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Il gioco così comincia

Language columnIn altre parole
AuthorGiulio Nascimbeni
Date 24 ottobre 1993


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di GIULIO NASCIMBENI
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Il nuovo libro di Carlo Frutterò e Franco Lucentini (dora in avanti F. & L.) sintitola Incipit.
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È una raccolta di 757 inizi di opere della letteratura universale, presentati in forma di quiz, con la soluzione commentata nella seconda parte del volume (ed. Mondadori, pagine 283, lire 28.000).
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F.
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& L. hanno, dunque, selezionato un loro incipitario, parola che fu coniata proprio trentanni fa da Bruno Migliorini nellAppendice al «Dizionario moderno» del Panzini.
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Gli incipit sono qualcosa di sacro, di supremamente rigoroso, e non soltanto in poesia.
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Nessuno potrebbe impunemente citare La tempesta è passata invece di Passata è la tempesta.
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Ehi ma anche la prosa esige la stessa completa fedeltà.
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L’inizio del Piacere di D’Annunzio è L’anno nuovo moriva, assai dolcemente.
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Chi omette nuovo o la pausa della virgola, come spesso accade, si macchia del crimine di leso incipit.
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Questi doveri di precisione possono inaridire un libro, ridurlo a un elenco di riusciti «colpi di dati»?
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Certamente , se non ci si chiama F.
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& L., i quali hanno perfettamente rivendicato la loro libertà di autori attraverso i 91 brevi capitoli in cui il libro stesso e suddiviso.
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Si passa, tanto per fare qualche esempio, dal capitolo dellamore (con Menandro, Heller, Properzio, la Mitchell, Liala, García Màrquez, Svevo) a quello del carcere (con Kafka, Primo Levi, Pellico, Dostoevskij, Pavese, Dòblin, la Deledda), a quello della luna (con Galilei, Schwarz-Bart, Leopardi, Wodehouse, Campanile).
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Non cè consequenzialità fra un tema e laltro, ordine cronologico: Joseph Heller viene prima di Poe e Poe prima di Properzio, seguito dalla Mitchell di Via col vento e da Liala.
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Incipit è un invito a giocare con la letteratura, anche quella ritenuta minore.
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Nellindice degli autori (dove dominano, nellordine, Leopardi, Pirandello, Goldoni, Dostoevskij, Poe e Manzoni), si scopre che Salgàri ha lo stesso numero di citazioni di Shakespeare.
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Il Macbeth («Una brughiera deserta. Tuoni e lampi. Entrano tre streghe») sta insieme, sia pure in un diverso capitolo, alla Figlia del Corsaro Nero («Quella sera a Maracaibo la Taverna El Toro...»).
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Un gioco, s’è detto, ma quante scoperte, quanti soprassalti della memoria, quante brucianti sconfitte controllando quelle che, in televisione, sono definite «le risposte esatte».
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E naturalmente (reazione che F. & L. hanno previsto) la possibilità di indicare le assenze, di contestare le scelte, di completare mentalmente il libro con i nostri incipit preferiti.
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Ora pare, come del resto è accennato a pagina 275, che F.
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& L. stiano pensando a una selezione di explicit, cioè di famosi finali, tipo Lamor che move il sole e laltre stelle oppure Ma se invece fossimo riusciti ad annoiarvi, credete che non sè fatto apposta (per gli immemori, il finale dei Promessi sposi).
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Aspettiamo quest'altro gioco, anche a costo di rischiare nuove bacchettate per le nostre lacune e le nostre confusioni.
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Imparare o ripassare divertendosi, il rigore ineluttabile di certi momenti della letteratura, non può che far bene, anche a costo di smentire il titolo stesso di questa rubrica.
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Incipit ed explicit, infatti, non si devono e non si possono dire «in altre parole».

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