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Maarten Janssen, 2014-
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CONTRO IL PROVINCIALISMO LINGUISTICO: INVERTIRE LA TENDENZA
Language column
Plurilingua
Author
Alessio Petralli
Date
14
maggio
2014
more header data
[1]
La
lingua
italiana
è
in
difficoltà
,
non
solo
in
Svizzera
ma
forse
,
prima
di
tutto
,
in
Italia
.
[2]
Anche
altre
grandi
lingue
di
cultura
non
se
la
passano
bene
,
perché
le
regole
del
gioco
sono
cambiate
con
la
lingua
delle
globalizzazioni
.
[3]
Di
seguito
una
lista
di
spunti
di
segno
diverso
,
fra
luci
e
ombre
,
emersi
finora
nel
ciclo
di
Coscienza
Svizzera
sulle
alternative
al
«
solo
inglese
»
.
[4]
Poco
importano
le
paternità
,
comunque
rintracciabili
in
www
.
coscienzasvizzera
.
ch
:
si
tratta
di
illustri
personalità
svizzere
e
italiane
che
hanno
detto
la
loro
per
cercare
di
capire
quel
che
sta
succedendo
e
quel
che
si
potrebbe
,
o
dovrebbe
,
fare
.
[5]
La
penultima
citazione
si
riferisce
a
un
ex
ministro
italiano
dell'
istruzione
;
l'
ultima
è
di
un'
immunologa
di
fama
,
accademica
della
Crusca
.
[6]
Ecco
la
lista
.
[7]
Agli
alti
livelli
dell'
amministrazione
federale
l'
italiano
è
più
diffuso
di
quanto
si
pensi
.
[8]
Bisogna
battersi
affinché
i
dirigenti
delle
istituzioni
nazionali
svizzere
sappiano
almeno
capire
l'
italiano
.
[9]
Vi
è
una
nuova
immigrazione
italofona
di
qualità
nelle
università
e
nei
politecnici
svizzeri
.
[10]
L'
inglese
non
durerà
a
lungo
:
siamo
in
presenza
di
una
«
rotazione
di
egemonia
linguistica
»
,
l'
egemonia
americana
ha
i
decenni
contati
.
[11]
L
’
imperialismo
abrasivo
erode
gradualmente
l'
attaccamento
dei
parlanti
autoctoni
per
la
loro
lingua
,
sostituita
con
frammenti
di
altri
idiomi
.
[12]
L'
inglese
è
in
posizione
privilegiata
quando
si
tratta
di
negoziare
e
nei
conflitti
,
ma
questo
privilegio
non
è
mai
stato
misurato
.
[13]
Bisogna
sfruttare
l'
affinità
fra
le
lingue
romanze
:
l'
italiano
può
consolidarsi
con
l’
effetto
della
trazione
di
spagnolo
e
francese
.
[14]
Il
multilinguismo
deve
essere
favorito
presso
le
persone
tramite
leggi
,
perché
si
tratta
di
una
diversità
buona
come
per
l’
ambiente
.
[15]
È
essenziale
mantenere
la
diversità
linguistica
nell'
etichettatura
dei
prodotti
.
[16]
Il
plurilinguismo
serve
per
affermare
anche
la
propria
lingua
,
se
no
ognuno
se
ne
sta
sulle
proprie
barricate
.
[17]
Bisogna
utilizzare
le
acquisizioni
recenti
in
psicologia
e
neurolinguistica
,
mostrando
i
legami
fra
creatività
e
multilinguismo
.
[18]
I
nemici
più
agguerriti
della
lingua
italiana
sono
dentro
casa
.
[19]
Ci
siamo
completamente
arresi
all'
americano
,
vi
è
una
resa
da
parte
degli
italiani
con
l'
assorbimento
non
necessario
di
anglicismi
.
[20]
Lo
scarso
attaccamento
,
la
scarsa
fedeltà
degli
italiani
nei
confronti
della
propria
lingua
è
un
fenomeno
serissimo
e
gravissimo
.
[21]
Bisogna
fruttare
la
forza
insita
nella
lingua
italiana
in
domini
come
la
letteratura
,
l'
architettura
,
il
design
.
.
.
[22]
L'
italiano
è
la
lingua
della
chiesa
e
dell'
alimentazione
.
[23]
Il
fallimento
del
progetto
educativo
in
Italia
è
sottovalutato
;
gli
italiani
non
conoscono
l'
italiano
come
dovrebbero
.
[24]
La
cultura
digitale
è
un
fenomeno
disgregativo
:
aumenta
la
quantità
di
scrittura
,
ma
non
accresce
il
grado
di
accuratezza
linguistica
del
prodotto
.
[25]
Vi
è
un’
adesione
strisciante
all'
inglese
.
[26]
Prima
il
lessico
,
poi
altro
.
[27]
Perché
«
default
»
per
«
bancarotta
»
?
[28]
Per
addolcire
,
edulcorare
,
nascondere
la
verità
!
[29]
I
neuroni
specchio
sono
nati
in
Italia
e
sono
facilmente
traducibili
(
«
mirror
neurons
»
)
.
[30]
Perché
allora
certi
giovani
ricercatori
dicono
«
neuroni
mirror
»
?
[31]
La
parola
si
impoverisce
e
diventa
una
specie
di
sigla
,
l'
etichetta
inglese
quasi
nobilita
quello
che
dicono
,
ma
si
sacrifica
la
metafora
,
che
potrebbe
essere
produttiva
.
[32]
Sarebbe
tragico
per
tutti
parlare
bene
in
inglese
e
non
avere
più
niente
da
dire
.
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