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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
Fra quelle «virgolette» la verità è più nascosta
Language column
In altre parole
Author
Giulio Nascimbeni
Date
29
marzo
1990
more header data
[1]
di
GIULIO
NASCIMBENI
[2]
La
rubrica
dello
scorso
15
marzo
,
dedicata
a
«
chiaramente
»
e
«
animino
»
,
ha
incontrato
il
favore
di
molti
lettori
che
mi
hanno
scritto
e
che
ringrazio
.
[3]
A
proposito
della
seconda
di
quelle
due
parole
,
il
collega
e
amico
Gianni
De
Felice
parla
giustamente
di
«
nascita
di
figli
spurii
come
l’
impresentabile
signor
Animino
»
.
[4]
Altre
segnalazioni
incalzano
.
[5]
Il
signor
Gerardo
Serravalle
di
Perugia
denuncia
l’
abuso
,
non
meno
dilagante
,
dell’
espressione
«
fra
virgolette
»
o
semplicemente
«
virgolette
»
o
,
peggio
ancora
,
«
virgolettato
»
.
[6]
Secondo
il
lettore
,
siamo
di
fronte
a
qualcosa
di
peggio
degli
ormai
invecchiati
«
nella
misura
in
cui
»
e
«
portare
avanti
il
discorso
»
:
siamo
,
cioè
,
all’
incapacità
di
chiamare
le
cose
con
il
loro
nome
e
,
comunque
,
di
ricorrere
a
forme
più
eleganti
come
«
per
così
dire
»
o
«
si
fa
per
dire
»
.
[7]
È
vero
:
mai
come
in
questi
anni
si
è
assistito
a
un
autentico
spreco
della
locuzione
incriminata
,
e
non
soltanto
alla
televisione
o
alla
radio
,
ma
anche
nei
colloqui
privati
.
[8]
Facciamo
qualche
esempio
:
«
Questa
pace
,
detto
fra
virgolette
,
non
ha
molte
prospettive
»
,
«
la
vostra
generosità
,
fra
virgolette
s’
intende
,
non
ci
è
di
conforto
»
,
«
questa
presenza
,
fra
virgolette
,
è
puramente
teorica
»
.
[9]
Sembra
chiaro
che
,
nei
nostri
tre
esempi
,
le
parole
«
pace
»
,
«
generosità
»
e
«
presenza
»
hanno
un
significato
ben
diverso
da
quello
dell’
uso
comune
:
stanno
per
«
guerra
»
,
«
avarizia
»
e
«
assenza
»
.
[10]
La
scappatoia
del
«
fra
virgolette
»
permette
una
specie
di
aggiramento
dell’
ostacolo
.
[11]
Ma
non
parlerei
,
come
fa
il
lettore
Serravalle
,
di
povertà
di
linguaggio
.
[12]
La
persona
che
ricorre
all’
espediente
sa
benissimo
qual
è
il
contrario
della
parola
di
cui
si
serve
,
tanto
è
vero
che
è
in
grado
di
prenderne
le
distanze
.
[13]
A
mio
giudizio
,
la
fortuna
del
«
fra
virgolette
»
è
da
legare
a
un
desiderio
,
più
o
meno
inconscio
,
di
reticenza
,
nel
senso
esatto
di
questo
vocabolo
che
significa
«
scarsa
volontà
di
dire
»
,
«
esitazione
volontaria
nel
dire
»
.
[14]
A
meno
che
non
sia
manifestata
nelle
aule
dei
tribunali
con
le
pene
che
ne
conseguono
,
la
reticenza
è
stretta
parente
della
volontà
di
non
compromettersi
,
di
sfumare
i
discorsi
per
non
provocare
reazioni
immediate
,
di
ammorbidire
le
proprie
tesi
.
[15]
Qualche
lettore
obietterà
:
ma
non
sono
questi
i
tempi
in
cui
trionfano
la
grinta
,
l'
aggressività
,
il
parlare
fuori
dai
denti
,
l’
arroganza
,
l’
immodestia
eccetera
eccetera
?
