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Maarten Janssen, 2014-
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DIMMI DA DOVE VIENI, TI DARÒ UN SOPRANOME
Language column
Plurilingua
Author
Lorenzo Tomasin
Date
03
febbraio
2016
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[1]
Siamo
circondati
di
nomignoli
,
e
ci
piace
un
sacco
affibbiarne
agli
altri
.
[2]
Come
utenti
dell'
italiano
,
anzi
,
pare
che
troviamo
un
gusto
particolare
in
quest’
attività
,
tanto
che
chi
compila
i
vocabolari
della
nostra
lingua
,
e
più
ancora
quelli
dei
nostri
dialetti
,
si
trova
continuamente
a
schedare
e
a
spiegare
(
a
volte
è
impresa
disperata
,
tanto
sono
misteriosi
e
allusivi
)
i
soprannomi
più
o
meno
scherzosi
che
si
accompagnano
non
solo
alle
singole
persone
,
ma
agli
stessi
gruppi
sociali
:
gli
abitanti
di
un
paese
,
quelli
di
una
regione
,
quelli
che
vengono
da
sud
,
da
nord
o
dai
quattro
angoli
del
mondo
.
[3]
Per
tutti
(
o
quasi
)
,
assieme
alle
denominazioni
ufficiali
e
neutre
,
si
accumulano
negli
anni
epiteti
più
o
meno
scherzosi
.
[4]
Più
o
meno
offensivi
nell’
uso
che
se
ne
fa
.
[5]
Studiarli
e
collezionarli
non
serve
solo
a
uno
scopo
meramente
documentario
,
né
tantomeno
a
suscitare
l'
ilarità
di
chi
per
queste
cose
si
diverte
.
[6]
Serve
,
innanzitutto
,
a
prendere
coscienza
di
un'
attività
linguistica
-
e
insieme
culturale
-
costante
negli
uomini
e
resistente
a
qualsiasi
esercizio
ideologico
.
[7]
Studiarla
serve
anche
a
riguardarla
con
un
distacco
capace
,
forse
,
di
disinnescare
,
spiegandolo
razionalmente
,
il
potenziale
d'
odio
,
o
almeno
di
diffidenza
e
di
pregiudizio
,
che
si
annida
in
tanti
soprannomi
.
[8]
Troppo
facile
bollare
come
balordaggine
o
stramberia
ciò
che
semplicemente
non
si
sa
spiegare
nelle
origini
,
nelle
cause
,
nel
significato
esatto
.
[9]
Grazie
a
un
sussidio
del
Fondo
nazionale
svizzero
per
la
Ricerca
,
e
al
paziente
lavoro
di
un
bravo
dottorando
locarnese
,
Ariele
Morinini
,
da
qualche
tempo
sto
osservando
quest'
ambito
peculiare
di
lingue
e
dialetti
della
Svizzera
:
mi
sembra
interessante
,
in
particolare
,
raccogliere
nel
grande
tesoro
lessicale
adunato
pazientemente
dal
Centro
di
dialettologia
e
di
etnografia
di
Bellinzona
(
il
Vocabolario
della
Svizzera
italiana
,
il
Lessico
,
e
il
recente
Repertorio
italiano-dialetti
)
,
il
molto
materiale
che
si
riferisce
al
modo
in
cui
lingue
e
dialetti
della
Svizzera
italiana
descrivono
l'
identità
linguistica
e
culturale
del
vicino
.
[10]
L'
italiano
badin
(
letteralmente
«
badile
»
:
un'
allusione
all'
impiego
un
tempo
frequente
dei
lombardi
di
pianura
come
braccianti
agricoli
stagionali
)
,
o
genericamente
napoli
(
secondo
uno
stereotipo
linguistico
che
attribuisce
a
un
luogo
lontano
e
generico
tutti
i
provenienti
da
un'
area
geografica
indistinta
)
,
ma
anche
il
tedesco
züchin
,
metafora
ortofrutticola
di
ampia
diffusione
anche
in
Italia
,
nella
quale
infondati
pregiudizi
alimentari
si
incrociano
con
una
sorta
di
psicologia
vegetale
che
attribuisce
qualità
morali
o
intellettive
a
frutti
,
tuberi
e
loro
consumatori
.
[11]
Per
essere
stata
importata
solo
in
epoca
moderna
,
ad
esempio
,
la
patata
ha
in
quest'
àmbito
una
lunga
e
onorata
carriera
,
puntualmente
riflessa
dai
soprannomi
di
chi
se
ne
suppone
consumatore
accanito
,
o
di
chi
partecipa
delle
sue
presunte
proprietà
.
[12]
E
se
l'
italiano
e
sciüscia-ramina
(
dove
il
rame
è
,
forse
,
quello
della
rete
metallica
che
forma
idealmente
il
confine
italo-elvetico
)
,
il
tedesco
-
o
lo
svizzero
tedesco
-
è
sciüscia-vinerli
,
cioè
«
succhia-salsicce
»
,
dove
ovviamente
il
Vinerli
è
deformazione
del
nome
di
un
alimento
Wiener
,
cioè
viennese
.
[13]
Non
certo
svizzero
,
insomma
:
ma
come
nel
caso
di
napoli
,
la
geografia
dei
nomignoli
popolari
(
o
blasoni
,
come
li
chiamano
i
linguisti
)
non
conosce
quella
degli
atlanti
,
ma
rivela
una
concezione
dello
spazio
,
dei
confini
e
delle
identità
che
è
tanto
irrazionale
quanto
rivelatrice
di
aspetti
a
volte
poco
onorevoli
,
ma
concretissimi
,
della
nostra
storia
culturale
.
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