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Da Groppallo a Perlupario il luogo fa il nome

Language columnParole in corso
AuthorGian Luigi Beccaria
Date 3 febbraio 2001


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Stanno in alto, come i rapaci, Monfalcone e Roccasparvera;

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sono isolati e selvatici Oramala e Fossalovara;

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hanno una vista amena Belpasso e Bellosguardo

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UN signore di Boffalora (Milano) trova strano il nome del suo paese, vuole sapere com’è nato. Si tratta di uno dei tanti nomi descrittivi, che descrivono caratteristiche del luogo. È un composto di boffa l’ora, cioè soffia l’aura, il vento, perché (come i tanti Boffalora del nostro Paese, o il Buffalora trentino) si tratta di luoghi esposti, ventosi, situati su monticelli o colline. Su cocuzzoli si trovano pure quei luoghi il cui nome fa riferimento a rapaci, che volano in alto, come il falco, lo sparviero: sono almeno tre in Italia i Monfalcone, c’è un Girifalco in provincia di Catanzaro, paese medievale arroccato su un’altura, e in provincia di Cuneo c’è Roccasparvera, un Roccapalumba a Palermo. Ad una certa altezza si trovano anche Gropparello (Piacenza), Gropada (Trieste) e Groppallo, Groppello, situati tutti su una groppa, altura tondeggiante o cima di monte a forma tonda.

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Il nome conto talvolta dell’isolamento del luogo: Oramala (Pavia) è fuori mano, in una regione montuosa battuta da venti, Campobramoso (Lodi), Montebramoso di Castellaro (Imperia) rimandano alla base latina bramosus che allude a località isolate, montane, che dovevano essere frequentate un tempo da animali selvatici. E penso ai vari Cantalupo, Fossaluera, in provincia di Como, Santa Margherita di Fossalupara, a Sestri Levante, Fossalovara nel Veneto, o Perlupario «prato lupario», una frazione di Caprino, nel Bergamasco. Tutti luoghi isolati e selvatici.

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Il toponimo descrittivo indica spesso una più precisa ubicazione: sono alla confluenza di due corsi d’acqua Entracque (Cuneo), Tra due rivi (Susa), Traffiume (frazione di Cannobio, Novara); Confienza confluenza, provincia di Pavia, ha questo nome perché situato in un punto dove nel Sesia confluisce un canale derivato dall’Agogna. Anche Cogno (nome di alcune frazioni in provincia di Brescia e di Varese), e così Cognolo nel Veneto e in Piemonte Cuneo, derivano dal lat. cuneus, col significato specifico di angolo compreso tra due fiumi.

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Molti i toponimi descrittivi che si limitano ad elogiare il sito in cui sorge il paese, evidenziano l’aspetto ameno del luogo che si abita, ne esaltano la bella vista che si gode, l’aria salubre o altro: da bello ecco Bellagio, Bellaria, Bellosguardo (presso Firenze; e in provincia di Salerno) o Bereguardo (Pavia), e ci sono i vari Belmonte, Belpasso, i tanti Belvedere.

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Oltre alla bellezza del paesaggio i nomi di luogo decantano spesso le virtù delle acque: Abbasanta (Oristiano) elogia il potere terapeutico di certe sorgenti, così some Acquaformosa (Cosenza), composto dal lat. formosus bello, e Acquaviva (ce ne sono vari nel nostro paese), o Acqui, che rimandano alle loro benefiche acque termali. Gottasecca (Cuneo) deve invece il nome a povertà d’acqua.

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beccaria@cisi.unito.it


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