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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
IL VALORE DEL MENO E IL LINGUAGGIO DELLA SCIENZA ECONOMICA
Language column
Plurilingua
Author
Alessio Petralli
Date
09
gennaio
2014
more header data
[1]
C’
è
chi
sostiene
che
l’
economia
e
la
linguistica
siano
le
più
dure
fra
le
scienze
molli
o
scienze
morbide
che
dir
si
voglia
.
[2]
Altri
,
per
tentare
di
riabilitare
le
«
scienze
molli
»
(
l’
aggettivo
è
spesso
usato
in
senso
peggiorativo
,
specialmente
per
le
scienze
sociali
)
,
parlano
di
«
scienze
complesse
»
,
benché
sia
davvero
arduo
sostenere
che
la
matematica
o
la
fisica
siano
«
scienze
semplici
»
grazie
alle
loro
soluzioni
bianche
o
nere
.
[3]
Va
poi
aggiunto
che
sia
l’
economia
sia
la
linguistica
hanno
le
loro
versioni
«
dure
»
,
con
gli
econometristi
e
i
generativisti
orgogliosi
dei
loro
calcoli
,
dei
loro
grafici
e
dei
loro
schemi
,
che
però
non
riescono
quasi
mai
ad
ingabbiare
quello
strano
e
imprevedibile
animale
economico
che
è
l’
homo
loquens
.
[4]
È
infatti
risaputo
che
le
previsioni
degli
economisti
sono
perlopiù
sbagliate
mentre
la
linguistica
prognostica
si
riduce
spesso
a
una
sorta
di
divertissement
.
[5]
Ci
si
provi
quindi
utilmente
e
umilmente
a
«
guardare
e
attenersi
a
quel
che
si
vede
e
a
quel
che
succede
»
,
così
come
conclude
II
valore
del
me
no
.
[6]
È
questo
l’
intrigante
titolo
di
un
libro
provocante
e
godibile
di
Fabrizio
Fazioli
(
con
un
originale
Intermezzo
a
colori
di
Bruno
Soldini
)
,
recente-
mente
pubblicato
presso
Salvioni
Edizioni
a
Bellinzona
.
[7]
Fazioli
è
un
noto
giornalista
televisivo
che
sa
raccontare
l’
economia
come
pochi
e
che
per
onestà
di
intenti
e
chiarezza
di
linguaggio
andrebbe
preso
ad
esempio
.
[8]
L'
accattivante
opacità
del
titolo
è
subito
chiarita
da
un
sottotitolo
che
la
dice
lunga
sulle
preoccupazioni
dell'
autore
:
Guida
alla
frattura
sociale
.
[9]
Perché
di
questo
si
tratta
e
non
c'
è
bisogno
di
chissà
quali
diagrammi
o
curve
per
capire
che
siamo
in
un
periodo
che
promette
poco
di
buono
.
[10]
A
questo
proposito
basterà
andare
alla
schiettezza
e
brevità
di
qualche
titolo
dei
primi
capitoli
:
Un
errore
mado
rnale
,
Nella
trappola
della
li
quidità
,
La
dissocietà
.
[11]
E
fermiamoci
pure
a
questo
efficace
neologismo
(
la
dissocieté
,
presa
in
prestito
da
un
libricino
di
Jacques
Généreux
,
economista
del
«
parti
de
gauche
»
francese
)
,
«
che
rende
ben
conto
della
deriva
sociale
che
incombe
al
di
sopra
delle
nostre
teste
,
al
di
sopra
delle
nazioni
e
persino
al
di
sopra
delle
leggi
»
.
[12]
Viviamo
in
un
clima
di
«
assoluta
dissocialità
,
che
non
è
altro
che
l'
evaporazione
delle
solidità
sociali
che
sembravano
definitivamente
acquisite
.
Abbiamo
assistito
impotenti
a
questo
degrado
della
situazione
imposto
da
un'
economia
monetaria
e
finanziaria
onnipotente
»
.
[13]
Più
chiaro
di
così
!
[14]
Eccolo
il
vero
nemico
additato
senza
mezzi
termini
,
tanto
più
che
la
memoria
dei
disastri
da
lui
appena
causati
si
è
già
di
molto
affievolita
,
complice
certo
linguaggio
falso
dell'
economia
che
finisce
spesso
sotto
la
lente
dell'
autore
.
[15]
Si
vedano
ad
esempio
le
riflessioni
sulla
«
vendita
allo
scoperto
»
,
il
«
patto
sociale
»
e
il
«
pieno
impiego
»
ormai
scomparsi
dal
vocabolario
economico
,
le
«
riserve
occulte
»
per
nascondere
il
tonfo
che
quando
arriva
«
travolge
tutto
e
tutti
,
all'
infuori
beninteso
di
chi
già
sapeva
e
ha
potuto
mettersi
in
salvo
»
,
la
«
ristrutturazione
del
debito
»
per
i
debiti
che
non
potranno
essere
onorati
(
l
’
Argentina
del
2001
)
ecc
.
[16]
Il
valore
del
meno
è
un
libro
solido
e
di
rara
efficacia
divulgativa
,
da
cui
si
può
certo
dissentire
ma
di
cui
è
innegabile
l'
onestà
e
la
chiarezza
.
[17]
Giù
il
cappello
a
Fabrizio
Fazioli
quindi
,
che
molto
ha
dato
alla
RSI
e
che
molto
ha
da
offrire
con
la
sua
scrittura
limpida
e
incisiva
.
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