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Maarten Janssen, 2014-
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Il tramonto dell’opinionista
Language column
In altre parole
Author
Giulio Nascimbeni
Date
12
settembre
1993
more header data
[1]
di
GIULIO
NASCIMBENI
[2]
Nel
suo
eccellente
e
non
dimenticato
libro
Il
Neoitaliano
(
Zanichelli
,
1989
)
,
Sebastiano
Vassalli
segnalava
,
tra
le
parole
degli
anni
Ottanta
,
opinionista
e
ne
dava
la
seguente
definizione
:
«
È
il
“
pensatore
delegato
”
a
pensare
per
gli
altri
:
colui
che
,
attraverso
i
giornali
e
la
televisione
,
aiuta
gli
altri
ad
assumere
un
’
idea
sui
fatti
del
momento
.
Nei
folli
anni
Settanta
,
e
ancor
più
nei
banali
anni
Ottanta
,
in
Italia
,
l
’
importanza
e
il
peso
degli
opinionisti
crebbero
di
pari
passo
con
il
tramonto
delle
ideologie
e
con
la
perdita
d
’
influenza
dei
partiti-chiesa
:
per
cui
,
dall
’
oggi
al
domani
,
molti
italiani
si
ritrovarono
in
questa
necessità
di
dover
cominciare
a
pensare
con
la
loro
testa
:
e
si
rivolsero
agli
opinionisti
per
esserne
aiutati
»
.
[3]
Sono
passati
quattro
e
credo
che
nessun
’
altra
parola
abbia
patito
un
degrado
tanto
massiccio
come
opi
ni
onista
.
[4]
C
’
è
(
già
qualcuno
che
si
ritiene
offeso
a
essere
chiamato
così
:
«
Opinionista
io
?
Bada
a
quel
che
dici
.
.
.
»
.
Non
c
’
è
una
data
precisa
alla
quale
legare
l
’
inizio
della
caduta
.
Si
possono
fare
delle
ipotesi
,
ma
niente
più
.
[5]
Forse
tutto
è
cominciato
quando
,
dopo
i
filosofi
e
gli
storici
,
divennero
opinionisti
gli
allenatori
di
calcio
disoccupati
,
soprattutto
se
stranieri
e
in
perenne
conflitto
con
la
lingua
italiana
.
[6]
Forse
la
decadenza
è
stata
accentuata
dalle
star
del
giornalismo
televisivo
che
,
dopo
carriere
trascorse
a
leggere
diligentemente
sul
«
gobbo
elettronico
»
(
scrollbox
,
se
preferite
il
termine
inglese
)
,
hanno
scoperto
in
un
colpo
solo
d
’
essere
esperte
in
economia
e
sociologia
,
etica
e
management
.
[7]
Forse
il
crollo
,
definitivo
l
’
hanno
provocato
gli
opinionisti
telefonici
,
quelli
che
vivono
accanto
al
telefono
come
insonni
sentinelle
nella
garitta
,
pronti
a
sentenziare
sullo
stupro
e
sui
Bot
,
sulle
leggi
elettorali
e
sui
pantacollant
.
[8]
Ho
la
netta
impressione
che
,
se
oggi
uno
decidesse
di
mettere
sul
proprio
biglietto
da
visita
la
qualifica
di
opinionista
,
si
comporterebbe
come
quel
signore
napoletano
che
anni
fa
mi
scrisse
una
cortesissima
lettera
a
proposito
di
questa
rubrica
.
[9]
Alla
lettera
era
,
appunto
,
allegato
un
biglietto
da
visita
:
sotto
il
nome
e
il-
cognome
del
lettore
,
spiccava
l
’
appellativo
di
«
contemporaneo
»
.
[10]
E
cioè
una
parola
che
voleva
dire
tutto
e
niente
,
a
disposizione
di
chiunque
,
valida
per
ogni
uso
.
[11]
Sarà
questo
il
destino
di
opinionista
?
[12]
Un
destino
,
comunque
,
che
viene
da
lontano
.
[13]
È
vero
che
l’
ingresso
nella
nostra
lingua
è
recente
,
ma
nell’
undicesimo
volume
del
Grande
Dizionario
Battaglia
della
Utet
ho
scoperto
che
una
voce
opinionisti
(
proprio
così
,
al
plurale
)
era
già
presente
nel
famoso
Tramater
,
o
meglio
nel
«
Vocabolario
universale
italiano
,
compilato
a
cura
della
Società
Tipografica
Tramater
e
C
.
,
Napoli
1829-40
)
.
[14]
Gli
opinionisti
erano
una
setta
eretica
,
vicina
alla
confessione
valdese
,
e
il
Tramater
impietosamente
li
presentava
così
:
«
Eretici
che
comparvero
nel
decimoquinto
secolo
,
così
detti
perché
essendo
infatuati
di
molte
ridicole
opinioni
,
le
sostenevano
con
pertinacia
»
.
[15]
Allora
non
c'
erano
giornali
né
radio
né
televisioni
né
telefoni
,
e
il
discredito
derivava
da
questioni
religiose
.
[16]
Ma
cinque
secoli
dopo
.
.
.
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