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Maarten Janssen, 2014-
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Francesca è gentile, basta far sempre la sua «voluttà»
Language column
Parole in corso
Author
Gian Luigi Beccaria
Date
28
luglio
2001
more header data
[1]
La
padronanza
della
lingua
non
sempre
è
perfetta
e
conduce
a
strafalcioni
.
[2]
Esempio
?
[3]
«
Quel
tale
non
era
una
tibia
di
santo
»
[4]
QUANDO
[
/TLCAPO2
]
si
è
padroni
di
una
lingua
?
Intanto
,
non
basta
conoscere
tante
parole
e
i
loro
significati
,
ma
bisogna
saperle
usare
con
proprietà
dentro
il
contesto
e
le
strutture
del
discorso
.
[5]
Non
basta
conoscere
tutte
le
"
parole
piene
"
,
sedia
,
cielo
,
albero
,
tranquillo
ecc
.
,
ma
occorre
saper
usare
le
parole
vuote
,
o
"
parole
forma
"
(
articoli
,
pronomi
,
preposizioni
,
congiunzioni
)
,
che
hanno
un
significato
soltanto
grammaticale
,
cioè
un
significato
che
non
può
essere
stabilito
isolatamente
,
ma
soltanto
in
relazione
ad
altre
parole
.
[6]
La
padronanza
di
una
lingua
la
si
misura
anche
dalla
capacità
di
saper
cogliere
sfumature
diverse
tra
parole
simili
o
vicine
per
significato
(
cogliere
,
poniamo
,
la
differenza
tra
"
monelleria
"
e
"
marachella
"
:
la
prima
è
malefatta
di
un
ragazzo
discolo
,
vivace
,
la
seconda
è
ancora
una
malefatta
dello
stesso
,
ma
fatta
di
nascosto
)
.
[7]
I
sinonimi
vanno
usati
in
modo
appropriato
,
perché
di
perfetti
non
ne
esistono
.
[8]
Tra
loro
c'
è
sempre
una
qualche
anche
lieve
differenza
.
[9]
"
Buongustaio
"
non
è
lo
stesso
di
"
mangione
"
,
"
ingenuo
"
è
diverso
da
"
minchione
"
,
e
"
risparmiatore
"
da
"
tirchio
"
.
[10]
Puoi
dire
"
hai
fatto
un
errore
"
,
uno
"
strafalcione
"
,
un
"
'
assurdità
"
,
una
"
bestialità
"
,
un
"
'
asinata
"
,
una
"
castroneria
"
.
.
.
oggi
dicono
quasi
tutti
una
"
cazzata
"
.
[11]
"
Errore
"
è
di
un
registro
neutro
,
formale
,
gli
altri
sono
di
registro
più
colloquiale
,
informale
.
[12]
Non
posso
dire
"
Eccellenza
,
ha
fatto
una
castroneria
"
.
[13]
Poi
ci
sono
le
frasi
idiomatiche
.
[14]
Dicevo
prima
che
non
basta
sapere
le
parole
di
una
lingua
.
[15]
Bisogna
conoscere
quei
gruppi
di
parole
il
cui
significato
non
può
essere
previsto
in
base
al
significato
delle
parole
stesse
,
per
esempio
"
tirare
le
cuoia
"
,
"
uscire
dai
gangheri
"
,
ecc
.
[16]
In
questi
tipi
di
sequenze
fisse
non
mi
è
permesso
di
confondere
"
stinco
"
con
"
tibia
"
:
chi
dice
"
ha
riportato
la
frattura
dello
stinco
sinistro
"
,
oppure
"
Quel
tale
non
era
una
tibia
di
santo
"
fa
ridere
,
così
se
dici
"
tagliamo
il
capo
al
toro
"
,
anche
se
capo
è
sinonimo
di
testa
,
oppure
"
ho
perso
il
capo
per
una
donna
"
,
"
ho
messo
capo
a
partito
"
,
"
sei
un
capo
di
cavolo
"
.
[17]
Chi
non
è
padrone
di
una
lingua
confonde
spesso
parole
che
si
somigliano
nei
suoni
che
la
compongono
:
conoscere
bene
una
lingua
vuol
dire
non
confondere
"
chicco
"
con
"
chicca
"
,
"
foriero
"
(
ciò
che
precede
,
che
viene
prima
,
e
annuncia
:
"
questo
vento
,
foriero
del
bel
tempo
"
)
,
con
"
forastico
"
(
che
vuol
dire
selvatico
,
misantropo
,
scontroso
,
scorbutico
,
poco
socievole
)
,
"
reticente
"
con
"
riluttante
"
.
[18]
Chi
insegna
,
e
ha
a
che
fare
con
ragazzini
che
non
sono
padroni
dell'
italiano
ne
registra
delle
belle
.
[19]
Mi
sono
appuntato
:
"
Mia
cugina
Francesca
è
molto
gentile
,
a
condizione
che
si
faccia
sempre
la
sua
voluttà
"
.
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