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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
Berna chiama, l'italianistica svizzera risponde
Language column
Plurilingua
Author
Lorenzo Tomasin
Date
14
marzo
2017
more header data
[1]
È
stata
un'
ottima
idea
quella
di
far
incontrare
,
la
settimana
scorsa
(
cfr
.
CdT
7
marzo
)
a
Berna
a
Palazzo
Federale
,
i
politici
che
hanno
a
cuore
l'
italofonia
elvetica
e
i
professori
universitari
svizzeri
di
Letteratura
e
di
Linguistica
italiana
.
[2]
Lo
scrivo
senza
esitazioni
perché
,
pur
avendo
partecipato
all'
incontro
,
non
l'
ho
né
pensato
né
organizzato
io
:
l'
invito
,
in
effetti
,
è
partito
dai
politici
,
e
in
particolare
dall'
intergruppo
parlamentare
Italianità
che
,
coordinato
per
l'
occasione
da
Silva
Semadeni
e
Ignazio
Cassis
,
ha
chiamato
a
raccolta
i
titolari
delle
cattedre
di
italianistica
distribuite
nelle
nove
università
del
Paese
nelle
quali
il
sì
suona
.
[3]
Da
Zurigo
a
Lugano
,
da
Friburgo
a
Losanna
,
da
San
Gallo
a
Ginevra
e
da
Basilea
a
Berna
,
l'
insegnamento
dell'
italianistica
si
rivolge
a
un
pubblico
studentesco
che
,
pur
essendo
minoritario
rispetto
a
quello
di
altre
grandi
lingue
di
cultura
,
non
lo
è
affatto
se
rapportato
al
peso
che
l'
italiano
ha
a
livello
nazionale
,
né
se
confrontato
con
i
numeri
dei
Paesi
vicini
,
Italia
compresa
.
[4]
Anzi
:
l’
ambiente
universitario
è
forse
quello
in
cui
si
mostra
con
maggiore
chiarezza
una
tendenza
propria
dell'
italiano
elvetico
.
[5]
È
la
spinta
a
uscire
dai
propri
confini
«
naturali
»
,
cioè
dalla
regione
linguistica
ticinese-grigionese
,
per
diffondersi
come
una
nebulosa
su
tutto
il
territorio
nazionale
,
con
particolare
predilezione
per
le
aree
urbane
e
per
quelle
di
maggiore
vivacità
economica
e
culturale
.
[6]
Lingua-laboratorio
,
come
l'
ha
chiamata
il
direttore
dell'
Osservatorio
linguistico
della
Svizzera
italiana
,
Bruno
Moretti
,
l'
italiano
è
nella
Svizzera
d'
oggi
la
lingua
nazionale
che
più
si
proietta
al
di
fuori
del
proprio
alveo
regionale
,
col
risultato
che
la
maggioranza
di
coloro
che
la
dichiarano
tra
le
loro
lingue
principali
è
costituita
statisticamente
da
cittadini
svizzeri
non
residenti
nel
Ticino
.
[7]
È
quanto
emerge
da
un
volume
recente
(
Le
lingue
in
Svizzera
.
Analisi
dei
dati
delle
Rilevazioni
strutturali
2010-12
,
Bellinzona
,
2016
)
che
conferma
sul
piano
demografico
e
sociologico
quella
che
appare
come
un'
evidenza
sul
piano
del
paesaggio
accademico
.
[8]
L'
italianistica
,
i
cui
numeri
e
i
cui
risultati
sono
stati
presentati
a
Berna
da
una
densa
relazione
della
ticinese
Tatiana
Crivelli
,
ordinaria
di
Letteratura
italiana
a
Zurigo
,
vive
e
prospera
nell’
università
svizzera
in
una
rete
ampia
e
complessa
,
diffusa
su
tutto
il
territorio
e
in
tutte
le
regioni
linguistiche
.
[9]
Una
simile
,
positiva
immagine
di
vitalità
è
bilanciata
da
un
problema
che
talora
si
fa
grave
:
l'
italiano
,
lingua
minoritaria
fuori
dal
Ticino
,
rischia
costantemente
di
subire
tagli
e
menomazioni
in
sistemi
universitari
ancorati
ai
Cantoni
,
che
spesso
non
sono
disposti
a
farsi
carico
di
una
cultura
e
di
una
lingua
sentite
semplicemente
come
esterne
nella
Svizzera
tedesca
e
francese
,
sempre
più
localmente
monolingui
,
o
addirittura
tentate
dalle
sirene
globalizzanti
a
vedere
nell'
inglese
lo
strumento
capace
di
risolvere
ogni
problema
.
[10]
Basta
conoscere
la
storia
e
la
cultura
svizzera
appena
sotto
la
superficie
per
rendersi
conto
che
una
simile
strada
non
può
portare
a
nulla
di
buono
,
né
nella
scuola
,
né
all'
università
.
[11]
A
patto
,
beninteso
,
che
quest'
ultima
voglia
restare
il
presidio
culturale
dell
'
unico
Paese
d'
Europa
a
riconoscere
nel
suo
plurilinguismo
una
risorsa
di
compattezza
anziché
un
fattore
di
disgregazione
.
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