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Il primo dizionario con le «unità polirematiche»

Language columnIn altre parole
AuthorGiulio Nascimbeni
Date 20 aprile 1997
NewspaperCorriere della sera
Publication placeMilano
Publication countryItalia
Page14
Column8


[1]
di GIULIO NASCIMBENI
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Si chiama Disc, una sigla che sta per Dizionario Italiano Sabatini Coletti, e cioè i due autori.
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Francesco Sabatini dell'università di Roma e Vittorio Coletti dell'università di Genova, attorniati da una schiera di collaboratori.
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Il Disc è pubblicato dal Gruppo editoriale Giunti.
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Le 3100 pagine delledizione, diciamo così, cartacea sono accompagnate da un Cd Rom.
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Nella fase promozionale il costo complessivo sarà di 1l0 mila lire.
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Il Cd Rom da solo, già reperibile nelle ridicole, è in vendita al prezzo di 39.
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900 lire.
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Si può recensire un dizionario come se fosse un romanzo o un saggio?
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No. non sembra possibile.
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Soltanto luso consentirà un vero giudizio, specialmente nei confronti di un'opera che si presenta come «dizionario di nuova generazione» perché, tra laltro, sfrutta le opportunità offerte dalle nuove tecnologie.
[12]
È bene precisare che. in questa rubrica, non ci occuperemo del Cd rom. di cui si parlerà eventualmente in altra sede.
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Torniamo ai numeri: nel Disc i lemmi sono circa 120 mila.
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Questa cifra risulta dalla somma di 68.
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870 sostantivi, 25.
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731 aggettivi.
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10.
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698 verbi.
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7 mila neologismi, 1700 parole di uso antiquato, 6 mila tra vocaboli stranieri e di ambito regionale.
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Gli autori citati sono 229; si va da San Francesco a Umberto Eco, con prevalenza degli esempi danteschi.
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Il lettore consideri questi dati una sintetica carta didentità del Disc.
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Scendendo nel dettaglio delle novità, colpisce quella che riguarda le diecimila parole «ad alta disponibilità», cioè le più conosciute da un parlante di media cultura.
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Nel Disc esse sono tipograficamente evidenziate mediante un fondino grigio.
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Un esempio.
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La parola «fenomeno» ha il fondino grigio perché di largo e vario uso, mentre la parola che la precede, «fenomenismo», e quella che la segue, «fenomenologia», appartengono al linguaggio filosofico e sono senza fondino.
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Sempre tra le novità, molta attenzione è dedicata alle «unità polirematiche».
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Nessun brivido, caro lettore.
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Stabilito che alla base ce il greco «rhema» (parola), si tratta di unespressione della linguistica di conio recente per definire quelle parole che accostano più elementi per ottenere un significato unitario: per esempio, alta moda, anno luce, avviso di garanzia, foglio rosa, fumata bianca, stato civile...
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Isolando i singoli componenti o invertendo le posizioni, la definizione cade.
[30]
Proviamo a dire le sfilate della «moda alta» o che la scuola guida ha rilasciato il «rosa foglio» o presentiamoci agli sportelli del «civile stato».
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Ci guarderanno con sospetto.
[32]
Non sapevamo che si chiamassero così, ma come si fa a parlare senza «unità polirematiche»?

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