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Maarten Janssen, 2014-
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IL FASCINO DI CERTE PAROLE OSCURE
Language column
Plurilingua
Author
Alessio Petralli
Date
05
marzo
2016
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[1]
Il
gruppo
Incipit
,
sorto
lo
scorso
anno
presso
l'
Accademia
della
Crusca
in
seguito
alla
pubblicazione
del
volume
«
La
lingua
italiana
e
le
lingue
romanze
di
fronte
agli
anglicismi
»
(
reperibile
in
rete
sotto
forma
di
libro
elettronico
,
ma
pure
ordinabile
su
supporto
cartaceo
tramite
una
«
stampa
a
richiesta
»
)
,
ha
finora
diffuso
cinque
comunicati
stampa
che
riguardano
nell’
ordine
:
hot
spot
,
voluntary
disclosure
,
smart
working
,
bail
in
,
stepchild
adoption
.
[2]
Rammentiamo
che
lo
scopo
di
Incipit
è
di
suggerire
tempestivamente
efficaci
equivalenti
italiani
di
forestierismi
importanti
per
la
vita
sociale
e
civile
.
[3]
Il
compito
non
è
facile
,
soprattutto
poiché
si
scontra
con
una
ben
nota
esterofilia/esteromania
della
lingua
e
della
cultura
italiane
,
frutto
,
ancora
oggi
,
dei
molti
danni
causati
dal
fascismo
con
la
sua
sbilenca
volontà
di
autarchia
linguistica
.
[4]
Per
molto
tempo
questa
ipoteca
ha
tarpato
le
ali
a
una
serena
riflessione
sul
tema
dei
forestierismi
,
ma
negli
ultimi
anni
qualcosa
pare
essere
cambiato
,
non
solo
sul
fronte
dei
linguisti
,
ma
più
in
generale
per
molti
parlanti
,
stufi
di
un
acritico
atteggiamento
subalterno
reputato
,
se
non
proprio
esteromane
,
perlomeno
provinciale
.
[5]
A
testimonianza
di
ciò
vi
è
il
successo
della
petizione
#dilloinitaliano
,
lanciata
in
rete
da
Anna
Maria
Testa
,
che
ha
raccolto
in
pochissimo
tempo
quasi
70
mila
firme
.
[6]
Le
proposte
del
gruppo
Incipit
hanno
suscitato
molta
attenzione
nei
media
italiani
e
tutto
sommato
,
anche
se
non
sono
mancate
le
reazioni
perplesse
,
l'
accoglienza
è
stata
perlopiù
positiva
.
[7]
Si
veda
in
particolare
il
dibattito
tuttora
in
corso
suscitato
dalla
proposta
di
Francesco
Sabatini
,
presidente
onorario
della
Crusca
,
di
preferire
«
adozione
del
configlio
»
al
crudo
anglicismo
,
oltretutto
di
ostica
pronuncia
,
«
stepchild
adoption
»
.
[8]
«
Configlio
»
è
una
parola
nuova
e
come
tale
ha
suscitato
reazioni
di
segno
diverso
.
[9]
Essa
si
inserisce
però
in
una
serie
già
esistente
(
«
compare
,
consuocero
.
.
.
»
)
e
come
tale
rimanda
a
un
meccanismo
linguistico
molto
produttivo
quale
la
formazione
per
analogia
.
[10]
Come
ha
rilevato
Michele
Cortelazzo
in
un
particolareggiato
e
bell'
articolo
del
19
febbraio
scorso
su
«
Il
Piccolo
»
di
Trieste
,
ora
non
resta
che
aspettare
ciò
che
deciderà
la
comunità
dei
parlanti
:
«
configlio
»
saprà
imporsi
così
come
è
stato
il
caso
per
«
autista
»
proposto
nel
1932
al
posto
di
«
chauffeur
»
da
Bruno
Migliorini
,
grande
glottologo
amico
del
Canton
Ticino
,
oppure
farà
la
fine
della
«
fubbia
»
,
scomparsa
nelle
nebbie
dell'
anonimato
dopo
la
proposta
del
1987
di
Arrigo
Castellani
,
grande
specialista
di
italiano
delle
origini
,
il
quale
l'
aveva
formata
ricalcando
il
meccanismo
alla
base
di
«
smog
»
(
«
smoke
»
+
«
fog
»
,
«
fumo
»
+
«
nebbia
»
)
?
[11]
Le
prime
reazioni
a
«
adozione
del
configlio
»
sono
state
varie
,
alcune
istintive
(
«
suona
bene
»
;
«
suona
male
»
)
altre
più
tecniche
e
di
sostanza
(
sul
prefisso
«
con-
»
)
.
[12]
Andrà
però
in
ogni
caso
ricordato
che
«
configlio
»
si
propone
come
parola
d'
uso
e
non
come
termine
tecnico
,
per
il
quale
Incipit
ricorda
la
possibilità
di
optare
per
«
adozione
del
figlio
del
partner
»
,
espressione
più
lunga
e
più
trasparente
,
che
con
il
passare
del
tempo
pare
aver
trovato
un
suo
diritto
di
cittadinanza
.
[13]
Indipendentemente
da
quel
che
accadrà
,
«
stepchild
adoption
»
è
un
buon
esempio
di
come
una
novità
possa
diffondersi
a
macchia
d'
olio
,
grazie
anche
al
fascino
invadente
di
ciò
che
non
si
capisce
bene
.
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