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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
Il sognista professionista
Language column
In altre parole
Author
Giulio Nascimbeni
Date
22
maggio
1994
more header data
[1]
di
GIULIO
NASCIMBENI
[2]
All’
indomani
del
discorso
programmatico
del
presidente
Silvio
Berlusconi
al
Senato
.
[3]
«
La
Stampa
»
ha
pubblicato
in
prima
pagina
un
eccellente
articolo
di
Paolo
Guzzanti
che
si
trovava
a
Palazzo
Madama
.
[4]
Nell'
articolo
era
scritto
tra
l'
altro
:
«
Attenzione
,
anche
Berlusconi
dice
che
sta
sognando
.
Dice
proprio
così
:
ho
fatto
un
sogno
.
Dio
mio
,
anche
lui
.
Non
è
chiaro
se
cita
Martin
Luther
King
o
un
fondo
di
Eugenio
Scalfari
,
sognista
professionista
»
.
[5]
Le
allusioni
sono
chiare
:
il
famoso
discorso
pronunciato
dal
leader
nero
della
non-violenza
a
Washington
il
28
agosto
1963
a
alcuni
recenti
editoriali
del
direttore
di
«
Repubblica
»
.
[6]
Ma
alla
nostra
rubrica
interessa
quella
parola
,
sognista
,
già
evidenziata
con
il
corsivo
e
che
nessun
dizionario
registra
.
[7]
Un
neologismo
,
dunque
,
al
quale
assegnare
come
data
di
nascita
il
17
maggio
1994
,
giorno
in
cui
è
apparso
,
come
si
è
detto
,
sulla
«
Stampa
»
.
[8]
Non
è
per
la
verità
,
un
neologismo
complicato
.
[9]
Guzzanti
ha
aggiunto
al
vocabolo
«
sogno
»
quella
specie
di
factotum
che
è
il
suffisso
«
-ista
»
,
il
quale
di
solito
forma
numerosi
aggettivi
e
sostantivi
con
i
termini
in
«
-ismo
»
:
altruismo-altruista
,
automobilismo-automobilista
,
turismo-turista
.
[10]
Va
aggiunto
che
«
-ista
»
dispone
anche
di
una
sua
autonomia
nell’
ambito
dei
nomi
che
indicano
professioni
o
attività
in
genere
.
[11]
«
Dentista
»
,
per
spiegarci
,
non
deriva
da
un
astratto
e
inesistente
«
dentismo
»
,
né
«
fiorista
»
da
un
altrettanto
inesistente
«
fiorismo
»
.
[12]
Di
questa
autonomia
gode
anche
sognista
che
non
discende
da
«
sognismo
»
.
[13]
Questo
dettaglio
è
una
vera
fortuna
perché
meno
«
ismi
»
ci
sono
in
giro
e
più
cresce
il
tasso
di
concretezza
e
di
credibilità
della
lingua
.
[14]
Italo
Svevo
scrisse
che
«
il
sentimento
non
conosce
tutti
questi
“
ismi
”
»
.
[15]
Ma
perché
sognista
e
non
sognatore
?
[16]
Perché
rinunciare
a
una
parola
bella
,
dolce
,
poetica
,
che
esprime
ideali
,
visioni
,
utopie
,
fantasticherie
?
[17]
Forse
perché
un
sognatore
è
solitamente
accusato
di
aver
scarso
spirito
pratico
?
[18]
O
per
il
timore
di
cadere
in
un
linguaggio
più
adatto
alle
canzoni
del
festival
di
Sanremo
che
a
una
cronaca
politica
?
[19]
Credo
che
la
spiegazione
si
trovi
nell’
accoppiata
messa
insieme
da
Guzzanti
:
«
sognista
professionista
»
.
[20]
Cioè
,
non
più
il
sognatore
imprevedibile
,
romantico
,
felicemente
incidentale
,
ma
il
sognatore
come
metodo
di
persuasione
,
come
spunto
indirizzato
a
un
preciso
fine
.
[21]
Il
sogno
,
in
sostanza
,
che
diventa
apologo
nel
caso
di
Scalfari
o
programma
nel
caso
di
Berlusconi
.
[22]
Non
sono
in
grado
di
dire
se
e
quanto
sognista
durerà
.
[23]
I
destini
delle
parole
non
hanno
oroscopi
attendibili
e
sui
neologismi
pesano
vecchie
condanne
come
quella
di
Vincenzo
Gioberti
,
il
quale
sosteneva
che
«
il
neologismo
può
talvolta
coprire
concetti
nuovi
e
grandi
,
come
nel
Kant
e
nel
Vico
,
ma
spesso
è
solo
un
lusso
barbarico
»
.
[24]
Aspettiamo
,
vedremo
.
[25]
Per
una
motivata
sentenza
ci
vorrebbe
il
grande
Bruno
Migliorini
che
,
nel
1975
,
l’
anno
in
cui
morì
,
pubblicò
«
Parole
d’
autore
»
,
un
libro
che
aveva
come
secondo
titolo
un
termine
dal
bel
suono
classico
:
«
Onomaturgia
»
,
derivato
dal
greco
onomatourgòs
,
«
coniatore
,
inventore
di
parole
»
.
[26]
E
il
pensiero
va
subito
a
quel
supremo
«
onomaturgo
»
che
fu
il
«
gran
lombardo
»
Carlo
Emilio
Gadda
.
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