dalla
televisione
,
basta
ascoltare
«
le
ragazze
di
Chiambretti
»
[2]
SAREBBE
interessante
,
di
settimana
in
settimana
,
compiere
giri
d'
Italia
,
città
per
città
,
regione
per
regione
,
perché
nel
nostro
paese
luogo
che
vai
varietà
di
parola
che
trovi
.
[3]
Passi
un
fiume
,
cambi
valle
,
valichi
una
catena
montuosa
,
e
ti
accorgi
che
hai
attraversato
un
confine
linguistico
.
[4]
E
allora
cominciamo
da
Roma
,
dalla
capitale
.
[5]
Non
ho
che
da
scorrere
quanto
sulla
varietà
romana
ha
scritto
un
mio
bravissimo
collega
,
Paolo
D'
Achille
,
nel
volume
uscito
di
recente
dalla
Utet
(
AA
.
VV
.
,
I
dialetti
italiani
.
Storia
struttura
uso
,
Torino
2002
,
pp
.
1147
)
.
[6]
Intanto
,
tra
le
caratteristiche
fonetiche
,
quel
caratteristico
grado
di
apertura
nei
dittonghi
,
superiore
allo
standard
fiorentino
nelle
è
aperte
(
pi
è
de
,
si
è
de
)
,
con
una
è
che
nelle
generazioni
più
giovani
ha
ormai
una
pronuncia
talmente
centrale
per
cui
problèma
e
bène
sono
pronunciati
quasi
problama
,
bane
(
si
pensi
alla
ragazze
che
nel
concluso
programma
di
Chiambretti
cantavano
"
Bane
bane
bane
.
.
.
"
)
.
[7]
Per
il
consonantismo
,
oltre
al
disce
,
e
non
dice
,
c'
è
la
pronuncia
intensa
di
b
e
di
g
palatali
intervocaliche
(
subbito
,
raggi
o
ne
)
,
c'
è
il
tipico
raddoppiamento
fonosintattico
,
a
ccasa
,
è
vv
ero
,
ho
f
fame
,
a
R
roma
,
c'
è
il
passaggio
da
s
a
z
dopo
n
,
l
,
r
(
penzo
.
polzo
,
f
alzo
,
borza
,
non
zo
)
,
pronunce
di
tipo
regionale
che
in
questi
ultimi
tempi
si
sono
accentuate
,
e
che
a
seconda
dei
luoghi
sono
più
o
meno
colpite
da
censura
sociale
.
[8]
Per
esempio
,
il
tipo
penzo
,
fa
lzo
ecc
.
,
secondo
inchieste
fatte
da
Nora
Galli
de
Paratesi
,
è
meno
stigmatizzato
a
Roma
che
a
Firenze
.
[9]
Tornando
Roma
,
e
ai
vari
gradi
di
accettabilità
sociale
,
notiamo
che
è
di
marca
sociolinguistica
decisamente
bassa
lo
scempiamento
della
doppia
r
(
tera
anziché
terra
)
.
[10]
Sul
piano
della
morfologia
è
tipico
dell
'
”
italiano
de
Roma
"
l'
uso
del
ci
attualizzante
davanti
ad
"
avere
"
non
ausiliare
(
c’
h
o
)
,
o
la
forma
so'
per
sono
,
e
l'
apocope
degli
allocutivi
(
vedi
i
cognomi
,
preceduti
spesso
da
a
:
a
Francé
!
)
,
a
le
tipiche
interiezioni
come
a
hò
!
,
e
il
che
ad
apertura
di
interrogazione
(
"
che
ce
l'
avrebbe
una
sigaretta
?
"
)
,
o
il
te
soggetto
(
"
te
che
dici
?
"
)
,
e
il
prefisso
intensivo
a
-
(
arieccolo
!
)
,
e
i
suffissi
in
-
aro
e
in
-
arolo
(
fon
aro
,
fruttarolo
)
,
e
il
superlativo
del
tipo
brutto
forte
,
o
il
mo'
che
la
vince
su
"
ora
"
o
"
adesso
"
,
e
il
pure
che
la
vince
su
"
anche
"
,
e
lo
stare
a
+i
nfi
nito
invece
del
gerundio
(
"
sto
a
lavorà
"
per
"
sto
lavorando
"
)
,
e
ancora
quel
vulgatissimo
"
non
ho
capito
!
"
(
diffuso
ormai
nel
neostandard
italiano
)
in
luogo
di
"
ma
guarda
!
"
,
e
infine
quei
modi
ormai
quasi
proverbiali
"
volemose
bbène
"
,
"
quanno
ce
vò
cce
vò
"
,
"
e
non
ce
ne
pò
fregà
de
meno
"
,
o
quel
ricorso
al
verbo
fisso
dice
(
"
Nico
me
fa
,
dice
,
Che
te
credevi
?
"
)
,
condito
col
ricorrente
"
Ammazza
oh
!
"
[11]
beccaria
@cisi
.
unito
.
it
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