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È l'inverno, e soprattutto le vacanze di Natale, un periodo di turismo più pensato rispetto a quello estivo, vuoi per la durata più corta del viaggio, vuoi perché il clima incoraggia la visita di luoghi chiusi, vuoi perché è un turismo della famiglia unita, con esigenze di generazioni diverse da conciliare.
Uno studio, curato da Mariagrazia Margarito, Marie Hédiard, Nadine Celotti e dedicato alla comunicazione turistica (La comunicazione turística. Lingue, culture, istituzioni a confronto. Edizioni Libreria Cortina, Torino 2011), ci mostra chiaramente quanto meditata e pensata sempre, in ogni stagione, sia l’offerta di testi che accompagna le proposte turistiche da parte di privati e istituzioni.
Il libro è scritto in italiano e francese ed è frutto di una ricerca che ha visto collaborare ricercatori di Cassino, Trieste, Torino e Grenoble per mettere in luce il modo in cui la comunicazione delle attrattive turistiche di un luogo sia un'operazione complessa che coinvolge non solo questioni linguistiche ma soprattutto approcci culturali. Nel volume si mostrano esempi - tratti dall'inserto di viaggi El Viajero del quotidiano spagnolo El País - che trasudano stereotipi. Si analizzano forme antiche di mediazione, le visite guidate, che assumono ora aspetti nuovi, quali il coinvolgimento degli abitanti, l’impiego di figuranti che recitano personaggi storici, dal vivo o filmati e ormai anche come ologrammi in 3D.
Si documenta come la traduzione di opuscoli e materiale illustrativo sia un'operazione non facile. Le campagne promozionali che si fanno per vendere una regione sono ormai molto incentrate su slogan pubblicitari ardui da ricreare in un'altra lingua, basati su un lessico di emozioni euforiche: respirare il fascino, vivere una vacanza rilassante, scoprire scorci suggestivi, immergersi in atmosfere magiche, tuffarsi nella natura.
Un modo di aggirare questo scoglio è l’intercomprensione, cioè allenare parlanti nativi di lingue della stessa famiglia, ad esempio la famiglia neolatina, a capire gli altri mentre parlano nelle propria lingua. Vengono riportati esperimenti che hanno visto come protagonisti studenti Erasmus allenati sulla piattaforma Galanet (www. galanet.eu).
Si tratta poi di turismo scientifico, quello che ha come obiettivo la diffusione della cultura scientifica presso il grande pubblico con visite guidate da esperti in planetari, centri di ricerca, ecosistemi delicati. Di recente in Francia il CNRS è diventato partner di Excursia e suoi ricercatori guidano viaggi di turismo scientifico in Francia e nel mondo, autofinanziando così alcune ricerche. D'altra parte il Musée National des Arts Asiatiques Guimet di Parigi collabora con FNAC Voyages e l’UNESCO ha concesso alla Jet Tours di etichettare come circuiti UNESCO dei viaggi che esplorano i siti patrimonio dell’umanità.
Seguendo filoni di turismo più tradizionale e godereccio, più di un saggio tratta di sapori e un saggio è dedicato alle vacanze benessere, che hanno assunto negli ultimi anni importanza tanto quanto quelle enogastronomiche, portando anzi all’affermarsi di alberghi che hanno un centro benessere, una fornita cantina e un bravo chef.
La panoramica sulla comunicazione turistica include pure un saggio sulle guide turistiche per bambini e sulle loro modalità discorsive tra il didattico e il (troppo) disinvolto, mentre uno dei saggi conclusivi tratta della Convenzione europea del paesaggio, firmata a Firenze nel 2000. Un testo che ci ricorda come il paesaggio di qualità sia frutto dell'equilibrio tra configurazione naturale e/o intervento umano.
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