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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
L'importanza del plurilinguismo per L’individuo e per la società
Language column
Plurilingua
Author
Alessio Petralli
Date
15
settembre
2012
more header data
[1]
Sullo
scorcio
delle
prime
acquate
di
settembre
,
puntuale
come
i
funghi
del
celebre
risotto
gaddiano
,
torna
l'
annuale
congresso
della
Società
di
linguistica
italiana
,
dedicato
in
questa
occasione
a
due
grandi
temi
:
plurilinguismo
e
sintassi
.
[2]
Occupiamoci
del
primo
per
rilevare
che
,
già
a
partire
dai
titoli
di
molte
comunicazioni
,
risulta
evidente
l’
importanza
che
la
compresenza
di
più
lingue
mostra
sia
per
l'
individuo
sia
per
la
società
.
[3]
Ciò
non
è
certo
sorprendente
per
la
Svizzera
,
ma
neppure
per
tanti
altri
contesti
plurilingui
.
[4]
«
L'
acquisizione
di
quattro
lingue
e
i
vantaggi
cognitivi
connessi
:
il
ruolo
della
competenza
linguistica
»
è
ad
esempio
il
titolo
del
contributo
di
Rita
Franceschini
e
di
Gerda
Videsott
dell'
università
di
Bolzano
,
mentre
Matteo
Rivoira
dell
'
università
di
Torino
propone
un
bel
titolo
immaginifico
,
parzialmente
in
francese
:
«
“
Nous
avons
besoin
de
ces
deux
langues
comme
de
nos
deux
mains
”
)
il
francese
nelle
Valli
Valdesi
,
tra
miti
culturali
e
quotidianità
»
.
[5]
Significativo
anche
il
titolo
della
prima
sessione
plenaria
,
«
Language
and
Superdiversity
»
di
Jan
Blommaert
(
Tilburg
)
,
dove
sarà
interessante
riflettere
sulle
occasioni
offerte
da
una
«
superdiversità
»
messa
in
relazione
con
gli
studi
linguistici
.
[6]
Naturalmente
in
relazione
al
tema
del
plurilinguismo
non
potevano
mancare
riflessioni
sul
suo
ruolo
nella
scuola
:
a
questo
proposito
,
tanto
per
fare
un
esempio
,
Julijana
Vuco
e
Katarina
Zavisin
(
Belgrado
)
metteranno
l'
accento
sul
difficile
percorso
«
dalle
raccomandazioni
alla
realtà
»
,
interrogandosi
su
«
plurilinguismo
e
pluriculturalismo
a
scuola
?
»
.
[7]
Per
quanto
riguarda
la
sessione
sulle
migrazioni
ci
si
occuperà
fra
l'
altro
de
«
l’
identità
linguistica
e
culturale
dell'
italo-brasiliano
»
,
ma
anche
dell'
influenza
del
dialetto
napoletano
su
certi
tratti
dell'
italiano
acquisito
dagli
immigrati
.
[8]
La
prima
sessione
plenaria
del
venerdì
prevede
l'
intervento
di
François
Grin
,
illustre
studioso
svizzero
dell’
università
di
Ginevra
,
e
senz'
altro
fra
i
maggiori
specialisti
al
mondo
di
economia
delle
lingue
,
ossia
del
valore
economico
che
le
varie
lingue
possono
rivestire
.
[9]
La
domanda
posta
dal
titolo
mette
bene
in
evidenza
come
la
dimensione
economico-linguistica
possa
presentare
più
facce
:
«
Language
economics
or
political
economy
of
language
?
»
.
[10]
A
seguire
un
brillante
allievo
di
François
Grin
,
Michele
Gazzola
(
oggi
a
Berlino
)
,
che
si
immergerà
nel
mondo
complesso
dell
'
Organizzazione
mondiale
della
proprietà
intellettuale
per
parlare
del
«
contributo
dell'
economia
delle
lingue
alla
valutazione
dell’
efficienza
e
dell'
equità
dei
regimi
linguistici
»
,
sottintendendo
ovviamente
che
i
«
regimi
linguistici
»
possono
essere
più
o
meno
efficienti
e
più
o
meno
equi
.
[11]
L'
impressione
è
che
il
regime
che
si
sta
imponendo
oggi
a
livello
internazionale
può
sembrare
in
qualche
modo
efficiente
sul
breve
periodo
,
ma
è
sicuramente
poco
equo
alla
distanza
.
[12]
Ciò
significa
che
la
più
che
tendenziale
monocultura
anglofona
,
con
i
suoi
innegabili
vantaggi
immediati
,
è
senza
dubbio
iniqua
alla
distanza
per
i
parlanti
di
tutte
le
altre
lingue
.
[13]
Fare
calcoli
attendibili
sui
costi
e
sui
benefici
di
certe
scelte
di
politica
linguistica
è
appunto
l'
arduo
compito
di
chi
,
come
Grin
e
Gazzola
,
studia
da
tempo
il
valore
economico
delle
lingue
.
[14]
Si
tratta
di
un
tema
che
interessa
molto
alla
Svizzera
,
dove
forse
non
si
è
del
tutto
consapevoli
dei
benefici
di
un
collaudato
plurilinguismo
,
negli
ultimi
tempi
sempre
più
insidiato
dal
rullo
compressore
della
globalizzazione
.
[15]
Per
la
promozione
dell'
italiano
in
Svizzera
molti
da
noi
si
stanno
muovendo
ed
è
un'
ottima
cosa
,
ma
bisognerà
cominciare
anche
a
ragionare
sull'
evoluzione
del
valore
dell'
italiano
nella
stessa
Italia
,
in
Europa
e
nel
mondo
intero
.
[16]
I
tempi
paiono
sfavorevoli
,
ma
proprio
per
questo
,
a
maggior
ragione
,
nelle
discussioni
previste
al
congresso
di
Siena
(
dal27al29
di
questo
mese
)
sarebbe
opportuno
trovare
spazio
per
dibattere
su
qualche
domanda
scomoda
.
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