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«VEL» OPPURE «AUT»: LA VERITÀ, VI PREGO, SUL «PIUTTOSTO CHE»

Language columnPlurilingua
AuthorNunzio La Fauci
Date 30 marzo 2016
NewspaperCorriere del Ticino
Publication placeMuzzano
Publication countryItalia
Page28
Column-


[1]
All'anagrafe, per una nascita: «Femmina o maschio?».
[2]
Un corno dell'alternativa esclude l'altro.
[3]
Il quadretto familiare è poi da completarsi a piacere, oggi: «Mamma e papa o due mamme o due papa».
[4]
«O» è una ben strana parolina.
[5]
Disgiunge, certo, ma in due modi differenti: in modo esclusivo o no.
[6]
Una forma, due valori di- versi.
[7]
Non va così dappertutto.
[8]
Non è sempre andata così.
[9]
Si cambia lingua e può capitare vada in altra maniera.
[10]
Non è necessario viaggiare nello spazio, basta farlo nel tempo.
[11]
In latino, appunto, non andava come oggi in italiano.
[12]
Per farla semplice, ciascun tipo di disgiunzione aveva una forma appropriata.
[13]
«Aut» per l’esclusiva.
[14]
«Vel» per l'altra.
[15]
Quindi, per dire, «F aut M», allAnagrafe, ma «mamma e papà vel due mamme vel due papà».
[16]
L'italiano venne fuori dal latino quando, per il latino, le cose si misero al peggio.
[17]
E «o» viene da «aut».
[18]
Che ne è stato di «vel»?
[19]
Perduto nella catastrofe.
[20]
La gente disse «aut» anche quando avrebbe dovuto dire «vel».
[21]
Gente rozza ma di mondo, di tendenza: ad «aut» universale arrise il successo.
[22]
Forse qualcuno se ne scandalizzo.
[23]
«Aut» ovunque, che orrore!
[24]
Poi, si lasciò perdere.
[25]
Contro un andazzo non si può andare.
[26]
Secoli dopo, l'andazzo genero appunto l'italiano, tra l'altro.
[27]
Per secoli, avanti così, grossolanamente.
[28]
Ci si abitua alle ambiguità e non ci si fa caso.
[29]
Parli una lingua e pensi che ciò che la tua lingua ti permette di dire sia corretto, preciso e sufficiente.
[30]
Per cogliere però che ci sono «o» differenti basta fermarsi a pensare sul banale caso di «Mare o montagna, amore, va bene; stavolta, pero, senza tua madre: me o lei, decidi!».
[31]
«Me o lei»: «o» è «aut».
[32]
Nessuno lo tocca.
[33]
«Mare o montagna»: «o» è «vel».
[34]
È differente dall'altro, perché non trovargli un sostituto?
[35]
Da un po' s'è fatto avanti «piuttosto che».
[36]
È forma di altra funzione, lontana parente della disgiunzione.
[37]
Si adatta alla disgiunzione solo per il giusto e crea altrove un marginale cortocircuito.
[38]
L'ambiguità perversa di «o» non è tuttavia meno scandalosa: se lo pare è solo perché è perversione praticata da sempre.
[39]
L'antico guasto si ripara così con una forma riciclata.
[40]
Non si dice che riciclare è bene?
[41]
Insomma, la differenza tra «aut» e «vel» torna alla luce.
[42]
È rivestita alla buona, con un abito di fortuna.
[43]
Più d’uno arriccia il naso.
[44]
Tranquilli.
[45]
Se la cosa avrà successo, doma- ni la si dirà elegante.
[46]
Anzi, l'unica possibile.
[47]
C'è infine la faccenda della consapevolezza.
[48]
Chi usa tale «piuttosto che» sa ciò che fa?
[49]
No.
[50]
A orecchio, percepisce che disgiunzioni ce ne son due.
[51]
Non usa «piuttosto che» per l'esclusiva.
[52]
Agisce selettivamente.
[53]
Ha il suo rigoroso criterio grammaticale.
[54]
Chi parla non sbaglia.
[55]
Al linguista, se ci riesce, spetta capire cosa succede.
[56]
Dalla bocca di parlanti del genere, la lingua sta eruttando un «piuttosto che» che vale «vel».
[57]
La differenza tra «aut» e «vel» è rimasta nascosta per secoli, acquattata nel fondo del sistema.
[58]
La lingua la rimette in circolazione.
[59]
Per farlo, si serve di parlanti sensibili alle mode, solerti nel cambiamento.
[60]
E vindici, inconsapevoli e paradossali, del valore di una parola di Cicerone.
[61]
All'anagrafe, appunto, «M o F».
[62]
Ma «Ho deciso. Entro l'anno mi sposo. M piuttosto che F, che importa?».
[63]
Gente odiosa?
[64]
Forse, ma poco da farci.
[65]
Odiosa fu anche la gente che prese a dire «aut» per «vel».
[66]
Chi cavalca un andazzo è sempre intollerabile.
[67]
«Piuttosto che» è l’emblema di un andazzo.
[68]
La lingua ha bisogno di gente così per mutare d'abito di tanto in tanto, nel suo perenne movimento.
[69]
E ha tempi lunghi, diversi dagli umani, brevissimi.
[70]
Le sue vendette sono sempre gelide.
[71]
Le sue ironie feroci.
[72]
Il suo corso implacabile.

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