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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
Il primo è stato Goethe
Language column
In altre parole
Author
Giulio Nascimbeni
Date
27
febbraio
1994
more header data
[1]
di
GIULIO
NASCIMBENI
[2]
In
mancanza
di
meglio
,
si
torna
a
parlare
di
recensioni
con
i
dilemmi
che
conosciamo
.
[3]
Servono
o
non
servono
?
[4]
Sono
un
esercizio
di
critica
o
,
come
sosteneva
Henry
James
,
«
non
hanno
nulla
in
comune
con
l
’
arte
della
critica
»
?
[5]
Possono
essere
una
stroncatura
o
la
stroncatura
non
è
da
considerare
una
recensione
?
[6]
Un
recensore
può
essere
o
non
deve
essere
un
amico
del
recensito
?
[7]
L’
occasione
è
stato
offerta
in
questi
giorni
dal
decennale
della
rivista
L
’
Indice
.
[8]
Alfonso
Berardinelli
ha
scritto
sul
tema
una
lettera
aperta
L’
Unità
.
[9]
Gli
ha
risposto
,
intervistato
da
Antonio
Gnoli
di
Repubblica
.
[10]
Cesare
Cases
,
direttore
dell’
Indice
.
[11]
Ad
ampliare
il
quadro
si
è
aggiunta
una
notizia
dagli
Stati
Uniti
.
[12]
Una
corte
d
’
appello
ha
stabilito
che
una
recensione
negativa
sulla
New
York
Times
B
ook
Review
è
«
tanto
grave
quanto
un
’
accusa
d
’
incompetenza
rivolta
a
un
avvocato
o
a
un
medico
su
una
rivista
specializzata
»
.
[13]
Motivo
del
contendere
la
stroncatura
di
un
libro
dal
titolo
Come
il
crimine
organizzato
influenza
il
football
professionistico
del
giornalista
Dan
Mouldea
.
colpevole
di
sciatteria
,
di
errori
e
di
insinuazioni
infondate
.
[14]
A
giudizio
del
recensore
,
ovviamente
.
[15]
Nell
’
ambito
di
questa
rubrica
,
è
la
parola
«
recensione
»
che
ci
interessa
.
[16]
L
’
originale
è
latina
,
dal
verbo
recensore
che
significa
«
passare
in
rassegna
,
esaminare
,
enumerare
,
considerare
»
,
ma
anche
«
narrare
,
raccontare
»
.
[17]
Sono
stati
i
tedeschi
a
trarre
per
primi
dal
latino
il
verbo
rezensieren
e
il
sostantivo
Rezension
.
[18]
Nella
sua
Storia
della
lingua
tedesca
(
ed
.
Sansoni
,
1988
)
,
Bruno
Migliorini
colloca
,
infatti
,
«
recensione
»
tra
i
germano-latinismi
,
arrivati
da
noi
nella
seconda
metà
dell
’
Ottocento
.
[19]
E
a
conferma
di
ciò
Migliorini
cita
il
Carducci
che
,
nel
1873
,
commentando
alcuni
giudizi
critici
sul
Manzoni
,
scrisse
:
«
Il
Goethe
fece
quel
che
i
tedeschi
chiamano
una
“
recensione
”
del
Carmagnola
e
dell’
Adelchi
»
.
[20]
Con
«
recensione
»
e
«
recensire
»
si
formò
tutta
una
terminologia
che
comprende
,
anzitutto
,
«
recensore
»
e
il
suo
sinonimo
«
recensente
»
(
raro
,
ma
usato
da
Benedetto
Croce
)
,
il
verbo
«
recensionare
»
,
gli
aggettivi
«
recensito
»
,
«
recensivo
»
e
«
recensorio
»
.
[21]
A
proposito
di
«
recensore
»
,
si
registrò
anche
una
variante
«
recensionista
»
:
lo
«
scapigliato
»
Gian
Pietro
Lucini
amava
,
appunto
,
definirsi
«
recensionista
letterario
»
.
[22]
Forse
perché
nel
destino
della
«
recensione
»
c
’
è
da
sempre
la
cosiddetta
tirannia
dello
spazio
(
«
breve
,
mi
raccomando
»
,
è
lo
slogan
dei
curatori
di
pagine
culturali
)
,
credo
che
poche
altre
parole
abbiano
avuto
tanti
diminutivi
.
[23]
Il
Grande
dizionario
Battaglia
(
ed
.
Utet
)
ne
segnala
quattro
:
da
«
recensioncella
»
e
«
recensioncina
»
,
da
«
recensionetta
»
all
’
estrema
,
quasi
incredibile
«
recensioncinuccia
»
.
[24]
Se
ne
servì
Clemente
Rebora
per
scivere
a
un
amico
:
«
Eccoti
,
carissimo
la
“
recensioncinuccia
”
stralciata
dal
Corriere
»
.
[25]
Enigmatico
oggetto
letterario
su
cui
si
discuterà
fino
alla
consumazione
dei
secoli
e
della
scrittura
,
la
«
recensione
»
è
stata
,
e
continua
ad
essere
,
bersaglio
di
molte
ironie
.
[26]
Le
citazioni
e
gli
aneddoti
potrebbero
essere
tanti
,
ma
mi
va
di
concludere
con
queste
parole
,
divertenti
righe
di
Grazia
Deledda
:
«
Quell
’
antico
giornalista
,
richiesto
di
leggere
un
libro
e
scrivere
la
recensione
,
rispose
:
“
Fare
la
recensione
sì
,
ma
leggerlo
no
”
»
.
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