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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
Dare valore di scambio alla propria lingua
Language column
Plurilingua
Author
Alessio Petralli
Date
19
ottobre
2013
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[1]
Valorizzare
la
propria
lingua
dovrebbe
essere
normale
,
eppure
molti
non
lo
fanno
per
i
più
svariati
motivi
:
per
la
voglia
di
esercitare
o
di
sfoggiare
sistematicamente
la
propria
conoscenza
delle
altre
lingue
,
per
amore
delle
altre
culture
,
per
snobismo
,
per
gentilezza
,
per
servilismo
ecc
.
[2]
Naturalmente
le
lingue
più
forti
non
hanno
bisogno
di
troppo
impegno
da
parte
dei
loro
locutori
,
visto
che
spesso
sono
gli
altri
ad
adattarsi
senza
batter
ciglio
.
[3]
Il
tema
è
delicato
perché
,
in
un
mondo
globalizzato
,
una
lingua
veicolare
è
essenziale
.
[4]
Che
questa
sia
oggi
l'
inglese
(
l'
angloamericano
)
è
buona
cosa
anche
per
l'
italiano
e
le
lingue
romanze
,
vista
la
forte
componente
lessicale
neolatina
di
questa
lingua
.
[5]
Proviamo
per
un
attimo
ad
immaginare
il
cinese
al
posto
dell'
inglese
e
ci
ritroveremmo
in
men
che
non
si
dica
alla
«
periferia
dell'
impero
»
.
[6]
In
ogni
caso
oggi
,
al
di
là
delle
innegabili
opportunità
offerte
dall'
inglese
lingua
veicolare
,
tutte
le
lingue
di
cultura
si
stanno
in
un
certo
senso
riposizionando
(
ridimensionando
.
.
.
)
e
l'
italiano
non
fa
eccezione
.
[7]
La
nostra
lingua
lo
deve
pero
fare
in
un
momento
di
debolezza
,
poiché
l'
immagine
della
lingua
italiana
pare
negli
ultimi
tempi
abbastanza
appannata
.
[8]
Per
riflettere
sul
ruolo
dell'
italiano
nel
contesto
globale
(
ma
anche
in
Europa
e
in
Svizzera
)
Coscienza
Svizzera
organizza
il
prossimo
sabato
23
novembre
alla
biblioteca
cantonale
di
Lugano
un
incontro
sul
tema
«
Dare
valore
di
scambio
alla
propria
lingua
nell'
epoca
delle
globalizzazioni
»
.
[9]
Dal
quale
per
esempio
,
secondo
Claudio
Giovanardi
(
Università
di
Roma
3
)
,
emergerà
che
l'
italiano
non
se
la
passa
troppo
male
,
anzi
!
[10]
E
a
suffragare
questa
posizione
,
Giovanardi
parlerà
della
sua
recente
ricerca
(
con
Pietro
Trifone
)
su
«
L'
italiano
nel
mondo
»
(
Carocci
,
giugno
2012
)
.
[11]
Fra
i
partecipanti
al
convegno
vi
sarà
anche
Raffaele
Simone
,
oltre
che
linguista
di
vaglia
pamphlettista
arguto
e
impietoso
nei
confronti
di
certi
usi
e
costumi
italiani
(
«
L'
università
dei
tre
tradimenti
»
,
«
Il
paese
del
pressappoco
»
,
Laterza
2000
e
Garzanti
2005
)
,
che
a
Lugano
rifletterà
su
«
Quali
conquiste
per
una
lingua
senza
impero
»
.
[12]
Claudio
Marazzini
(
Università
del
Piemonte
Orientale
)
,
affermato
storico
della
lingua
,
parlerà
invece
dell'
italiano
nell’
«
impero
»
del
web
,
proponendo
in
anteprima
alcune
riflessioni
sul
tema
,
contenute
in
una
nuovissima
appendice
,
non
ancora
uscita
,
del
suo
fortunato
«
Da
Dante
alla
lingua
selvaggia
»
(
Carocci
,
2009
)
.
[13]
Immunologa
,
e
quindi
discosta
dalla
comunità
dei
linguisti
,
è
invece
Maria
Luisa
Villa
,
che
forse
proprio
per
questa
ragione
è
riuscita
a
scrivere
un
libro
eccentrico
e
disincantato
,
oltre
che
incisivo
e
brillante
,
come
«
L'
inglese
non
basta
»
(
Bruno
Mondadori
,
marzo
2013
)
,
di
cui
renderà
conto
alla
luce
del
dibattito
da
esso
suscitato
.
[14]
Concluderà
la
mattinata
,
che
inizierà
alle
9
.
[15]
30
,
Mauro
Dell'
Ambrogio
,
grand
commis
di
Stato
svizzero
,
che
sul
fronte
della
ricerca
,
e
non
solo
,
ben
conosce
il
valore
delle
lingue
.
[16]
La
sua
testimonianza
(
«
Le
lingue
nell'
amministrazione
federale
:
esperienze
»
)
sarà
preziosa
e
sicuramente
improntata
ad
un
sano
pragmatismo
elvetico
.
[17]
Quanto
,
e
se
,
questo
pragmatismo
possa
essere
plurilingue
e
comprendere
anche
l'
italiano
ce
lo
dirà
lui
stesso
.
[18]
In
ogni
caso
ci
sarà
da
discutere
davvero
,
peraltro
in
omaggio
al
titolo
del
ciclo
di
cui
questo
incontro
fa
parte
:
«
Alternative
al
“
solo
inglese
"
:
discutiamone
!
"
»
.
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