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La parola che non si capisce è ansiogena, dunque sarebbe meglio evitare i tecnicismi, o almeno spiegarli: ad ammortamento è preferibile rimborso graduale
ASCOLTANDO i TG delle varie reti, mi pare che i testi tendano a liberarsi da certe situazioni formali che li appesantivano. Mi pare insomma che il linguaggio dei TG odierni sia meno complicato di quello dei TG dei tempi andati, che talvolta sembravano possedere l'arte di complicare il facile. Si sa che quando l'ascoltatore sente una parola "difficile" è preso da una sorta di complesso di inferiorità culturale e quindi da una irritazione che lo fa sentire condannato dalla sapienza altrui, che lo mette in disparte, lo scavalca, e allora cambia canale e programma.
La parola che non si capisce è "ansiogena", dice Pontiggia, il quale in proposito citava la voce parametri, che ogni volta introduce quella sensazione di inadeguatezza, di obbiettivo difficile o impossibile da raggiungere. Eppure, basterebbe che il giornalista spiegasse il lessico complicato con una breve glossa.
Ricordo che i vari telegiornali non hanno mai spiegato il significato, oscuro ai più, di avviso di garanzia, usato ad ogni pie' sospinto in anni di quotidiane "tangenti". E ci fu una tornata di elezioni in cui era diventata di largo corso una parola specifica del lessico giuridico, la desistenza, il patto di desistenza. Non mi è mai capitato di sentire il giornalista televisivo glossare per gli ignari telespettatori che si trattava di "rinuncia da parte di una forza politica, a presentare un proprio candidato a favore di una forza politica alleata che ha maggiori probabilità di vittoria".
Comunque molte espressioni tecniche potrebbero essere evitate con circonlocuzioni più alla portata del non addetto. Eviterei, tanto per dire, manovra correttiva per ridurre il fabbisogno tendenziale, passaggio dal regime amministrativo del prezzo del carburante a quello di sorveglianza. Bisognerebbe non dire, in TV, ammortamento ma rimborso graduale (di un prestito), ecc. Se proprio non è possibile sostituire i tecnicismi, e importante però che sia stato prima chiarito per bene l'argomento centrale (il topic, come dicono i linguisti) intorno al quale ruota il discorso.
È vero che c'è l'immagine, la quale contestualizza la parola, e disambigua l'espressione oscura. Ma, in questi tempi che vanno di fretta, e in cui la moltiplicazione infinita dei messaggi disorienta, intasa, inquina, abbiamo più che mai bisogno di toni pianamente informativi, del chiaro e del cordiale, proposto con parole d'uso comune. In questa prospettiva la TV sarebbe, a volerlo, una nostra preziosa alleata per farci capire meglio le cose. Ma dovrebbe abituarsi almeno a comporre frasi non del tipo "il pianeta carcere continua a subire l'onda lunga della protesta", ma, semplicemente, "nelle carceri si continua a protestare".
beccaria@cisi.unito.it
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