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Maarten Janssen, 2014-
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I «siti» di Internet: anche Dante sapeva «navigare»
Language column
In altre parole
Author
Giulio Nascimbeni
Date
09
febbraio
1997
more header data
[1]
di
GIULIO
NASCIMBENI
[2]
Trascrivo
dall’
edizione
1997
del
vocabolario
Zingarelli
la
nuova
definizione
della
voce
«
sito
»
:
«
In
Internet
,
luogo
virtuale
in
cui
un
utente
presenta
e
offre
servizi
agli
altri
utenti
della
rete
»
.
[3]
Ogni
giorno
,
nel
bene
e
spesso
nel
male
,
si
parla
di
Internet
,
a
volte
prodigio
di
conoscenze
,
a
volte
motivo
di
loschi
scandali
.
[4]
E
fa
un
certo
effetto
notare
come
un
’
antica
parola
(
«
sito
»
è
dei
primi
del
Trecento
)
sia
usata
nel
linguaggio
di
un
sistema
che
,
soprattutto
per
noi
profani
,
appare
vertiginosamente
avveniristico
.
[5]
Nata
con
il
significato
di
«
posizione
,
situazione
»
e
,
subito
dopo
,
«
località
»
,
la
voce
«
sito
»
ha
avuto
nel
corso
dei
secoli
alcune
varianti
:
in
balistica
,
ad
esempio
,
si
parla
di
«
linea
di
sito
»
e
di
«
angolo
di
sito
»
;
in
farmacologia
,
si
studia
il
«
sito
di
azione
»
di
un
farmaco
.
[6]
Ma
nessuna
di
queste
e
altre
varianti
raggiunge
la
carica
,
che
sembra
lecito
chiamare
rivoluzionaria
,
che
«
sito
»
,
con
sette
secoli
di
vita
,
possiede
attraverso
Internet
.
[7]
Pongo
una
domanda
:
e
se
tornassimo
,
sia
pur
nel
breve
spazio
di
questa
rubrica
,
all
’
antico
?
[8]
Se
«
sito
»
riprendesse
il
ruolo
che
ebbe
,
per
citare
un
fruitore
d
’
immensa
importanza
,
in
Dante
Alighieri
?
[9]
Secondo
le
occorrenze
della
Divina
Commedia
,
«
sito
»
compare
sette
volte
nel
poema
:
una
nell
’
Inferno
(
«
Lo
sito
di
ciascuna
valle
porta
»
)
,
una
nel
Purgatorio
(
«
Oh
settentrional
vedovo
sito
»
)
,
cinque
nel
Paradiso
(
«
Ma
folgore
fuggendo
il
proprio
sito
»
.
«
E
ora
lì
,
come
a
sito
decreto
»
.
«
Che
pria
per
me
uvea
mutato
sito
»
,
«
E
più
mi
fora
discoverto
il
sito
»
,
«
Casual
punto
non
puote
aver
sito
»
)
.
[10]
Quando
è
l
’
ultima
parola
dei
versi
,
secondo
lo
schema
delle
terzine
dantesche
,
«
sito
»
fa
rima
con
partito
e
sparito
,
con
disvestito
e
irretito
,
con
udito
e
sentito
,
con
stabilito
e
dito
.
[11]
Ora
si
obietterà
che
,
nel
linguaggio
di
Internet
,
«
sito
»
risulta
essere
la
traduzione
dell
’
inglese
«
site
»
.
[12]
È
vero
,
ma
i
versi
poco
fa
citati
(
e
citati
anche
per
questo
scopo
)
dimostrano
la
sua
lunga
,
gloriosa
storia
,
che
discende
da
un
verbo
latino
della
terza
coniugazione
,
«
sino
,
sivi
,
situm
,
sinere
»
.
[13]
Non
si
tratta
di
rivincite
in
nome
del
passato
,
né
di
ribadire
,
con
il
titolo
di
un
famoso
libro
di
Carlo
Levi
,
che
«
il
futuro
ha
un
cuore
antico
»
.
[14]
Internet
rimane
con
il
suo
fascino
e
le
sue
ombre
.
[15]
Abbiamo
voluto
soltanto
ridare
a
«
sito
»
l
’
intero
,
legittimo
suo
ruolo
di
parola
come
sostantivo
e
,
già
che
ci
siamo
,
anche
come
aggettivo
.
[16]
Questa
rubrica
,
infatti
,
esce
sul
«
Corriere
della
Sera
»
che
,
come
noto
,
è
«
sito
»
in
via
Solferino
28
,
20121
Milano
.
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