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Spettacolo suggerisce qualcosa di positivo e piacevole, mentre mareggiata è parola che richiama di solito danni, moli distrutti, barche rovesciate. Però, a pensarci bene, la potente bellezza del mare agitato è, fra gli spettacoli naturali, uno dei più affascinanti. Cose da Atlantico, da poster di fari della Normandia superati da onde gigantesche? Ebbene no, con le giuste dritte è uno spettacolo gratuito e, con un po' di studio prevedibile, in Liguria, a poche ore di auto dalla Svizzera.
Ci introduce ai piaceri del wave watching - anglofila coniazione sull'onda, è il caso di dirlo, di bird watching e del quasi omofono whale watching - un trio di «guardoni» superspecializzati, Stefano Gallino, Alessandro Benedetti e Luca Onorato. I tre hanno da poco pubblicato presso la casa editrice Hoepli di Milano un atlante dell'onda intitolato appunto, Wave watching, che illustra trenta località della Riviera ligure dove osservare le mareggiate con soddisfazione e in sicurezza.
Gallino è un fisico meteorologo che si occupa di capire il tempo per i velisti della nazionale italiana di vela ai prossimi giochi olimpici; Benedetti è un ricercatore del CNR appassionato conoscitore e fotografo di onde, anche perché vive a Bonassola, un posto di mare dove è praticamente impossibile ignorare le onde; Onorato è un biologo marino, metereologo revisore per gare di surf.
Il fascino del libro sta soprattutto nelle magnifiche fotografie, così spettacolari che vien voglia di provare in proprio. Suscitare tale appetito è uno degli scopi del libro, che contiene un apposito capitolo di consigli. Con tempi di otturazione uguali a 1/500 si «fermano» anche le gocce più veloci che si staccano dalla cresta. Con 1/250 si fotografa bene sia il cavo dell'onda, la parte più lenta, sia l'onda nel suo complesso. Benedetti offre molti fra gli scatti più dimostrativi degli oltre 200 del libro, ma l'atlante si giova anche di foto satellitari e di suggestive foto in bianco e nero, perché dedica spazio alle mareggiate storiche, da quella del 19 febbraio 1955, definita la mareggiata del secolo, a quella del 1-2 gennaio 2010, quando onde «oceaniche» per natura e proporzioni si abbatterono sulla Liguria. Le boe ondametriche al largo di La Spezia arrivarono a misurare onde di oltre quattro metri (una addirittura di otto) e periodo d'onda di dieci secondi per 10-12 ore.
Per le trenta località fra cui Ventimiglia, Celle Ligure, vari punti di Genova e delle Cinque terre, si offrono modalità d'accesso (treno, auto, sentieri) ai luoghi adatti per godersi meglio lo spettacolo. Dal capitolo iniziale, dove viene spiegata la teoria dell'onda e le configurazioni meteo per le mareggiate in Liguria, apprendiamo che i venti più efficaci nel formare mareggiate sono quelli la cui direzione rimane costante per tempi lunghi e su aree estese. Il libeccio lungo, prevalente tra autunno e primavera, è quello associato alle principali mareggiate verificatesi in Liguria nell'ultimo secolo.
Gli autori, oltre a spiegarci dove osservare le onde, ci offrono mezzi per stabilire quando farlo. Esistono tabelle e grafici che, in base all'intensità del vento e alla sua durata su una determinata area, permettono di prevedere quanto saranno alte le onde. Per generare onde di otto metri ci vuole un vento a 40 nodi (circa 80 km/h) che spiri per 24 ore su un'area di 300 miglia.
Bastano comunque onde minori a entusiasmare l’ammiratore e al tempo di Internet l’apprendista ha a disposizione molti siti, doverosamente elencati in sitografia, da quelli serissimi e ufficiali a quelli non ufficiali per surfer. Già, perché grazie al surf l’uomo può anche cavalcare la mareggiata e quindi diventare esso stesso parte dello spettacolo e oggetto di surf watching.
A Varigotti, per esempio, esistono posti surfabili (sic) anche con onde modeste, a pochi metri dalla riva, a causa di un gradino naturale in mare, la cosiddetta ciappa ligure, nome che fa tenerezza in mezzo a tutto questo watching.
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