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Maarten Janssen, 2014-
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LA SALUTE DELLA LINGUA ITALIANA DIPENDE DAI PARLANTI
Language column
Plurilingua
Author
Luca Serianni
Date
02
marzo
2015
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[1]
È
difficile
che
un
linguista
esprima
preoccupazione
o
allarme
per
gli
anglicismi
.
[2]
Abituato
alla
fisiologica
dialettica
dare-avere
tra
le
lingue
,
il
fenomeno
gli
appare
come
del
tutto
naturale
e
proprio
di
ogni
lingua
viva
.
[3]
È
certamente
così
quando
il
prestito
è
perfettamente
integrato
nella
lingua
ricevente
,
come
avviene
in
un
gran
numero
di
casi
.
[4]
Niente
di
male
se
cancellare
arricchisce
il
suo
ventaglio
semantico
con
l'
accezione
di
«
annullare
»
(
cancellare
un
volo
)
o
se
il
commento
ironico
«
Bella
domanda
!
»
,
col
quale
reagiamo
a
un
interrogativo
al
quale
è
difficile
o
non
vogliamo
rispondere
su
due
piedi
,
ricalca
l'
inglese
«
A
good
question
!
»
.
[5]
Ma
il
discorso
è
un
po'
diverso
per
gli
anglicismi
non
adattati
,
cioè
terminanti
per
consonante
.
[6]
In
tal
caso
-
scriveva
il
compianto
linguista
Arrigo
Castellani
nel
1987
-
«
gli
anglicismi
non
assimilati
sono
altrettanti
corpi
estranei
,
o
,
se
vogliamo
dir
così
,
altrettanti
sassolini
nelle
scarpe
.
Anche
coi
sassolini
si
può
continuare
a
camminare
,
ma
se
non
ci
fossero
si
camminerebbe
meglio
.
E
se
si
moltiplicano
,
prima
o
poi
bisogna
fermarsi
»
.
[7]
La
denuncia
fatta
da
Castellani
non
suscito
all’
epoca
una
grande
eco
.
[8]
Ma
recentemente
l'
afflusso
degli
anglicismi
si
è
fatto
particolarmente
intenso
.
[9]
Da
un
lato
,
ha
invaso
sempre
più
le
scienze
,
la
tecnologia
e
l'
economia
;
dall'
altro
e
entrato
largamente
nel
parlato
quotidiano
.
[10]
Da
una
recente
e
amplissima
indagine
ancora
in
corso
risulta
,
per
esempio
,
che
parole
come
okay
,
e-mail
,
box
,
marketing
,
manager
,
partner
,
tutte
attestate
da
più
o
meno
tempo
in
italiano
,
hanno
risalito
molte
posizioni
,
risultando
più
frequenti
nella
lingua
parlata
di
domattina
,
collina
,
panorama
,
gettare
,
tondo
.
[11]
Inevitabile
chiedersi
:
non
si
sta
superando
il
punto
di
guardia
?
[12]
Forse
ancora
no
.
[13]
Ma
se
il
processo
dovesse
ulteriormente
accentuarsi
,
ha
senso
pensare
a
contromisure
?
[14]
Nessuno
può
vietare
per
legge
l'
uso
linguistico
.
[15]
Se
chi
ci
taglia
i
capelli
sceglie
come
insegna
Barber
shop
,
l'
unica
reazione
possibile
è
cambiare
barbiere
(
ma
forse
non
ne
vale
la
pena
)
.
[16]
Ma
questo
non
significa
che
non
sia
doveroso
rispettare
se
stessi
,
testimoniando
,
per
riprendere
le
parole
di
un
linguista
certo
non
sospettabile
di
simpatie
puristiche
,
Pier
Marco
Bertinetto
,
«
l'
amore
per
la
propria
lingua
»
.
[17]
Così
,
è
del
tutto
comprensibile
che
alcuni
corsi
universitari
si
svolgano
interamente
in
inglese
;
ma
sarebbe
deleterio
se
,
varcata
la
soglia
di
un'
aula
o
di
un
laboratorio
,
si
sentisse
solo
parlare
(
più
o
meno
bene
)
quella
lingua
e
l'
italiano
rinunciasse
del
tutto
a
farsi
veicolo
della
chimica
industriale
o
della
scienza
delle
finanze
.
[18]
Se
ciò
avvenisse
,
l'
italiano
diventerebbe
nell'
arco
di
pochi
anni
un
rispettabilissimo
dialetto
:
adatto
alla
comunicazione
familiare
e
alla
poesia
,
ma
inadeguato
a
cimentarsi
con
la
complessità
del
presente
e
con
l'
astrazione
propria
dei
processi
intellettuali
.
[19]
La
salute
della
lingua
dipende
,
lo
sappiamo
bene
,
non
da
interventi
esterni
ma
dai
singoli
parlanti
,
ossia
da
ciascuno
di
noi
.
[20]
Compete
però
ad
alcuni
di
essi
,
per
la
posizione
che
occupano
(
ministro
,
direttore
di
un
giornale
cartaceo
o
televisivo
,
intellettuale
che
sia
spesso
ospitato
in
trasmissioni
di
grande
successo
ecc
.
)
,
la
responsabilità
di
un
uso
consapevole
della
lingua
,
rispettoso
sia
della
sua
storia
,
sia
del
diritto
di
ciascuno
a
riconoscersi
appieno
nelle
parole
che
ascolta
o
legge
negli
interventi
di
chi
operi
in
un
ambito
pubblico
.
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