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Altre risposte alle curiosità dei lettori:
perché si dice essere ai ferri corti, da dove deriva l’espressione fare un can can, chi ha inventato la spada di Damocle
Continuiamo a sbrigare un po’ di posta con i lettori.
Sandro Romano di Vercelli mi chiede perché si dice “essere ai ferri corti con qualcuno”: il “ferro corto” era il pugnale che veniva sfoderato alla fine di un duello, dopo che ci si era affrontati con lancia o spada o altri ferri lunghi. Insomma, la forma ultima e risolutiva di ogni combattimento. Di qui, metaforicamente, “venire a un contrasto molto aspro, a un confronto decisivo, a un punto estremo di rottura”.
Marcella R. di Belgirate mi manda una e-mail dicendomi di aver letto un’espressione che le è suonata strana, “avere in testa la spada di Damocle”. Le ricordo che significa “avere una minaccia o un pericolo incombente sopra di sé” e che occorre riandare a Dionigi il Vecchio, tiranno di Siracusa, il quale mostrò a Damocle, che lo aveva definito felice, come vivesse un tiranno, facendogli appendere sul capo durante un banchetto una spada attaccata ad un filo.
Sandro Raffaelli di La Spezia mi chiede da dove nasce l’espressione “fare un can-can” (con il senso di “chiassata, pettegolezzo chiassoso”). Si tratta di un francesismo: la spiegazione più plausibile è che derivi da can(ard) “anatra”. Il passo della famosa danza, il can-can, ricorderebbe per l’appunto quello dell’anatra. Di qui il passaggio da “danza rumorosa” a “chiassata”.
Altra e-mail. O altro e-mail? Dico questo perché Luigi Salciarini di Francavilla (Chieti) mi chiede se questo anglismo è di genere maschile o femminile. Il sostantivo (invariato) è un composto di electronic più mail “posta”. A questo sostantivo conferiamo il genere femminile perché quello è il genere dell’italiano “posta”.
Continuano le richieste sul tema della toponomastica. Marco Morello di Castiglione Torinese è incuriosito da una lunga serie di toponimi. Ne scelgono uno tra i tanti, Casalpusterlengo, che deriva da casale più il nome della famiglia originaria di Lodi “Pusterla” che sin dalla metà del sec. XIV ebbe in feudo quel luogo (-engo è un ben noto suffisso di origine germanica).
Per chiudere, Gianna Muda (non so da dove mi arrivi l’e-mail) mi chiede di chiarirle l’origine della parola “snob” che le hanno insegnato che viene dal lat. sine nobilitate, e aggiunge che a Cambridge pare definissero così i calzolai… un mistero.
E’ vero, l’origine della voce è abbastanza incerta. Le ricordo comunque che l’ingl. snob vuol dire alla lettera “ciabattino”; in seguito, nel gergo degli studenti dell’Università di Cambridge, prende il significato di “uomo rozzo, volgare”, perché epiteto appioppato agli estranei all’ambiente, i quali cercano, al solito, di adeguarsi a quanti appartengono a classe sociale più elevata, e vanno quindi alla ricerca di modi raffinati, distinti. La parola si diffonde in Europa a metà Ottocento, col libro di W. Thackeray, The book of snobs, 1848.
beccaria@cisi.unito.it
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