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Stanno in alto, come i rapaci, Monfalcone e Roccasparvera;
sono isolati e selvatici Oramala e Fossalovara;
hanno una vista amena Belpasso e Bellosguardo
UN signore di Boffalora (Milano) trova “strano” il nome del suo paese, vuole sapere com’è nato. Si tratta di uno dei tanti nomi descrittivi, che descrivono caratteristiche del luogo. È un composto di “boffa l’ora”, cioè “soffia l’aura”, il vento, perché (come i tanti Boffalora del nostro Paese, o il Buffalora trentino) si tratta di luoghi esposti, ventosi, situati su monticelli o colline. Su cocuzzoli si trovano pure quei luoghi il cui nome fa riferimento a rapaci, che volano in alto, come il falco, lo sparviero: sono almeno tre in Italia i Monfalcone, c’è un Girifalco in provincia di Catanzaro, paese medievale arroccato su un’altura, e in provincia di Cuneo c’è Roccasparvera, un Roccapalumba a Palermo. Ad una certa altezza si trovano anche Gropparello (Piacenza), Gropada (Trieste) e Groppallo, Groppello, situati tutti su una “groppa”, altura tondeggiante o cima di monte a forma tonda.
Il nome dà conto talvolta dell’isolamento del luogo: Oramala (Pavia) è fuori mano, in una regione montuosa battuta da venti, Campobramoso (Lodi), Montebramoso di Castellaro (Imperia) rimandano alla base latina bramosus che allude a località isolate, montane, che dovevano essere frequentate un tempo da animali selvatici. E penso ai vari Cantalupo, Fossaluera, in provincia di Como, Santa Margherita di Fossalupara, a Sestri Levante, Fossalovara nel Veneto, o Perlupario «prato lupario», una frazione di Caprino, nel Bergamasco. Tutti luoghi isolati e selvatici.
Il toponimo descrittivo indica spesso una più precisa ubicazione: sono alla confluenza di due corsi d’acqua Entracque (Cuneo), Tra due rivi (Susa), Traffiume (frazione di Cannobio, Novara); Confienza “confluenza”, provincia di Pavia, ha questo nome perché situato in un punto dove nel Sesia confluisce un canale derivato dall’Agogna. Anche Cogno (nome di alcune frazioni in provincia di Brescia e di Varese), e così Cognolo nel Veneto e in Piemonte Cuneo, derivano dal lat. cuneus, col significato specifico di “angolo compreso tra due fiumi”.
Molti i toponimi descrittivi che si limitano ad elogiare il sito in cui sorge il paese, evidenziano l’aspetto ameno del luogo che si abita, ne esaltano la bella vista che si gode, l’aria salubre o altro: da “bello” ecco Bellagio, Bellaria, Bellosguardo (presso Firenze; e in provincia di Salerno) o Bereguardo (Pavia), e ci sono i vari Belmonte, Belpasso, i tanti Belvedere.
Oltre alla bellezza del paesaggio i nomi di luogo decantano spesso le virtù delle acque: Abbasanta (Oristiano) elogia il potere terapeutico di certe sorgenti, così some Acquaformosa (Cosenza), composto dal lat. formosus “bello”, e Acquaviva (ce ne sono vari nel nostro paese), o Acqui, che rimandano alle loro benefiche acque termali. Gottasecca (Cuneo) deve invece il nome a povertà d’acqua.
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