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Per gli studenti di Cambridge gli snobs erano rozzi e volgari

Language columnParole in corso
AuthorGian Luigi Beccaria
Date 3 marzo 2001


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Altre risposte alle curiosità dei lettori:

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perché si dice essere ai ferri corti, da dove deriva l’espressione fare un can can, chi ha inventato la spada di Damocle

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Continuiamo a sbrigare un po’ di posta con i lettori.

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Sandro Romano di Vercelli mi chiede perché si dice essere ai ferri corti con qualcuno: il ferro corto era il pugnale che veniva sfoderato alla fine di un duello, dopo che ci si era affrontati con lancia o spada o altri ferri lunghi. Insomma, la forma ultima e risolutiva di ogni combattimento. Di qui, metaforicamente, venire a un contrasto molto aspro, a un confronto decisivo, a un punto estremo di rottura.

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Marcella R. di Belgirate mi manda una e-mail dicendomi di aver letto un’espressione che le è suonata strana, avere in testa la spada di Damocle. Le ricordo che significa avere una minaccia o un pericolo incombente sopra di e che occorre riandare a Dionigi il Vecchio, tiranno di Siracusa, il quale mostrò a Damocle, che lo aveva definito felice, come vivesse un tiranno, facendogli appendere sul capo durante un banchetto una spada attaccata ad un filo.

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Sandro Raffaelli di La Spezia mi chiede da dove nasce l’espressione fare un can-can (con il senso di chiassata, pettegolezzo chiassoso). Si tratta di un francesismo: la spiegazione più plausibile è che derivi da can(ard) anatra. Il passo della famosa danza, il can-can, ricorderebbe per l’appunto quello dell’anatra. Di qui il passaggio da danza rumorosa a chiassata.

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Altra e-mail. O altro e-mail? Dico questo perché Luigi Salciarini di Francavilla (Chieti) mi chiede se questo anglismo è di genere maschile o femminile. Il sostantivo (invariato) è un composto di electronic più mail posta. A questo sostantivo conferiamo il genere femminile perché quello è il genere dell’italiano posta.

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Continuano le richieste sul tema della toponomastica. Marco Morello di Castiglione Torinese è incuriosito da una lunga serie di toponimi. Ne scelgono uno tra i tanti, Casalpusterlengo, che deriva da casale più il nome della famiglia originaria di Lodi Pusterla che sin dalla metà del sec. XIV ebbe in feudo quel luogo (-engo è un ben noto suffisso di origine germanica).

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Per chiudere, Gianna Muda (non so da dove mi arrivi l’e-mail) mi chiede di chiarirle l’origine della parola snob che le hanno insegnato che viene dal lat. sine nobilitate, e aggiunge che a Cambridge pare definissero così i calzolai un mistero.

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E’ vero, l’origine della voce è abbastanza incerta. Le ricordo comunque che l’ingl. snob vuol dire alla lettera ciabattino; in seguito, nel gergo degli studenti dell’Università di Cambridge, prende il significato di uomo rozzo, volgare, perché epiteto appioppato agli estranei all’ambiente, i quali cercano, al solito, di adeguarsi a quanti appartengono a classe sociale più elevata, e vanno quindi alla ricerca di modi raffinati, distinti. La parola si diffonde in Europa a metà Ottocento, col libro di W. Thackeray, The book of snobs, 1848.

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beccaria@cisi.unito.it


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