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Maarten Janssen, 2014-
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Promuovere l'italiano prima che sia troppo tardi
Language column
Plurilingua
Author
Alessio Petralli
Date
02
luglio
2011
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[1]
A
costo
di
essere
ripetitivi
,
torniamo
a
parlare
delle
sorti
dell'
italiano
in
Svizzera
,
che
,
come
più
volte
e
da
più
parti
e
stato
detto
,
sono
molto
preoccupanti
.
[2]
Il
rischio
è
di
sprofondare
in
una
cantonalizzazione
della
nostra
lingua
,
quindi
nell’
isolamento
e
,
alla
lunga
se
non
si
interviene
,
in
un
inevitabile
declino
fino
all’
estinzione
.
[3]
Certo
,
può
sembrare
una
provocazione
eccessiva
paventare
addirittura
l'
estinzione
di
una
lingua
parlata
da
una
nazione
vicina
di
sessanta
milioni
di
persone
e
lo
stesso
vale
se
ci
limitiamo
al
nostro
Cantone
che
,
contrariamente
al
resto
della
Svizzera
,
vede
la
lingua
italiana
godere
di
buona
salute
.
[4]
È
pero
proprio
questo
limite
a
doverci
impensierire
di
più
,
poiché
per
le
sorti
dell'
italiano
in
Italia
,
in
Europa
e
nel
resto
del
mondo
dovrà
mobilitarsi
l’
Italia
,
che
finora
ha
fatto
troppo
poco
(
e
negli
ultimi
tempi
,
con
i
tagli
alla
cultura
,
ancora
meno
)
,
agendo
in
misura
incomparabilmente
minore
rispetto
a
quanto
viene
fatto
per
le
altre
grandi
lingue
europee
di
cultura
.
[5]
È
infatti
ovvio
che
se
la
grande
«
casa
madre
»
non
prende
in
mano
seriamente
e
fattivamente
la
situazione
,
non
potrà
essere
il
piccolo
Canton
Ticino
ad
invertire
una
megatendenza
così
minacciosa
.
[6]
Starsene
da
noi
con
le
mani
in
mano
sarebbe
comunque
disdicevole
,
tanto
più
che
la
ricca
Svizzera
,
che
del
plurilinguismo
ha
fatto
una
propria
bandiera
,
ha
mezzi
e
intelligenze
non
trascurabili
da
investire
.
[7]
Mezzi
che
,
come
si
è
appena
ricordato
,
scarseggiano
in
Italia
.
[8]
A
questo
proposito
basterebbe
vedere
come
viene
trattata
l’
Accademia
della
Crusca
,
pesantemente
sottodotata
di
mezzi
e
di
personale
,
alla
continua
ricerca
di
fondi
e
costretta
a
sopravvivere
tra
mille
incertezze
e
tante
promesse
non
mantenute
.
[9]
Mentre
un’
istituzione
di
così
grande
prestigio
e
tradizione
(
è
sua
,
e
quindi
della
lingua
italiana
,
la
concretizzazione
del
primo
grande
vocabolario
moderno
europeo
)
meriterebbe
un
sostegno
degno
di
tal
nome
per
poter
pro-
muovere
la
lingua
italiana
come
essa
merita
.
[10]
Finanziamenti
cospicui
servirebbero
ad
esempio
per
creare
un
museo
dell’
italiano
,
che
grazie
all’
innovazione
tecnologica
potrebbe
fungere
da
stimolo
per
far
fruttare
dinamicamente
quel
patrimonio
intangibile
rappresentato
da
una
grande
lingua
di
cultura
.
[11]
Chi
volesse
saperne
di
più
dei
«
lavori
in
corso
»
può
andare
a
legge-
re
l’
articolo
di
Luca
Serianni
e
Lucilla
Pizzoli
(
«
Per
un
museo
dell'
italiano
»
)
sul
quaderno
speciale
di
Limes
dedicato
a
«
Lingua
è
potere
»
ed
uscito
alla
fine
del
2010
.
[12]
A
questo
proposito
si
veda
poi
anche
l'
istruttiva
appendice
dedicata
a
«
I
musei
delle
lingue
nel
mondo
»
.
[13]
In
sostanza
«
l'
auspicio
è
che
all'
italiano
,
al
pari
delle
altre
lingue
nel
mondo
,
possa
essere
dedicato
uno
spazio
adeguato
a
rappresentarne
la
complessità
,
l'
importanza
e
la
storia
»
.
[14]
Auguriamo
quindi
alla
Dante
Alighieri
,
prima
sostenitrice
del
progetto
appoggiata
da
Crusca
,
Lincei
ecc
.
,
di
riuscire
presto
nel
suo
intento
,
poiché
un
museo
al
passo
con
i
tempi
,
oltre
a
valorizzare
il
passato
,
può
aiutare
a
costruire
il
futuro
.
[15]
Futuro
della
lingua
italiana
che
la
Svizzera
,
con
il
Canton
Ticino
in
primis
e
il
Canton
Grigioni
,
con
le
proprie
leggi
innovative
,
i
propri
mezzi
cospicui
e
le
proprie
sensibilità
collaudate
nel
tempo
possono
concorrere
a
rendere
meno
incerto
.
[16]
A
una
condizione
:
che
le
maggioranza
sia
consapevole
del
problema
(
e
in
Svizzera
lo
è
senz'
altro
,
ma
ancora
per
quanto
tempo
?
)
e
che
le
minoranze
come
la
nostra
uniscano
le
forze
e
si
impegnino
per
promuoversi
nel
migliore
dei
modi
.
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