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Maarten Janssen, 2014-
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Un tremendo profumo di pane
Language column
In altre parole
Author
Giulio Nascimbeni
Date
24
aprile
1994
more header data
[1]
di
GIULIO
NASCIMBENI
[2]
Una
notizia
Ansa
del
13
aprile
scorso
,
datata
Washington
,
diceva
testualmente
:
«
Dopo
il
fumo
delle
sigarette
tocca
al
profumo
del
pane
:
nella
battaglia
per
migliorare
la
qualità
dell
’
aria
,
Washington
non
risparmia
nessuno
.
A
partire
dal
‘
95
,
l
’
aroma
del
pane
appena
sfornato
dai
panifici
statunitensi
dovrà
essere
imbrigliato
e
depurato
per
ridurre
le
emissioni
di
etanolo
.
Questo
gas
,
che
si
forma
naturalmente
durante
il
processo
di
produzione
e
di
cottura
del
pane
,
non
è
tossico
ma
produce
ozono
ed
è
quindi
,
secondo
quanto
affermano
le
autorità
,
un
fattore
inquinante
»
.
[3]
Mi
sembra
una
notizia
sconvolgente
.
[4]
Proibito
il
profumo
del
pane
?
[5]
Sarebbe
come
se
fossero
proibiti
i
colori
dei
fiori
,
la
frescura
dei
ruscelli
,
gli
abboccati
dei
vini
:
cioè
,
immagini
e
sentori
legati
alla
natura
stessa
delle
cose
.
[6]
Potrei
citare
decine
e
decine
di
versi
o
di
brani
di
prosa
in
cui
il
profumo
del
pane
la
fa
da
protagonista
.
[7]
Inevitabile
è
Gabriele
D
’
Annunzio
:
«
Oh
,
questo
odore
di
tranquillo
miele
e
di
pane
ancor
tiepido
sotto
la
crosta
che
un
doratore
in
ozio
per
mancanza
di
foglia
d
’
oro
temperò
nella
bocca
del
forno
sino
alla
massima
ricchezza
e
squisitezza
della
sua
doratura
casalinga
»
.
[8]
E
uno
scrittore
oggi
molto
dimenticato
,
Fabio
Tombari
,
scrisse
nel
suo
libro
più
bello
,
«
Tutta
Frusaglia
»
,
che
il
pane
appena
sfornato
mandava
«
un
odore
,
un
sentore
di
buono
,
di
caldo
,
di
santo
,
che
lì
,
fra
i
gigli
,
sapeva
di
prima
comunione
»
.
[9]
Ma
uno
dei
ricordi
più
profondi
che
ho
su
questo
tema
risale
a
un
articolo
del
caro
e
grande
Egisto
Corradi
,
che
il
«
Corriere
della
Sera
»
mandò
come
inviato
a
Parigi
al
tempo
in
cui
temeva
che
i
paracadutisti
del
generale
Massu
occupassero
la
capitale
.
[10]
L
’
azione
doveva
avvenire
una
certa
notte
,
e
il
giornalista
trascorse
quelle
ore
spostandosi
continuamente
in
taxi
da
un
punto
all
’
altro
della
capitale
.
[11]
Nulla
accadde
,
venne
l
’
alba
,
la
vita
stava
per
riprendere
il
suo
corso
normale
.
[12]
«
Nelle
vie
-
concluse
il
suo
articolo
Corradi
-
si
sente
uno
straordinario
profumo
di
pane
fresco
»
.
[13]
Il
pane
(
una
parola
che
deriva
dalla
stessa
radice
del
verbo
latino
pascere
,
«
nutrire
,
alimentare
,
allevare
,
dar
da
mangiare
»
)
ha
dato
origine
a
una
serie
quasi
illimitata
locuzioni
,
di
proverbi
,
di
sentenze
,
di
modi
di
dire
.
[14]
Nel
dodicesimo
volume
del
Grande
Dizionario
Battaglia
(
ed
.
Utet
)
,
la
voce
«
pane
»
occupa
otto
pagine
.
[15]
Dopo
la
definizione
dell
’
alimento
,
si
va
dal
grido
di
rivendicazione
«
Pane
e
giustizia
!
»
(
basterà
rammentare
il
tredicesimo
capitolo
dei
«
Promessi
Sposi
»
,
quello
che
ha
per
protagonista
Antonio
Ferrer
)
al
«
pane
nostro
quotidiano
»
della
preghiera
,
dalla
locuzione
,
sempre
manzoniana
,
del
«
far
vivere
il
pane
»
(
cioè
del
fare
in
modo
che
sia
abbondante
)
all
’
espressione
«
non
mangiar
più
pane
»
che
significa
«
morire
»
.
[16]
Tutto
questo
,
all
’
improvviso
,
diventa
inquinante
e
produce
ozono
,
e
cioè
un
gas
allotropo
dell
’
ossigeno
dal
caratteristico
odore
pungente
(
ozono
-
ironia
della
sorte
-
deriva
dal
greco
ózein
,
«
odorare
,
emettere
odore
»
)
.
[17]
Così
va
il
mondo
,
e
prima
e
poi
(
forse
prima
che
poi
)
anche
nel
nostro
Paese
qualcuno
penserà
di
proibire
il
profumo
che
ci
incanta
fin
da
quando
eravamo
bambini
,
quella
che
ci
ostiniamo
a
considerare
la
vera
fragranza
di
ogni
mattino
.
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