[16]
E
dunque
quale
bisogno
c’
è
di
passare
per
le
vie
traverse
,
di
evitare
il
faccia
a
faccia
anche
con
le
parole
?
[17]
Calma
,
signori
miei
.
[18]
In
teoria
,
le
cose
stanno
così
:
bocca
spalancala
più
che
aperta
,
a
pugni
in
faccia
.
[19]
Ma
in
pratica
?
[20]
Un
grande
autore
di
aforismi
,
il
polacco
Stanislaw
Jerzy
Lec
,
ha
scritto
:
«
Gli
uni
nascondono
agli
altri
la
verità
perché
la
temono
:
questi
ultimi
la
nascondono
ai
primi
perché
la
vogliono
tenere
in
serbo
fino
al
momento
opportuno
.
Eppure
,
è
sempre
la
stessa
verità
»
.
[21]
Che
poi
«
fra
virgolette
»
e
«
virgolettato
»
appartengano
in
qualche
modo
alle
forme
dell’
eufemismo
o
abbiano
per
antenata
la
litote
(
quella
del
«
non
nego
»
per
dire
«
ammetto
»
)
,
è
un’
ipotesi
senz’
altro
possibile
.
[22]
Ma
mi
è
piaciuto
,
una
volta
tanto
,
allentare
la
stretta
dei
problemi
del
linguaggio
e
rifarmi
all'
amatissimo
Lec
.
[23]
In
fondo
,
proprio
lui
è
l’
autore
di
quest’
altro
aforisma
:
«
Sesamo
aprili
!
Voglio
uscire
!
»
.
[24]
Un
quesito
addirittura
manzoniano
viene
posto
dal
signor
Vasco
Pezzato
di
Milano
:
«
Perché
—
scrive
—
il
nostro
Don
Lisander
parla
di
“
venticinque
lettori
”
?
la
sua
fu
vera
o
falsa
modestia
?
»
.
[25]
Il
lettore
allude
al
primo
capitolo
dei
«
Promessi
sposi
»
.
[26]
Dopo
l’
incontro
fra
i
bravi
e
don
Abbondio
,
il
Manzoni
commenta
:
«
Pensino
ora
i
miei
venticinque
lettori
che
impressione
dovesse
fare
,
sull’
animo
del
poveretto
,
quello
che
s’
è
raccontato
»
.
[27]
È
evidente
che
,
con
quella
cifra
,
il
Manzoni
intendeva
esprimere
un’
idea
di
quantità
piuttosto
esigua
.
[28]
Che
si
trattasse
di
vera
o
falsa
modestia
,
non
ha
molta
importanza
.
[29]
Più
interessante
è
rispondere
alla
domanda
:
perché
proprio
venticinque
?
[30]
In
un
lontano
articolo
apparso
su
«
Lingua
nostra
»
(
la
rivista
fondata
nel
1939
da
Bruno
Migliorini
e
Giacomo
Devoto
,
e
oggi
diretta
da
Gianfranco
Folena
e
Ghino
Ghinassi
)
,
fu
dimostrato
che
proprio
quel
numero
compariva
in
opere
del
Boccaccio
,
dell’
Aretino
,
del
Firenzuola
e
di
altri
,
per
indicare
simbolicamente
scarsità
di
uomini
o
di
denaro
o
di
parole
.
[31]
Pur
vivendo
in
tempi
di
gigantismo
generalizzato
,
oggi
siamo
in
calo
rispetto
ad
allora
.
[32]
Che
cosa
gli
hai
detto
?
[33]
Me
la
sono
cavata
con
un
paio
di
battute
.
[34]
Quanti
sono
intervenuti
alla
conferenza
o
allo
spettacolo
sperimentale
?
[35]
I
soliti
quattro
gatti
.
[36]
Chi
ha
seguito
quel
comizio
?
[37]
Una
decina
di
sfaccendati
.
[38]
Chi
ha
letto
quel
saggio
fondamentale
?
[39]
Una
ventina
di
persone
fra
critici
e
parenti
dell’
autore
.
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