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Maarten Janssen, 2014-
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Cioè, praticamente, okey: che odiosa sinergia
Language column
Parole in corso
Author
Gian Luigi Beccaria
Date
6
gennaio
2001
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[1]
I
lettori
scrivono
per
denunciare
le
parole
che
non
sopportano
:
[2]
ma
per
il
linguista
le
parole
non
sono
né
belle
,
né
brutte
,
le
rende
odiose
o
amabili
chi
le
usa
[3]
RICEVO
lettere
di
persone
che
protestano
per
l’
uso
di
questa
o
quella
parola
oggi
:
al
bando
“
attimino
”
,
alla
forca
“
sinergie
”
,
e
via
così
.
[4]
Ricordo
che
qualche
hanno
fa
Tuttolibri
promosse
un’
inchiesta
divertente
:
i
lettori
dovevano
indicare
la
parola
che
amavano
di
più
e
quella
che
odiavano
.
[5]
Si
stilò
una
classifica
,
che
risultò
nella
sostanza
etica
,
non
linguistica
,
perché
il
risultato
era
scontato
,
predeterminabile
:
ai
primi
posti
parole
positive
(
“
amore
”
,
“
libertà
”
,
“
amicizia
”
,
“
pace
”
,
“
salute
”
)
,
agli
ultimi
posti
la
serie
negativa
(
“
odio
”
,
“
guerra
”
,
“
violenza
”
,
“
mafia
”
,
“
tangenti
”
)
.
[6]
Nella
serie
positiva
“
vita
”
,
nella
negativa
“
morte
”
.
[7]
È
evidente
che
debba
piacere
“
pace
”
e
si
odi
“
guerra
”
.
[8]
E
piacerà
“
cielo
”
perché
azzurro
e
libero
,
non
piacerà
“
nero
”
,
colore
cupo
e
infernale
.
[9]
A
me
per
esempio
piace
“
verde
”
perché
ci
vedo
i
prati
dolci
della
mia
infanzia
,
altri
sceglierebbero
“
mare
”
,
altri
“
bosco
”
,
o
“
collina
”
,
altri
invece
al
primo
posto
collocherebbero
“
montagna
”
,
per
la
solennità
ma
anche
per
il
profondo
riposo
,
misto
di
solitudine
di
angoscia
o
di
euforia
,
di
maestà
comunque
,
che
la
montagna
ti
evoca
.
[10]
La
verità
è
che
le
parole
non
sono
né
belle
né
brutte
,
né
facili
né
difficili
,
né
buone
né
cattive
,
né
forti
né
deboli
.
[11]
Le
rende
odiose
o
amabili
,
forti
o
deboli
chi
le
usa
.
[12]
Di
per
sé
,
esse
sono
antiche
o
moderne
,
vecchie
o
nuove
,
fresche
o
usurate
,
verdi
o
dorate
alcune
,
altre
ricoperte
di
muffa
,
soprattutto
le
parole
dell’
agire
e
del
pensare
legate
strettamente
alle
idee
dominanti
di
un
determinato
periodo
storico
:
ricordiamo
tutti
che
negli
Anni
Sessanta
“
impegno
”
,
o
“
contestazione
”
,
godevano
di
enorme
popolarità
.
[13]
Poi
sono
rapidamente
decadute
.
[14]
Comunque
sia
,
un’
inchiesta
tra
la
gente
su
quale
parola
butterebbe
dalla
torre
non
misura
che
fantasie
e
idiosincrasie
.
[15]
In
questi
tipi
di
classifiche
sulle
parole
poco
sopportabili
trovo
regolarmente
infilati
i
“
cioè
”
,
“
niente
”
(
usato
ad
inizio
di
frase
)
,
“
praticamente
”
,
“
non
esiste
”
,
“
la
cosa
”
,
nel
senso
datole
dai
politici
,
“
nell’
ottica
di
”
,
“
sinergia
”
.
[16]
Ma
perché
qui
entra
in
gioco
non
il
significato
ma
il
sentimento
linguistico
del
parlante
,
insofferente
ora
per
il
termine
straniero
(
l’
anglismo
,
l’
”
okey
”
che
ha
soppiantato
il
“
sì
”
)
,
o
per
l’
informale
giovanile
(
“
cioè
”
,
“
niente
”
,
e
le
zeppe
“
praticamente
”
,
“
chiaramente
”
)
,
o
per
ciò
che
puzza
di
politichese
,
o
di
troppo
specialistico
;
e
c’
è
sempre
il
solito
“
attimino
”
,
che
pure
io
non
sopporto
,
non
perché
sia
poco
logico
,
come
molti
dicono
(
“
attimo
”
sarebbe
già
talmente
breve
che
non
lo
si
può
diminuire
ulteriormente
)
,
ma
perché
non
amo
i
diminutivi
,
preferisco
l’
aggettivo
nudo
e
crudo
.
[17]
Ma
tutta
questa
serie
di
osservazioni
o
di
reazioni
non
hanno
nulla
di
obiettivo
,
un
linguista
non
le
sottoscriverebbe
mai
,
sono
impressioni
del
parlante
,
con
i
suoi
tic
,
le
sue
manie
.
[18]
beccaria@cisi
.
unito
.
it
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