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Per gli studenti di Cambridge gli snobs erano rozzi e volgari

Language columnParole in corso
AuthorGian Luigi Beccaria
Date 3 marzo 2001
NewspaperLa Stampa
Publication placeTorino
Publication countryItalia
Page8
Column1


[1]
Altre risposte alle curiosità dei lettori:
[2]
perché si dice essere ai ferri corti, da dove deriva l’espressione fare un can can, chi ha inventato la spada di Damocle
[3]
Continuiamo a sbrigare un po’ di posta con i lettori.
[4]
Sandro Romano di Vercelli mi chiede perché si dice essere ai ferri corti con qualcuno: il ferro corto era il pugnale che veniva sfoderato alla fine di un duello, dopo che ci si era affrontati con lancia o spada o altri ferri lunghi.
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Insomma, la forma ultima e risolutiva di ogni combattimento.
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Di qui, metaforicamente, venire a un contrasto molto aspro, a un confronto decisivo, a un punto estremo di rottura.
[7]
Marcella R. di Belgirate mi manda una e-mail dicendomi di aver letto un’espressione che le è suonata strana, avere in testa la spada di Damocle.
[8]
Le ricordo che significa avere una minaccia o un pericolo incombente sopra di e che occorre riandare a Dionigi il Vecchio, tiranno di Siracusa, il quale mostrò a Damocle, che lo aveva definito felice, come vivesse un tiranno, facendogli appendere sul capo durante un banchetto una spada attaccata ad un filo.
[9]
Sandro Raffaelli di La Spezia mi chiede da dove nasce l’espressione fare un can-can (con il senso di chiassata, pettegolezzo chiassoso).
[10]
Si tratta di un francesismo: la spiegazione più plausibile è che derivi da can(ard) anatra.
[11]
Il passo della famosa danza, il can-can, ricorderebbe per l’appunto quello dell’anatra.
[12]
Di qui il passaggio da danza rumorosa a chiassata.
[13]
Altra e-mail.
[14]
O altro e-mail?
[15]
Dico questo perché Luigi Salciarini di Francavilla (Chieti) mi chiede se questo anglismo è di genere maschile o femminile.
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Il sostantivo (invariato) è un composto di electronic più mail posta.
[17]
A questo sostantivo conferiamo il genere femminile perché quello è il genere dell’italiano posta.
[18]
Continuano le richieste sul tema della toponomastica.
[19]
Marco Morello di Castiglione Torinese è incuriosito da una lunga serie di toponimi.
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Ne scelgono uno tra i tanti, Casalpusterlengo, che deriva da casale più il nome della famiglia originaria di Lodi Pusterla che sin dalla metà del sec.
[21]
XIV ebbe in feudo quel luogo (-engo è un ben noto suffisso di origine germanica).
[22]
Per chiudere, Gianna Muda (non so da dove mi arrivi l’e-mail) mi chiede di chiarirle l’origine della parola snob che le hanno insegnato che viene dal lat. sine nobilitate, e aggiunge che a Cambridge pare definissero così i calzolai un mistero.
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E’ vero, l’origine della voce è abbastanza incerta.
[24]
Le ricordo comunque che l’ingl. snob vuol dire alla lettera ciabattino; in seguito, nel gergo degli studenti dell’Università di Cambridge, prende il significato di uomo rozzo, volgare, perché epiteto appioppato agli estranei all’ambiente, i quali cercano, al solito, di adeguarsi a quanti appartengono a classe sociale più elevata, e vanno quindi alla ricerca di modi raffinati, distinti.
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La parola si diffonde in Europa a metà Ottocento, col libro di W.
[26]
Thackeray, The book of snobs, 1848.
[27]
beccaria@cisi.unito.it

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