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Se tutto diventa intrigante perdiamo l’uso dei sinonimi

Language columnParole in corso
AuthorGian Luigi Beccaria
Date 01 marzo 2003
NewspaperTuttoLibri (La Stampa)
Publication placeTorino
Publication countryItalia
Page6
Column-


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Potremmo dire coinvolgente o appassionante, stuzzicante o solleticante, invece il calco dell’inglese ci rende pigri e impoverisce il nostro lessico
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L’INGLESE pervade la nostra lingua non solo con parole inglesi nude e crude, ma anche in modo più incisivo e duraturo, quando cioè l’italiano lo traduce e ricalca con mezzi propri.
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Accanto alla lunga serie dei non adattati boss, block notes, plaid, look, single, partner, ci sono gli adattamenti nuovi del tipo non c’è problema, il al telefono invece di pronto, l’uso di esatto e di assolutamente, il fai da te (ingl. do it yourself) e il nocciolo duro (ingl. hard core).
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I nostri nonni non avrebbero mai augurato buona giornata, uso recente (ingl. have a nice day!), e non dicevano (imitando il day after day) giorno dopo giorno, bensì giorno per giorno.
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Penso ancora ad altri calchi che già si stanno affermando come grazie di non fumare (ingl. thank you for non smoking), così in francese Merci de fermer la porte, e noi Grazie di confermare, Grazie di farmi avere (ingl. thank you for sending me).
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Se mi chiedo quali anglismi sono destinati a durare e quali no, quali destinati ad attecchire con maggiore facilità, opto certamente per questi ultimi, meno riconoscibili per via dei panni nostrani che hanno indossato.
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Si sono perfettamente mimetizzati e integrati, così come capitò in passato a grattacielo, ed ora a gratta e vinci, calco di scratch and win (lotteria introdotta negli Stati Uniti sin dal 1974).
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E capitò ancora, anni addietro, ai benissimo integrati fluorescente, ciclostile, draga, drenare, acculturazione, multinazionale, fuorilegge (outlaw), piedipiatti (ingl. D’America flatfood 1913, accezione gergale riferita negli Stati Uniti ai poliziotti), caccia alle streghe, luna di miele (honeymoon), economia sommersa (underground economy), società opulenta (affluent society), società permissiva (permissive society), e pagine gialle, teste d’uovo (ingl. egghead, 1952, adottato in italiano nel 1958), uomo della strada, equilibrio del terrore.
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Sembrano parole tutte nostre.
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E hanno arricchito la nostra lingua.
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Ci sono altri calchi però che la impoveriscono.
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Pier Marco Bertinetto, al recente Convegno fiorentino sui linguaggi scientifici tenutosi alla Crusca, faceva notare in una sua relazione assai bella (e tra il resto piena, come gli capita spesso, di sense of humour) il caso dell’abusatissimo aggettivo intrigante, prestito molto aggressivo che ha cancellato in un colpo solo un intero ventaglio di alternative lessicali: aggressivo, perché ha finito col chiudere diceva in un angolo i possibili sinonimi italiani, spesso molto più efficaci ed esatti nell’adattarsi alla situazione discorsiva, tipo coinvolgente, appassionante, stuzzicante, sollecitante, solleticante, stimolante, e ancora: che ti cattura, che ti da pensare, e così via.
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beccaria@cisi.unito.it

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