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Così Bernardo di Chiaravalle diventò patrono delle api

Language columnParole in corso
AuthorGian Luigi Beccaria
Date 10 febbraio 2001
NewspaperLa Stampa
Publication placeTorino
Publication countryItalia
Page8
Column1


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Grazie alla sua eloquenza aveva ricevuto il titolo di doctor mellifluus.
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La virtù salvifica dei santi deriva dall’interpretazione dei loro nomi: per guarire la vista si invoca Lucia
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LA parola ci condiziona?
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Ne siamo prigionieri e vittime?
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Difatti c’è chi ha sostenuto che lo sviluppo dei miti si è in passato prodotto a partire dalla lingua.
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Per esempio, il mito greco di Deucalione e Pirra che per ripopolare il mondo dopo il diluvio provocato da Zeus gettarono pietre dietro alle spalle trasformatesi in uomini, deriverebbe dalla somiglianza fonica tra il gr. laós popolo e láas pietra.
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E così il mito secondo cui Afrodite sarebbe nata dalla spuma del mare deriverebbe dalla somiglianza tra il nome della dea e il gr. afrós che significa schiuma.
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La funzione di protettrice della vista da parte di santa Lucia sarebbe dovuta al nome, che richiama la luce, il lat. lux lucis.
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Si parte dal nome, e se ne figurano le proprietà.
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La somiglianza di un nome con un altro avrebbe dato origine a molte credenze.
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Ho appena citato santa Lucia, e penso ad altri santi, la cui specialità taumaturgica era stabilita dalla interpretazione del loro nome.
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In alcuni luoghi i bovini si benedicevano il giorno di san Bovo, san Gallo era diventato il protettore delle galline, in Francia Saint Denis, interpretato come il santo del nido, si occupava della deposizione delle uova.
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Il parlante ricostruisce la catena fonica, e la rimotiva.
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Per interpretatio nominis sant’Agostino, riaccostato al ted. augen vedere, ha potuto diventare in qualche luogo della Germania protettore degli occhi.
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Il santo protegge da questa o quella malattia a seconda del nome che porta.
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Sant’Aureliano è stato invocato contro il mal d’orecchie, san Mammardo collegato alle mammelle e perciò implorato perché facesse venire il latte alle puerpere; ed anche la specializzazione di san Mamante (che è san Mama di Cesarea) invocato dalle puerpere bellunesi e trevigiane (due i santuari dedicatigli, presso Belluno e a Vittorio Veneto) nasce dall’assonanza tra nome e ambito di intervento.
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Come se il nome portasse internamente, con , la propria motivazione.
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Notevole l’esempio di san Bernardo di Chiaravalle che grazie alla sua eloquenza aveva ricevuto il titolo di doctor mellifluus: per questo titolo finì col diventare patrono delle api.
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E ricordo ancora che San Gottardo era invocato contro la gotta, san Claudio contro la claudicazione, san Cornelio proteggeva le bestie cornute (non gli esseri umani: l’addetto ai mariti sfortunati era Martino), san Maturino proteggeva i matti, santa Liberata liberava indistintamente da ogni dolore e malattia, in Francia Saint René guariva i reni.
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E si pensi al culto di sant’Espedito (abolito da Pio X), santo di cui si sa pochissimo, salvo che fu martirizzato in Armenia, forse ai tempi di Diocleziano: il suo nome latino, Expeditus, significa disposto, pronto, e di conseguenza nel Medioevo si cominciò ad invocarlo come il patrono delle cause urgenti, come colui che aiuta a sbrigare presto e bene qualsiasi affare.
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beccaria@cisi.unito.it

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