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Maarten Janssen, 2014-
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Se vuoi arrivare al dunque, devi menare il bue per l’aia
Language column
Parole in corso
Author
Gian Luigi Beccaria
Date
11
gennaio
2003
more header data
[1]
Risposte
ai
lettori
:
origini
popolari
dei
modi
di
dire
,
etimologie
e
forestierismi
,
dubbi
sull’
uso
dell’
articolo
e
reiterati
lamenti
sulla
morte
del
congiuntivo
[2]
COL
nuovo
anno
la
posta
si
è
accumulata
.
[3]
Provvedo
a
smaltirne
un
po’
.
[4]
Ermanno
Salvadori
,
di
Piacenza
,
mi
chiede
due
cose
:
perché
si
dice
“
menare
il
can
per
l’
aia
”
,
e
perché
il
cucchiaio
si
chiama
così
.
[5]
Semplice
il
cucchiaio
:
viene
dal
latino
cochlea
“
chiocciola
”
,
o
meglio
da
cochlearium
,
la
posata
che
originariamente
serviva
per
mangiare
le
chiocciole
e
le
lumache
.
[6]
“
Menare
il
can
per
l’
aia
”
,
nel
senso
di
tirare
per
le
lunghe
senza
concludere
nulla
,
riferito
per
esempio
a
chi
parla
e
parla
con
lunghi
giri
di
parole
senza
venire
a
capo
di
nulla
,
è
una
di
quelle
espressioni
che
si
rifanno
all’
italiano
nato
per
così
dire
in
cascina
,
un
italiano
di
origini
rurali
:
un
tempo
si
trebbiava
menando
il
bue
per
l’
aia
,
che
passando
e
ripassando
sui
covoni
sparsi
sull’
aia
,
liberava
i
chicchi
dalla
pula
;
farci
passare
su
un
cane
,
invece
,
non
approdava
a
nulla
,
non
serviva
.
[7]
Nacque
così
la
suddetta
espressione
ironica
.
[8]
Un
lettore
di
Messina
,
Salvatore
Crisà
,
mi
chiede
lumi
sull
’
origine
della
parola
“
giacca
”
.
[9]
Si
tratta
di
un
antico
francesismo
:
il
fr
.
a
.
jaque
,
e
il
derivato
jaquette
,
provengono
dal
nome
proprio
Jacques
,
Giacomo
,
“
il
contadino
”
che
portava
questo
indumento
.
[10]
Interessante
la
richiesta
die
Federica
che
da
Bari
mi
spedisce
una
e-mail
in
cui
mi
chiede
perché
mai
esiste
in
italiano
l´
incongruenza
di
usare
“
gli
”
davanti
a
“
dèi
”
,
plurali
di
“
Dio
”
.
[11]
Si
tratta
di
un
riflesso
dell´
italiano
antico
,
perché
al
singolare
la
forma
popolare
era
(
lo
)
“
Iddio
”
e
non
“
Dio
”
,
il
plurale
non
poteva
dunque
che
essere
“
gl
’
iddei
”
,
pronuncia
con
tutti
i
crismi
della
toscanità
,
posto
che
in
Toscana
si
pronunciava
e
ancora
si
pronuncia
la
“
d
”
rafforzata
quand’
è
preceduta
da
una
parola
che
esce
in
vocale
.
[12]
La
grafia
influenzata
dal
latino
ha
poi
preferito
“
dei
”
a
“
iddei
”
.
[13]
Approfitto
così
dell’
occasione
per
ribadire
ancora
una
volta
un
criterio
fondamentale
per
giudicare
intorno
a
“
corretto
”
e
“
scorretto
”
in
fatto
di
lingua
:
ricordo
che
occorre
fare
una
netta
distinzione
tra
ciò
che
riteniamo
“
sbagliato
”
sulla
base
delle
nostre
idee
suggerite
quasi
sempre
dalla
ricerca
di
una
coerenza
grammaticale
,
e
ciò
che
invece
va
accettato
come
“
corretto
”
perché
storicamente
giustificato
.
[14]
“
Gli
dèi
”
è
per
l
’
appunto
storicamente
giustificato
.
[15]
Un
signore
di
Cremona
,
Ugo
Santarcangelo
,
mi
scrive
l´
ennesima
protesta
sulla
morte
del
congiuntivo
in
italiano
.
[16]
Ne
ho
già
parlato
.
[17]
Io
difendo
quanto
posso
l’
uso
del
congiuntivo
.
[18]
Noto
però
che
le
lingue
che
sono
state
molto
parlate
ne
fanno
a
meno
.
[19]
Il
francese
per
esempio
è
molto
più
avanti
nella
riduzione
,
e
dice
difatti
“
Il
fallait
que
tu
parlais
”
,
e
non
“
bisognava
che
tu
parlassi
”
,
come
è
buona
norma
italiana
.
[20]
beccaria@cisi
.
unito
.
it
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