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Maarten Janssen, 2014-
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Esperienze a confronto da promuovere e tutelare
Language column
Plurilingua
Author
Alessio Petralli
Date
02
aprile
2012
more header data
[1]
Che
cosa
accomuna
la
Croazia
,
la
Slovenia
e
la
Svizzera
?
[2]
La
risposta
ce
la
fornisce
con
chiarezza
il
primo
capoverso
dell'
introduzione
al
bel
libro
Lo
statuto
giuridico
della
lingua
italiana
in
Europa
.
[3]
I
casi
di
Croazia
,
Slovenia
e
Svizzera
a
confronto
:
«
In
Europa
,
al
di
fuori
del
territorio
della
Repubblica
italiana
,
e
trascurando
la
repubblica
di
San
Marino
e
la
Città
del
Vaticano
,
soltanto
la
Croazia
,
la
Slovenia
e
la
Svizzera
,
pur
con
modalità
,
contenuti
ed
efficacia
territoriale
differenti
,
accordano
all'
italiano
lo
status
di
lingua
co-ufficiale
»
.
[4]
Gli
autori
dell'
opera
,
uscita
nel
2011
da
Giuffrè
a
Milano
,
sono
Lino
Panzeri
(
per
Croazia
e
Slovenia
)
e
Maria
Paola
Viviani
Schlein
(
per
la
Svizzera
)
della
Facoltà
di
Giurisprudenza
dell'
Università
degli
Studi
dell'
Insubria
a
Como
.
[5]
Come
sempre
accade
quando
si
scava
nei
problemi
,
la
questione
terminologica
è
fondamentale
.
[6]
Basterà
citare
l
'
incertezza
che
regna
attorno
a
un
termine
solo
apparentemente
univoco
quale
«
minoranza
»
.
[7]
Questo
,
poiché
al
di
là
del
mero
aspetto
quantitativo
,
possono
entrare
in
gioco
altri
fattori
,
tant'
è
vero
che
nei
vari
trattati
internazionali
si
parla
ad
esempio
talora
di
«
minoranza
linguistica
»
,
altre
volte
di
«
minoranza
nazionale
»
.
[8]
È
a
questo
proposito
significativo
che
«
la
Costituzione
croata
assimila
quella
italiana
alle
diverse
“
minoranze
nazionali
"
del
Paese
»
,
mentre
«
quella
slovena
definisce
le
comunità
italiana
e
ungherese
in
termini
di
“
comunità
nazionali
autoctone
"
»
,
interpretando
come
discriminatorio
il
concetto
di
minoranza
.
Va
perciò
ricordato
che
la
Costituzione
svizzera
definisce
l'
italiano
come
lingua
nazionale
e
ufficiale
della
Confederazione
ma
non
parla
di
«
minoranza
»
.
Quindi
a
rigore
sarebbe
improprio
per
la
Svizzera
italiana
(
qualsiasi
significato
,
più
o
meno
allargato
,
si
voglia
dare
a
questo
concetto
)
parlare
,
come
invece
facciamo
spesso
,
di
«
minoranza
»
,
anche
perché
già
di
per
se
può
scattare
una
sorta
di
autocommiserazione
.
Un
po
'
come
può
accadere
per
certi
stilemi
,
entrati
nell'
uso
e
ormai
sclerotizzati
,
quali
«
terza
Svizzera
»
oppure
,
allargando
gli
orizzonti
,
«
vecchia
Europa
»
.
[9]
Insomma
,
le
parole
non
sono
quasi
mai
innocenti
e
forse
il
definirci
continuamente
minoranza
andrebbe
in
qualche
modo
rivisto
,
tanto
più
che
non
siamo
sicuramente
neppure
una
«
minoranza
nazionale
»
,
visto
che
la
nostra
Madrepatria
è
la
nazione
Svizzera
con
tutti
i
suoi
valori
collaudati
nel
tempo
,
fra
i
quali
spicca
il
plurilinguismo
.
[10]
Al
di
là
di
questi
distinguo
vi
è
però
una
«
realtà
effettuale
»
che
ci
ricorda
come
l’
essere
in
pochi
sia
spesso
perlopiù
svantaggioso
e
che
sono
quindi
opportune
misure
di
tutela
(
di
promozione
)
di
fronte
all'
inevitabile
tendenza
assimilatrice
delle
lingue
della
maggioranza
.
[11]
Da
rilevare
che
per
tutte
e
tre
le
nazioni
considerate
emerge
con
chiarezza
l'
importanza
delle
autonomie
locali
,
che
nella
Confederazione
passano
attraverso
la
custodia
della
sovranità
cantonale
che
ha
assicurato
la
sopravvivenza
della
componente
italofona
«
rispetto
alle
pressioni
assimilatrici
delle
lingue
della
maggioranza
(
il
tedesco
ed
il
francese
)
»
.
[12]
Che
poi
i
francofoni
romandi
si
definiscano
a
loro
volta
in
qualche
caso
«
minoranza
»
non
fa
che
evidenziare
la
delicatezza
di
una
pur
invidiabile
convivenza
elvetica
,
che
non
è
però
data
una
volta
per
tutte
.
[13]
In
tempi
di
globalizzazione
va
inoltre
aggiunto
che
la
garanzia
per
le
minoranze
non
viene
più
come
nel
secolo
scorso
dal
diritto
interno
,
ma
e
un
tema
prettamente
internazionale
.
[14]
Il
che
non
toglie
che
la
Svizzera
sia
stata
in
grado
di
darsi
una
nuova
legge
sulle
lingue
,
soprattutto
in
seguito
a
stimoli
provenienti
dall'
interno
(
in
particolare
dalla
componente
romancia
con
la
mozione
Bundi
del
1985
!
)
,
«
nella
consapevole
interiorizzazione
della
tutela
del
plurilinguismo
quale
fondamento
stesso
della
Nazione
»
.
[15]
La
lettura
di
questo
utile
libro
può
renderci
ancor
più
consapevoli
.
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