Sentence view

Pagami una bella dazione

Language columnIn altre parole
AuthorGiulio Nascimbeni
Date 05 dicembre 1993
NewspaperCorriere della sera
Publication placeMilano
Publication countryItalia
Page36
Column7-8


[1]
di GIULIO NASCIMBENI
[2]
Dalle cronache del processo Cusani emerge, e spesso la fa da protagonista, la parola dazione.
[3]
Il personaggio che lha usata di più è stato lex segretario amministrativo della De Severino Citaristi, primatista degli avvisi di garanzia, con la dazione (o le dazioni) di Gardini, di Sartia e di quanti altri volessero ottenere la benevolenza degli alti gradi democristiani.
[4]
Ma le dazioni hanno avuto anche altri mittenti e altri destinatari come il processo sta dimostrando.
[5]
Ho notato che alcuni giornalisti (per esempio, Natalia Aspesi di «Repubblica» e Paolo Guzzanti della «Stampa») scrivono dazione tra virgolette.
[6]
E si sa che le virgolette possono contrassegnare un termine o unespressione insoliti, oppure laccezione particolare in cui essi vengono adoperati, o anche segnalare una specie di presa di distanza da parte di chi scrive.
[7]
Credo che, per la Aspesi e per Guzzanti, valgano sia il senso del termine insolito sia quello della presa di distanza da un vocabolo sostanzialmente più immorale di tante parolacce.
[8]
Diciamo subito che dazione non è un neologismo, ma semmai una parola considerata linguisticamente in disuso (in politica, invece, è attualissima).
[9]
Nel quarto volume del Grande Dizionario Battaglia della Utet, se ne segnala la presenza nella Cronica di Giovanni Villani (12801348), con il significato di «atto del dare, consegna, cessione, offerta».
[10]
L'etimologia porta al latino datio, dationis.
[11]
Nel Cinquecento è spuntata lespressione dazione dellanello, cioè latto con cui gli sposi si scambiano la fede nuziale.
[12]
Nel linguaggio del diritto dazione in pagamento o dazione in soluto significano la possibilità di accordo tra debitore, in forza del quale il debitore si libera del debito eseguendo una prestazione diversa da quella dovuta.
[13]
Sembrerebbe (e, in effetti, è) una parola innocente.
[14]
Chi può vedere ombre di sospetti nel momento più bello del matrimonio?
[15]
O nella dazione riparatoria, e dunque onesta, del debitore verso il creditore?
[16]
Eppure, il malvagio significato di adesso, il truffaldino eufemismo con cui si maschera la corruzione, non è una novità.
[17]
Nella Storia dItalia dal 1789 al 1814, il piemontese Carlo Botta (1766-1837) parla del «contaminarsi le mani nella dazione e nellultimo ladroneccio dellinfelice patria loro».
[18]
Basta sostituire «loro» con «nostra» e larcaico «ladroneccio» con «latrocinio», e la frase potrebbe essere stata scritta ieri.
[19]
Dazione come sinonimo di tangente, dunque.
[20]
Dazione come stretta parente di «dazio».
[21]
E considerando che, come ho detto, si tratta di parola nata tra la fine del Duecento e i primi del Trecento, definiamo Citaristi, lo scomparso Balzamo e altri come loro con lantica qualifica di dazino, anchesso ingentilito sinonimo di «esattore delle tangenti».
[22]
Cera bisogno di questi ritorni dalle pieghe dei vecchi testi e dei vecchi dizionari?
[23]
Soltanto la politica, quando vuole in qualche modo ammantare la verità per dissimularla, ricorre alla rianimazione di certe parole che dicono e non dicono.
[24]
Oggi tocca a dazione, domani chissà.
[25]
Da noi, è stato scritto, «la linea più breve, tra due punti, è sempre lo zig zag».
[26]
E dazione, credetemi, entra a pieno diritto fra gli esempi massimi di questo italico parlare a zig zag.

Text viewParagraph view