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Maarten Janssen, 2014-
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Non ciurlare nel manico con la robba scrausa
Language column
Parole in corso
Author
Gian Luigi Beccaria
Date
24
febbraio
2001
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[1]
Un
po’
di
posta
con
i
lettori
,
che
chiedono
spiegazioni
sull’
origine
di
particolari
locuzioni
e
sul
rispetto
delle
norme
grammaticali
[2]
DA
quando
ho
indicato
un
indirizzo
di
e-mail
le
richieste
di
chiarimenti
si
fanno
pressanti
.
[3]
Il
che
mi
fa
piacere
,
ma
mi
costringe
nella
risposta
a
saltabeccare
da
un
argomento
all’
altro
.
[4]
Cerco
di
accontentare
subito
Marco
Rossi
di
Levanto
che
vuole
sapere
come
sia
nata
l’
espressione
ch’
egli
trova
“
curiosa
”
,
come
“
ciurlare
nel
manico
”
,
nel
senso
di
“
mancare
a
una
parola
o
a
un
impegno
,
rinviare
con
scuse
o
pretesti
l’
adempimento
di
promesse
”
.
[5]
Semplice
:
chi
si
comporta
a
quel
modo
fa
come
la
parte
metallica
di
un
arnese
,
che
quando
“
ciurla
”
,
cioè
non
sta
ben
ferma
nel
manico
,
tentenna
,
gira
,
rende
vana
l’
opera
di
chi
lavora
.
[6]
Una
lettrice
di
Novara
,
Franca
Niccoli
,
ha
letto
di
un
tale
considerato
una
sorta
di
“
eminenza
grigia
”
,
e
vuole
sapere
il
motivo
di
questo
“
strano
”
(
così
dice
)
modo
di
dire
:
“
eminenza
grigia
”
è
chi
,
senza
darlo
a
vedere
,
esercita
un
forte
potere
e
controlla
una
situazione
,
soprattutto
influenzando
le
persone
potenti
.
[7]
Fu
chiamato
così
il
frate
cappuccino
consigliere
del
cardinale
Richelieu
per
il
colore
grigio
dell’
abito
dei
cappuccini
e
per
analogia
col
titolo
di
“
Eminenza
Rossa
”
dato
a
Richelieu
.
[8]
La
maggior
parte
delle
richieste
verte
sul
giusto
e
lo
sbagliato
,
sul
si
può
o
non
si
può
,
soprattutto
da
parte
di
chi
vede
nella
grammatica
un
ferreo
modello
logico
,
che
sopprime
ogni
contraddizione
,
ridondanza
,
ecc
.
[9]
Un
lettore
di
Dronero
(
Cuneo
)
se
la
prende
con
l’
uso
erroneo
,
dice
lui
,
dell’
avverbio
“
affatto
”
che
significa
“
interamente
,
del
tutto
”
,
ma
che
ormai
si
usa
come
rafforzativo
in
frasi
negative
(
“
non
la
penso
affatto
come
te
!
”
)
.
[10]
Ha
preso
il
significato
contrario
a
quello
che
dovrebbe
avere
,
cioè
‘
per
nulla’
,
specialmente
nelle
risposte
a
domande
che
esigono
un
sì
o
un
no
(
“
Hai
fame
?
”
,
“
affatto
”
)
.
[11]
Ciò
succede
perché
con
quell’
”
affatto
”
sottintende
un
“
niente
”
(
niente
affatto
)
ed
assume
su
di
sé
il
senso
della
parola
sottintesa
.
[12]
Accontento
per
ultimo
il
condirettore
,
Gianni
Riotta
,
che
nell’
ultimo
Specchio
si
chiede
(
e
mi
chiede
)
da
che
verrà
mai
un’
espressione
ora
in
voga
come
“
scrauso
”
,
in
uso
nel
gergo
giovanile
.
[13]
Ho
appurato
,
grazie
anche
alla
cortesia
di
Gepi
Patota
,
che
“
scrausa
”
,
nel
senso
di
“
di
poco
conto
”
,
“
di
cattiva
qualità
”
,
è
un
aggettivo
che
in
principio
cominciò
ad
essere
usato
dai
“
coatti
”
della
periferia
romana
(
“
A
Roma
gira
solo
robba
scrausa
”
,
cioè
droga
di
cattiva
qualità
,
è
detto
nel
film
di
Claudio
Caligari
,
Amore
tossico
,
1983
,
interpretato
da
giovani
eroinomani
di
Ostia
)
.
[14]
Ma
non
si
tratta
di
neologismo
di
questi
ultimi
decenni
.
[15]
Un
mio
collega
,
Pietro
Trifone
,
ha
trovato
una
sorprendente
anticipazione
di
“
scrausa
”
nel
senso
di
“
sciocca
”
nel
primo
Cinquecento
,
negli
atti
di
un
processo
per
stregoneria
.
[16]
beccaria@cisi
.
unito
.
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