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Compitare giocoso e accorto

Language columnIn altre parole
AuthorGiulio Nascimbeni
Date 18 agosto 1993


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di GIULIO NASCIMBENI
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Sia concessa unipotesi scherzosa.
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Ho bisogno di dettare un telegramma, chiamo lapposito numero alla Sip e comincio con le mie generalità e lindirizzo di casa.
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Devo adattarmi, in questi frangenti, alle regole burocratiche.
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Dunque, prima il cognome e dopo il nome come se fossi ancora a scuola o sotto le armi.
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Il mio non è un cognome facilissimo e la centralinista mi prega cortesemente di fare lo spelling.
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Ripeto: è uno scherzo che invento qui, per questa rubrica.
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Dico: «Allora, signorina (chissà perché le centraliniste sono sempre signorine...), per il cognome Nuoro Alassio Siracusa Caserta Ivrea Mantova Belluno Este Nuoro Ivrea e per il nome Gela Ivrea Urbino Latina Ivrea Oristano.
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Sono sicuro che leffetto sarebbe abbastanza sconvolgente, pur avendo usato iniziali di località note, senza ricorrere a trovate eccentriche come potrebbero essere Narghilè per la «enne» o Giulebbe per la «g».
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La spiegazione è semplice: per lo spelling (parola di evidente origine inglese, da to speli, «compitare», ma ormai accettata dai nostri dizionari), esiste un codice fisso, che facilita, le conversazioni telefoniche o la dettatura dei telegrammi.
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Questo codice fa riferimento a ventisei termini, dalla «a» alla «zeta».
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Essi sono: Ancona, Bologna, Como, Domodossola, Empoli, Firenze, Genova, Hotel, Imola, Jersey Kursaal, Livorno, Milano, Napoli, Otranto, Padova, Quarto, Roma, Savona, Taranto, Udine, Venezia, Washington, Xeres, Yacht, Zara.
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È, doveroso, adesso, segnalare da dove ha preso lo spunto il tema di questa rubrica: dalla pubblicazione di un Manuale per la compilazione telefonica Guida ufficiale allo spelling delle parole in Italia, un libretto (costa 5 mila lire) pubblicato dalla Università del Progetto che ha sede in Reggio Emilia.
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Per gentile concessione della Zanichelli, il libretto ha la stessa immagine di copertina in bianco e in rosso dei dizionari, lo Zingarelli in testa, della casa editrice bolognese.
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Se si fosse limitato allelenco delle ventisei parole canoniche che per un corretto spelling, il Manuale si sarebbe ridotto a una sola pagina.
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E qui i curatori hanno avuto una divertente trovata: hanno arricchito il libretto con le descrizioni dei riferimenti fonetici secondo le regole del cosiddetto «abbecedario romanzato».
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Un esempio vale più di ogni spiegazione.
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Prendiamo Imola, che rappresenta la «i», ricordando che sul circuito di Imola si disputano gare di automobilismo e motociclismo.
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Ecco l«abbecedario romanzato» della città: «Incontri Jaguar, Kawasaki, Lotus. Mai nessuno osò pilotare qui ridicole Skoda. Tra urla volarono Williams xileniche, Yamaha zirlanti. Anche Bugatti corse destando emozioni: folle gridarono Hurrà».
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È un gioco, ma che rispetta le regole.
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Si comincia con la «i» di «incontri» come Imola, si procede in rigoroso ordine alfabetico e, arrivati alla «zeta» di «zirlanti», si ricomincia con la «a» di «anche» fino alla «h» di «hurrà».
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In tutto, ventisei parole come il numero delle lettere iniziali nei dizionari e, a suo modo, un minimo romanzo motoristico di Imola.
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Per Venezia ci sono gondolieri e ponti, per Milano la nebbia e per Como questa bella, alfabetica sequenza: «Manzoni notoriamente ospitò Promessi: quel ramo...».

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