Sentence view

Repondez s’il vous plait, è meglio non farsi gaffe

Language columnParole in corso
AuthorGian Luigi Beccaria
Date 26 ottobre 2002
NewspaperTuttoLibri (La Stampa)
Publication placeTorino
Publication countryItalia
Page8
Column-


[1]
Esempi di francesismi entrati nel nostro uso corrente.
[2]
Molte di queste parole sono passate attraverso il piemontese: da flan a seracco da cadó a batsuá
[3]
IL Piemonte è stato una tappa importante delle parole venute di Francia e da questa regione di frontiera diffuse in tutta la penisola.
[4]
Molte si sono fermate qui, e ancora sopravvivono nel dialetto.
[5]
Dovrei farne un lunghissimo elenco.
[6]
Mi limito a piluccarne qualcuna: flan, tirabusson cavatappi, ridò tenda, agreman favore, batsuà piede di maiale fritto ("calze di seta", alla lettera), cadò regalo, testa d'arabich balordo, bizzarro, fagnàn pigro; mia nonna diceva ancora digurdi furbo, o nuanssa gradazione di colore.
[7]
Sfogliando il Vocabolario alessandrino del Prelli trovo un caussett a zur, dal fr. a jour, le calze traforate.
[8]
Per vie piemontesi è passato nel primo Ottocento seracco, il blocco di ghiaccio originato dal frantumarsi della superficie di un ghiacciaio a causa del sollevamento del fondo o a causa dell'incontro con un altro ghiacciaio.
[9]
La parola (savoiarda) si diffonde da noi con riferimento al Monte Bianco e ai suoi giganteschi seracchi, dal fr. serac, a sua volta dalla forma savoiarda serac, nome di un formaggio bianco, compatto.
[10]
Di francesismi ce ne sono tanti, nella nostra lingua, di antichi e di moderni.
[11]
Molti si riferiscono al modo di comportarsi.
[12]
Per esempio gaffe, che penetra in italiano nel primo Novecento (dal fr. gaffe gancio: in fr. gaffer significa alla lettera afferrare con la gaffa, con il mezzo marinaro).
[13]
Dal francese pure quel R.
[14]
S.
[15]
V.
[16]
P. che troviamo spesso nei biglietti d'invito.
[17]
Abbrevia un "repondez s'il vous plait", si prega di rispondere.
[18]
Lo trovate per l'appunto nei biglietti di invito a cerimonia o presentazione, e per la quale occorre confermare.
[19]
Perché si usa il francese?
[20]
Perché il francese è sempre stata la lingua delle buone maniere.
[21]
Di francesismi ce ne sono di antichi e di moderni.
[22]
Risale ai Seicento petardo, nel senso di bomba rudimentale che si metteva dentro una porta delle mura o nelle mura stesse per abbatterle.
[23]
Nel primo Novecento ha poi preso il significato moderno di bombetta di carta da far esplodere durante le feste.
[24]
Deriva dal fr. pétard, a sua volta da pet: il petardo scoppia appunto con fragore, come un peto.
[25]
Il suffisso -ardo non è di grande diffusione.
[26]
È di origine germanica, e non porta con un significato positivo, salvo che nei nomi che designano appartenenza ad un luogo, ad una regione (savoiardo, nizzardo, ecc.).
[27]
Negli altri (non sono molti per la verità) questo suffisso ha valenza peggiorativa: testardo, codardo, dinamitardo, patriottardo...
[28]
È ormai uno di quei suffissi che diciamo "fossili": non è più produttivo, non interviene più a formare neologismi, come molti altri che invece sono al momento attivissimi.
[29]
beccaria@cisi.unito.it

Text viewParagraph view