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Maarten Janssen, 2014-
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QUALI ALTERNATIVE AL «SOLO INGLESE»?
Language column
Plurilingua
Author
Alessio Petralli
Date
20
novembre
2012
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[1]
Tutte
le
lingue
sono
in
difficoltà
di
fronte
alla
massiccia
diffusione
dell'
inglese
.
[2]
A
questo
proposito
c'
è
chi
si
accontenta
di
rilevare
che
la
globalizzazione
necessità
di
una
sua
lingua
dominante
,
e
tanto
meglio
se
si
tratta
dell'
inglese
,
lingua
«
quasi
romanza
»
con
più
della
metà
del
suo
lessico
(
specialmente
ai
«
piani
alti
»
)
di
derivazione
latina
e/o
francese
.
[3]
Proviamo
ad
immaginare
per
un
momento
se
la
lingua
della
globalizzazione
fosse
,
o
diventasse
,
il
cinese
:
per
tutta
l'
Europa
,
e
non
solo
,
sarebbe
evidentemente
una
bel
problema
.
[4]
Imparare
il
cinese
con
successo
richiederebbe
infatti
sforzi
di
gran
lunga
maggiori
,
rispetto
a
quanto
si
investe
oggi
a
tutti
i
livelli
per
imparare
l'
inglese
.
[5]
Quindi
l'
inglese
«
lingua
globale
»
,
«
lingua
veicolare
»
o
«
lingua
segretariale
»
che
dir
si
voglia
(
ma
non
«
lingua
franca
»
,
poiché
evidentemente
non
super
partes
)
,
va
visto
anche
come
una
grande
opportunità
.
[6]
Ma
la
posta
in
gioco
è
più
complicata
e
per
questa
ragione
Coscienza
Svizzera
ha
deciso
di
lanciare
un
ciclo
di
incontri
per
interrogarsi
sulle
alternative
al
«
solo
inglese
»
,
ovvero
a
quell'
English-Only
che
sta
permeando
di
sé
una
lunga
serie
di
domini
linguistici
:
dalla
letteratura
scientifica
rivolta
alle
élites
alla
programmazione
televisiva
di
massa
.
[7]
Il
primo
relatore
del
ciclo
,
il
15
dicembre
prossimo
a
Lugano
,
sarà
Emanuele
Banfi
,
attuale
presidente
della
SLI
(
Società
di
Linguistica
Italiana
)
.
[8]
Banfi
,
noto
linguista
milanese
(
insegna
all'
Università
di
Milano-Bicocca
)
con
ascendenze
elvetiche
(
nonno
materno
sceso
in
Brianza
dal
Malcantone
alla
fine
del
XIX
secolo
)
,
proporrà
le
sue
puntuali
riflessioni
sulle
politiche
linguistiche
auspicabili
per
l'
italiano
ai
giorni
nostri
.
[9]
Tema
delicato
,
ma
Banfi
è
la
personalità
ideale
per
affrontarlo
,
visto
il
respiro
globale
delle
sue
ricerche
da
una
parte
e
la
sua
attenzione
militante
rispetto
alla
situazione
attuale
della
nostra
lingua
dall'
altra
.
[10]
Basterebbe
a
questo
proposito
citare
due
titoli
di
suoi
scritti
in
corso
di
stampa
,
di
cui
Banfi
potrà
parlare
a
Lugano
,
fornendo
preziose
anticipazioni
:
La
posizione
dell'
italiano
(
e
di
«
italiani
altri
»
)
tra
le
lingue
d'
Europa
:
usi
,
funzioni
,
prestigio
e
In
merito
alla
proposta
di
alcuni
Atenei
italiani
di
organizzare
corsi
di
studio
esclusivamente
in
lingua
inglese
.
[11]
Emanuele
Banfi
è
stato
inoltre
a
suo
tempo
uno
degli
artefici
del
Gruppo
di
Studio
sulle
Politiche
Linguistiche
della
SLI
,
nell'
ambito
del
quale
è
riuscito
a
dare
un
significativo
contributo
quando
si
è
trattato
di
stilare
le
Sette
tesi
per
la
promozione
di
po
litiche
linguistiche
democrati
che
.
[12]
Ci
limitiamo
a
citare
qui
l'
incipit
della
quinta
tesi
:
«
Il
plurilinguismo
degli
individui
e
il
multilinguismo
delle
società
e
dei
paesi
è
un
valore
da
tutelare
e
da
promuovere
in
una
prospettiva
che
voglia
essere
democratica
(
.
.
.
)
»
.
[13]
La
democratica
e
multilingue
Svizzera
non
chiede
di
meglio
,
ma
questo
è
il
momento
di
capire
bene
quali
sono
le
dinamiche
linguistiche
che
stanno
dettando
il
cambiamento
sia
locale
che
globale
.
[14]
Per
l'
italiano
che
ci
sta
a
cuore
sarà
poi
indispensabile
proporre
politiche
linguistiche
lungimiranti
,
che
sappiano
valorizzare
una
grande
lingua
di
cultura
,
tradizionalmente
rivolta
verso
un
passato
glorioso
ma
troppo
poco
presente
dove
si
stanno
giocando
le
sorti
di
un
futuro
linguistico
,
che
non
si
vorrebbe
a
senso
unico
.
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