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Poveri inventori di neologismi. Non sarete voi a «forestar» Milano

Language columnIn altre parole
AuthorGiulio Nascimbeni
Date 13 gennaio 1990
NewspaperCorriere della sera
Publication placeMilano
Publication countryItalia
Page15
Column2-6


[1]
di GIULIO NASCIMBENI
[2]
La solita premessa che ritengo indispensabile quando segnalo neologismi: nessuna pretesa di scoprire novità assolute, clamorosi inediti.
[3]
Se qualcuno mi ha preceduto, poco male.
[4]
L’importante è registrare, accompagnandole con una spiegazione e un giudizio, queste nuove parole, nella speranza che le leggi della selezione naturale valgano anche per loro: la salvezza (e l’ingresso nei dizionari) o l’oblio.
[5]
Sui muri di Milano spicca e resiste da tre o quattro settimane un manifesto del WWF.
[6]
Lo slogan dice: Forestiamo Milano per vivere meglio.
[7]
È un invito a estendere le zone verdi della città.
[8]
Quel forestiamo presume l’esistenza di un verbo forestare, che sarà inutile cercare nei vocabolari.
[9]
Indubbiamente, il neologismo ha dalla sua il merito d’essere comprensibile.
[10]
Ma che accadrà se dovesse diventare un modello?
[11]
Se Milano avesse bisogno di asili, arriveremo a un asiliamo?
[12]
E se calassero troppo le nascite, a un bambiniamo?
[13]
Il lettore Walter Rocca di Ceresara (Mantova), nel deprecare il già noto malpancista (detto di coloro che, nel Pei, appoggiano la linea Occhetto malvolentieri, cioè figuratamente «col mal di pancia»), rileva l’apparizione di benaltrista.
[14]
Con benaltrista si indica la persona che, nel corso di un dibattito, ammonisce che «c’è ben altro a cui pensare», «sono ben altri i problemi da affrontare», «è ben altro il nocciolo della questione».
[15]
Come per forestiamo, sia concessa una breve divagazione intorno a benaltrista.
[16]
Nei dibattiti, uno dei verbi più usati è sicuramente «sottolineare»: nascerà la figura del sottolinearista?
[17]
E siccome un dibattito dev’essere, per definizione, «ampio e approfondito», come chiameremo coloro che concorrono all’ampliamento e all’approfondimento?
[18]
La mia immaginazione è costretta a fermarsi.
[19]
D’altronde, non voglio esagerare con gli scherzi: qualcuno potrebbe prendermi sul serio.
[20]
A proposito di dibattiti, mi piace ricordare (anche se non c’entra con questa rubrica) un aforisma dell’americano Arthur Bloch:
[21]
«Prima legge del dibattito. Non discutere mai con un cretino: la gente potrebbe non notare la differenza».
[22]
Avevo promesso («Corriere» del 28 dicembre) di non tornare nei labirinti del burocratese, almeno per qualche settimana.
[23]
Ma la documentata segnalazione del lettore Adelmo Morniroli di Somma Lombardo (Varese) è di quelle cui non so resistere.
[24]
C’è un modulo dell’Inps, indicato con la sigla «A.F. 59», che serve per presentare «domanda di assegni familiari e della relativa maggiorazione».
[25]
Il quadro 2 del modulo è da compilare «in caso di richiesta di assegni familiari per figli o equiparati».
[26]
Ebbene, scrive il lettore Morniroli, «al quadro 2 si precisa, forse per evitare imbarazzanti richieste al becchino, che la dichiarazione dell’altro coniuge non deve essere rilasciata se la domanda è presentata da genitore vedovo».
[27]
È vero che, cinema dell’orrore aiutando, sono di moda i «morti viventi», ma almeno lasciamo in pace i «morti dichiaranti».
[28]
Le vie del burocratese sono infinite come quelle della Provvidenza, e l’implacabile lettore segnala anche una frase della legge 615/66, articolo 22, riguardante i veicoli a motore che producono «emanazioni inquinanti».
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La legge punisce con ammenda «chi conduce un veicolo con motore Diesel emettendo fumi di opacità superiore ai valori stabiliti nel regolamento...».
[30]
Ah, quel gerundio, quella confusione tra pilota e veicolo!
[31]
Il futuro è un’incognita, la tecnologia promette altri prodigi.
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Forse un giorno vedremo passare sotto i nostri occhi un signore o una signora che «emettono fumi di opacità superiore».
[33]
Il collega Aronne Anghileri di Milano mi elenca alcune recenti «delizie» televisive.
[34]
Una giornalista del Tg2 delle ore 13, unendo due notizie riguardanti il Cile e il Messico, ha detto: «I due paesi sudamericani...», dimostrando di avere notizie molto personali di geografia: il Messico è notoriamente in Nord America.
[35]
Trasmissione «Due Mattina».
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Si parla dell’invenzione del telefono in occasione del centenario della morte di Antonio Meticci.
[37]
Il conduttore nomina il rivale di Meucci e lo definisce «il tedesco Bell».
[38]
Qualsiasi enciclopedia informa che Alexander Graham Bell era «un fisico americano, ma nato a Edimburgo in Scozia nel 1847».
[39]
Trasmissione «Doppio slalom» su Canale 5.
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Il presentatore pone il seguente quiz: «Quale profondità ha raggiunto il capitano Nemo?».
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La risposta richiesta era: «Ventimila leghe sotto i mari».
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Dal momento che la lunghezza di una lega ha un valore variabile tra quattro e sei chilometri, il povero Nemo commenta Anghileri avrebbe perforato la Terra e si sarebbe immerso nello spazio dalla parte opposta a quella dell’immersione».
[43]
E il Nautilus aggiungo io si sarebbe trasformato da sottomarino in missile: nemmeno la strepitosa fantasia di Jules Venie era arrivata a tanto.

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