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Maarten Janssen, 2014-
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PERCHÉ CONVIENE PROMUOVERE L'ITALIANO E IL MULTILINGUISMO
Language column
Plurilingua
Author
Alessio Petralli
Date
04
febbraio
2013
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[1]
L’
italiano
in
Svizzera
per
un
secolo
ha
spesso
guardato
verso
Sud
con
l'
inevitabile
nostalgia
di
casa
:
dalla
prima
immigrazione
legata
ai
trafori
ferroviari
iniziati
a
fine
Ottocento
alla
massiccia
immigrazione
del
secondo
dopoguerra
,
ben
impersonata
dal
Gastarbeiter
(
«
lavoratore
ospite
»
)
Giovanni
Garofoli
(
Nino
Manfredi
)
in
«
Pane
e
cioccolata
»
,
noto
film
di
Franco
Brusati
del
1973
.
[2]
Ma
il
Garofoli
,
che
alla
fine
del
film
rinuncia
sorprendentemente
a
tornare
in
Italia
e
decide
di
rimanere
in
Svizzera
per
continuare
la
sua
dura
battaglia
di
emancipazione
,
non
immaginava
certo
che
gli
italiani
in
Svizzera
,
in
una
generazione
,
sarebbero
idealmente
«
diventati
biondi
»
.
[3]
Così
come
lui
aveva
fatto
un
po'
goffamente
colorandosi
i
baffi
e
i
capelli
nella
vana
speranza
di
ingraziarsi
la
poco
ospitale
Berna
degli
anni
Settanta
.
[4]
«
Diventare
biondi
»
(
senza
tingersi
)
significa
essere
ben
accettati
e
integrati
,
come
è
accaduto
progressivamente
a
partire
da
quegli
anni
del
secolo
scorso
a
tantissimi
italiani
in
Svizzera
.
[5]
Da
notare
che
proprio
a
partire
da
questa
storia
di
successo
,
i
numeri
assoluti
e
le
percentuali
degli
italofoni
in
Svizzera
sono
cominciati
a
diminuire
per
molteplici
ragioni
.
[6]
In
pratica
dal
picco
del
milione
di
italofoni
(
compresi
gli
italofoni
del
Canton
Ticino
e
del
Canton
Grigioni
)
nel
1970
(
11
.
9%
della
popolazione
)
si
è
passati
al
mezzo
milione
di
oggi
.
[7]
È
quindi
opportuno
ribadire
che
negli
ultimi
quarant’
anni
la
percentuale
degli
italofoni
in
Svizzera
,
secondo
i
censimenti
,
si
è
dimezzata
,
dapprima
fino
al
6
.
[8]
5%
del
2000
e
in
seguito
fino
a
un
ipotetico
valore
tra
il
5
e
il
6%
per
i
giorni
nostri
.
[9]
L'
imprecisione
di
quest'
ultimo
dato
è
dovuta
alle
nuove
modalità
introdotte
dal
2010
per
i
censimenti
,
che
purtroppo
rendono
per
molti
versi
ardui
,
se
non
impossibili
,
i
confronti
con
i
rilevamenti
precedenti
.
[10]
Basterebbe
a
questo
proposito
segnalare
che
per
la
prima
volta
nel
censimento
strutturale
del
2010
è
stata
consentita
la
scelta
di
più
«
lingue
principali
»
(
fino
a
tre
)
,
mentre
prima
vi
era
un'
unica
scelta
obbligata
.
[11]
In
ogni
caso
questa
integrazione
italofona
qualitativamente
riuscita
oltre
San
Gottardo
,
seppure
quantitativamente
in
netto
calo
per
tante
ragioni
di
varia
natura
che
andranno
approfondite
,
va
valutata
nell’
ambito
di
un
contesto
globale
delle
lingue
profondamente
mutato
a
causa
dell’
avvento
pervasivo
delle
nuove
tecnologie
.
[12]
La
globalizzazione
,
che
si
è
imposta
da
poco
più
di
vent’
anni
,
ha
di
fatto
ridistribuito
le
carte
pure
per
quanto
riguarda
la
forza
e
il
valore
economico
delle
lingue
.
[13]
Proprio
per
questa
ragione
il
piccolo
ma
avanzato
laboratorio
plurilingue
elvetico
,
con
i
suoi
collaudati
equilibri
rimessi
pero
fortemente
in
discussione
negli
ultimi
tempi
,
può
essere
utilizzato
per
riflettere
non
solo
sulle
condizioni
della
lingua
italiana
in
Svizzera
,
ma
anche
per
cercare
di
capire
meglio
certe
dinamiche
della
lingua
italiana
in
Europa
e
nel
mondo
.
[14]
A
questo
proposito
Coscienza
Svizzera
,
nell'
ambito
del
ciclo
«
Alternative
al
solo
“
inglese
"
:
discutiamone
!
»
,
ha
previsto
per
il
23
febbraio
un
incontro
con
Michele
Gazzola
,
giovane
e
brillante
ricercatore
,
dottore
di
ricerca
in
«
Gestione
della
comunicazione
multilingue
»
dell'
Università
di
Ginevra
.
[15]
Il
titolo
è
«
tutto
un
programma
»
che
vale
la
pena
di
seguire
:
«
Giustizia
linguistica
e
politiche
linguistiche
:
perché
conviene
promuovere
l'
italiano
e
il
multilinguismo
»
.
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