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Maarten Janssen, 2014-
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QUALI LINGUE PER I FUTURI MEDICI DELLA NOSTRA UNIVERSITÀ?
Language column
Plurilingua
Author
Alessio Petralli
Date
30
marzo
2017
more header data
[1]
Ma
in
che
lingua
parleranno
con
i
propri
pazienti
i
medici
che
frequenteranno
il
prossimo
master
in
medicina
dell'
USI
?
[2]
E
di
quali
e
di
quante
lingue
saranno
portatori
gli
studenti
di
questo
master
,
che
avranno
ottenuto
il
loro
bachelor
perlopiù
a
Zurigo
o
a
Basilea
?
[3]
La
creazione
in
Ticino
di
una
Facoltà
di
scienze
biomediche
è
una
conquista
rilevante
e
più
che
benvenuta
,
alla
quale
vanno
fatti
tutti
gli
auguri
del
caso
.
[4]
Se
si
pensa
che
l'
USI
ha
solo
vent'
anni
,
questo
è
davvero
un
passo
da
gigante
!
[5]
Inoltre
il
fatto
che
sia
coinvolto
il
Politecnico
di
Zurigo
,
oltre
alle
università
di
Zurigo
e
Basilea
,
dà
a
questa
iniziativa
una
garanzia
scientifico-tecnologica
di
prim'
ordine
.
[6]
Ma
veniamo
al
tema
linguistico
che
qui
ci
interessa
.
[7]
A
quanto
risulta
la
lingua
del
master
sarà
l'
inglese
,
denominatore
comune
che
potrebbe
apparire
ragionevole
,
se
pensiamo
all'
eterogeneità
(
ricchezza
)
linguistica
tipicamente
elvetica
,
di
cui
saranno
interpreti
questi
futuri
medici
.
[8]
Se
si
va
a
guardare
il
programma
del
master
si
nota
però
che
fin
dal
primo
anno
viene
giustamente
riservato
parecchio
tempo
alle
capacità
cliniche
,
ovvero
tra
l'
altro
alle
interazioni
al
letto
del
paziente
e
quindi
alla
comunicazione
con
il
paziente
stesso
.
[9]
Tralasciamo
pure
tutte
le
altre
interazioni
con
il
territorio
che
i
futuri
studenti
del
«
nostro
»
master
in
medicina
dovranno
avere
e
limitiamoci
alla
comunicazione
al
letto
dei
pazienti
dei
nostri
ospedali
.
[10]
Questa
comunicazione
dovrà
avvenire
nella
grande
maggioranza
dei
casi
in
italiano
.
[11]
Pur
immaginando
che
negli
ospedali
ticinesi
,
molti
degenti
portino
con
sé
un
buon
bagaglio
plurilingue
,
non
è
infatti
pensabile
che
chi
soffre
e
si
trova
ricoverato
in
condizioni
di
debolezza
abbia
molta
voglia
di
esprimersi
in
una
lingua
che
non
sia
la
propria
.
[12]
Tanto
più
che
la
terminologia
medica
è
già
di
per
sé
complessa
e
ostica
nella
lingua
che
si
conosce
meglio
.
[13]
Chi
andrà
al
letto
dei
nostri
pazienti
,
dovrà
quindi
essere
in
grado
di
esprimersi
decorosamente
anche
in
italiano
e
di
avere
buone
capacità
di
divulgazione
del
proprio
sapere
.
[14]
Se
poi
la
ricchezza
linguistica
dei
nostri
ospedali
offrirà
altre
soluzioni
puntuali
,
ben
vengano
,
ma
certamente
non
trascurando
in
generale
la
lingua
italiana
.
[15]
L'
auspicio
è
quindi
che
chi
si
sta
occupando
di
questo
master
tenga
conto
per
tempo
del
tema
linguistico-comunicativo
,
approfondendone
tutte
le
implicazioni
,
che
non
sono
poche
.
[16]
Sarebbe
infatti
sbagliato
affidare
alla
scorciatoia
dell'
inglese
percorsi
impraticabili
in
una
realtà
svizzera
,
gelosa
del
proprio
multilinguismo
oltre
che
delle
relative
peculiarità
cantonali
.
[17]
Non
si
può
declinare
il
federalismo
medico-linguistico
semplicemente
in
salsa
anglofona
.
[18]
E
inoltre
,
ne
fanno
fede
numerose
ricerche
di
settore
,
si
tenga
conto
che
la
didattica
di
professori
non
di
lingua
madre
inglese
che
insegnano
in
inglese
a
studenti
non
di
lingua
madre
inglese
,
non
può
che
soffrirne
.
[19]
A
scanso
di
equivoci
,
non
sosteniamo
che
un
master
all'
USI
per
futuri
medici
provenienti
da
tutta
la
Svizzera
possa
essere
offerto
solo
in
italiano
.
[20]
Ma
non
si
può
neppure
scegliere
esclusivamente
l'
inglese
,
tanto
più
che
,
oltre
all'
italiano
,
esistono
le
altre
lingue
nazionali
,
da
noi
ben
presenti
e
ben
studiate
.
[21]
All'
USI
insegnano
due
professori
molto
competenti
su
un
tema
comunicativo
così
complesso
:
François
Grin
e
Michele
Gazzola
.
[22]
Chiedere
consiglio
non
costa
nulla
.
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