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Maarten Janssen, 2014-
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Il «saccagno» non dette tregua a Primo Levi
Language column
In altre parole
Author
Giulio Nascimbeni
Date
23
febbraio
1997
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[1]
di
GIULIO
NASCIMBENI
[2]
I
momenti
memorabili
della
«
Tregua
»
,
il
grande
libro
di
Primo
Levi
da
cui
Francesco
Rosi
ha
tratto
un
grande
film
,
sono
stati
rievocati
nelle
scorse
settimane
in
tutti
i
loro
contrasti
di
picaresca
odissea
:
dall
’
apparizione
dei
quattro
soldati
russi
a
cavallo
lungo
la
strada
che
costeggia
Auschwitz
,
mentre
Levi
e
un
compagno
di
Lager
portano
un
cadavere
in
una
fossa
ormai
piena
,
alle
tappe
luttuose
,
ilari
,
convulse
,
grottesche
,
quasi
inenarrabili
,
del
ritorno
alla
libertà
.
[3]
Tenendo
conto
delle
caratteristiche
di
questa
rubrica
,
è
giusto
rammentare
la
passione
linguistica
di
Primo
Levi
,
nella
quale
il
chimico
laureati
)
«
stimma
cum
lande
»
s
’
identificava
con
lo
scrittore
,
in
nome
della
chiarezza
e
contro
la
confusione
.
[4]
Questa
passione
si
manifesta
anche
nella
«
Tregua
»
.
[5]
A
Katowice
,
in
attesa
del
rientro
in
Italia
.
[6]
Levi
è
addetto
al
controllo
quotidiano
dei
pidocchi
tra
gli
ex
deportati
e
conosce
il
Ferrari
,
un
milanese
criminale
comune
,
già
detenuto
a
San
Vittore
.
[7]
I
tedeschi
gli
avevano
proposto
la
scelta
fra
la
prigione
e
il
servizio
del
lavoro
in
Germania
:
aveva
optato
per
quest
’
ultimo
ed
era
finito
ad
Auschwitz
.
[8]
Il
Ferrari
racconta
a
Levi
come
fu
arrestato
:
«
C
’
era
la
guerra
,
lo
sfollamento
,
la
borsa
nera
,
un
mucchio
di
gente
sul
tramvai
.
Ero
sul
2
.
a
Porta
Lodovica
,
perché
da
quelle
parti
nessuno
mi
conosceva
.
Vicino
a
me
c
’
era
una
con
una
gran
borsa
:
in
tasca
del
cappotto
,
si
sentiva
al
tasto
,
c
’
era
il
protafoglio
.
Ho
tirato
fuori
il
saccagno
.
piano
piano
.
.
.
»
.
[9]
È
il
momento
del
Primo
Levi
linguista
che
sembra
non
poter
proseguire
se
non
rimuove
l
’
ostacolo
della
misteriosa
parola
,
piombata
all
’
improvviso
nella
narrazione
.
[10]
E
intatti
scrive
:
«
Devo
aprire
una
breve
parentesi
tecnica
.
Il
saccagno
,
mi
spiegò
il
Ferrari
,
è
uno
strumento
di
precisione
che
si
ottiene
spezzando
in
due
la
lama
di
un
comune
rasoio
a
mano
libera
.
Serve
a
tagliare
le
borse
e
le
tasche
,
perciò
deve
essere
affilatissimo
.
Occasionalmente
,
serve
anche
a
sfregiare
,
nelle
questioni
d
’
onore
:
ed
è
per
questo
che
gli
sfregiati
sono
anche
detti
“
saccagnati
”
»
.
[11]
Più
che
insistere
su
«
saccagno
»
e
«
saccagnar
»
,
voci
diffuse
,
oltre
che
in
quelli
della
malavita
,
nei
gerghi
dei
girovaghi
,
nelle
parlate
popolari
e
nei
dialetti
,
penso
alla
«
breve
parentesi
tecnica
»
di
Primo
Levi
.
[12]
L
’
incognita
di
una
parola
stimola
la
conoscenza
anche
a
due
passi
dal
filo
spinato
e
dagli
orrori
infiniti
di
Auschwitz
,
(
C’
è
qualcosa
di
miracoloso
in
questa
forza
,
e
consola
(
continua
mirabilmente
a
consolare
)
che
se
ne
possa
leggere
testimonianza
nelle
pagine
della
«
Tregua
»
.
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