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L’lMPORTANZA DI CAPIRE UNA LINGUA PER FARLA VIVERE

Language columnPlurilingua
AuthorCarla Marello
Date 02 febbraio 2015
NewspaperCorriere del Ticino
Publication placeMuzzano
Publication countryItalia
Page25
Column-


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Come il venditore di almanacchi di un celebre dialogo di Leopardi che ci veniva sempre, un tempo, proposto a scuola a fine o inizio d'anno, vorrei essere ottimista e cercare di attirare l'attenzione su una pubblicazione che sono convinta farà del bene all'italiano in Svizzera e non solo.
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Si tratta di Capito?
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Comprendere l'italiano in Svizzera di Elena Maria Pandolfi, Sabine Christopher e Barbara Somenzi, pubblicato dall'OLSI Osservatorio linguistico della Svizzera italiana.
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È un manuale diverso sia da quelli in circolazione pubblicati da case editrici specializzate in italiano per stranieri sia da quelli per parlanti nativi.
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Infatti il suo obiettivo primario è sviluppare la capacità di capire l'italiano ascoltando e leggendo.
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Il manuale mira all'intercomprensione, cioè a una modalità comunicativa in cui ciascuno si esprime nella propria lingua e capisce la lingua o le lingue degli interlocutori.
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Gli autori, i finanziatori, in primis il Centro scientifico di competenza sul plurilinguismo di Friburgo, gli ispiratori dell'Università di Berna e dell'OLSI, come Bruno Moretti, vedono in questa modalità «una valida alternativa all'uso di una lingua franca [...] con grande vantaggio di favorire il mantenimento della diversità linguistica e culturale» (dall'introduzione).
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Capito?
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«non è solo per la scuola: è stato sperimentato in ambienti di lavoro plurilingui e si rivolge anche a chi voglia migliorare la propria comprensione dell'italiano da solo, in autoapprendimento, come si dice nel gergo della didattica delle lingue. Il lettore italiano di manuali di italiano per stranieri è colpito dall'elveticità di tutte le letture e di tutti i documenti audiovisivi, presi da varie fonti, tra cui ovviamente la RSI radiotelevisione svizzera: è un'attenzione verso chi vuol capire non solo la lingua, ma anche la cultura dei territori italofoni, Ticino e Grigioni italiani in particolare. Tutto il lessico è dato in tre lingue, italiano, francese e tedesco, con i falsi amici segnalati dal simbolo di una lente d'ingrandimento viola (ad esempio: salire monter - lente viola - non pas salir) e anche le parole che possono aiutare a ricordare il lessico non in comune tra italiano e francese precedute da un ponticello giallo (ad esempio: italiano ultimo, francese dernier - ponticello - francese ultimatum, tedesco letzte). Ci sono anche molti simboli di chiavi in vari colori, perché le autrici giustamente insistono sul fatto che capire non e solo sapere il lessico, ma e un'operazione globale, che deve tener conto del contesto cioè della situazione e del testo precedente. Vengono riportati in modo semplice i fondamentali della pragmatica per capire i dialoghi e della formazione delle parole per capire i legami creati dai derivati.
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Con non molta immaginazione si vede nell'affermarsi dell'intercomprensione in Svizzera una prova generale di quello che potrebbe essere l'affermarsi di questa modalità comunicativa per l'Europa plurilingue.
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Capire abbastanza bene una lingua leggendola o ascoltandola e gratificante.
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Aiuta ad apprezzare la cultura espressa in quella lingua.
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E può motivare a sudare un po' di più per parlarla o addirittura scriverla.
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Capire l'italiano se si sa il francese o lo spagnolo è facile e si possono comprendere anche testi complessi imparando alcuni trucchi.
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Il manuale di Pandolfi, Christopher e Somenzi lo dimostra e speriamo che il suo esempio sia seguito.

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