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QUANDO I NEOLOGISMI SONO MENO NUOVI DI QUEL CHE SEMBRANO

Language columnPlurilingua
AuthorCarla Marello
Date 13 maggio 2013


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I neologismi spesso sono meno nuovi di quel che crediamo. Vi suggeriamo un gioco da fare con almeno tre o quattro partecipanti cinquantenni, e altri o molto più giovani o molto più anziani. Poi prendete il libro di Paolo D'Achille, intitolato Parole nuove e datate. Studi su neologismi, forestierismi, dialettismi (Cesati, Firenze, 2012) , e aprite una pagina a caso, supponiamo la pagina 124. A quel punto chi dirige il gioco chiede: «Secondo voi quando è apparsa per la prima volta la parola shuttle in un testo scritto in italiano? E quando l'onomatopea splash? E sgamare?». Vedrete che quasi tutti vi diranno delle date posteriori a, rispettivamente, 1981, 1950 - ovviamente in una traduzione di Topolino - e 1952.

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Voi invece potrete, grazie alle notizie fornite da D'Achille nel libro, dispensare giuste date. Nella plurilingue Svizzera potrete giocare con giocatori di tutti i cantoni, se non scegliete un dialettismo come appunto sgamare, proveniente dal gergo carcerario romano, ma adesso diffuso in tutta Italia, e giocate invece con i forestierismi soprattutto inglesi.

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È probabile che un’espressione come on the road sia entrata in italiano, francese e tedesco all'incirca negli stessi anni, in seguito al successo del romanzo omonimo di Jack Kerouac del 1957. Più difficile giocare con la parola workshop: D'Achille ha scovato una retrodatazione sul settimanale Epoca del gennaio 1957 in cui si legge «ho frequentato lo workshop di Stella Adler» si badi lo workshop, non il workshop come usiamo adesso.

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Il Dizionario Palazzi, rivisto da Folena e altri nel 1992, fu il primo dizionario italiano a presentare la data di prima attestazione scritta di ogni parola, grazie al lavoro di un’équipe guidata da Michele Cortelazzo. Poi tutti i dizionari introdussero questa informazione e iniziò una gara a retrodatare, allargando i tipi di pubblicazioni in cui cercare. Anche l'amministratore del mio condominio contribuì, inconsapevolmente, a stabilire una prima attestazione (1985) della parola deblattizzazione. Altri dizionari danno il 1992, data di pubblicazione del Palazzi-Folena, come prima attestazione.

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Il libro di D'Achille è frutto della riunione di vari saggi già pubblicati in riviste e dedicati appunto alla retrodatazione. Oltre a un primo corposo saggio, che elenca le parole in ordine alfabetico e le commenta in relazione al contesto servito per datarle, ci sono saggi tematici fra cui il più gustoso è certo quello intitolato «Parole e cose» della (prima) colazione. D'Achille vi data caffellatte, cappuccino, espresso, bomba «dolce di pasta fritta», croissant e fa notare che caffellatte, cappuccino, espresso sono a loro volta parole italiane prese a prestito da molte

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lingue e che ci sono studiosi francesi, tedeschi, inglesi intenti a rintracciarne le prime attestazioni nelle rispettive lingue. Per la retrodatazione ci si serve ormai anche dei testi in rete, consultando Google libri e risorse informatiche che pascola- no siti scelti della rete, come RIDIRE (http://lablita.dit.unifi.it/projects/ RIDIRE), a cui lo stesso D'Achille e altri hanno contribuito sotto la direzione di Emanuela Cresti.

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Fra gli aspetti più interessanti del libro di D'Achille la datazione di espressioni formate da più di una parola come punta dell'iceberg, conto alla rovescia, darsi una cal- mata, terapia d'urto, autunno caldo, cassa di risonanza, silenzio stampa.


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