Chair
Contact
Login
TEITOK
Digital Corpus Library
TEITOK
CronIT
Available Corpora
CronIT
Home
Search
Browse
Powered by
<TEI:TOK>
Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
Italiano scritto: il modello nei giornali
Language column
Plurilingua
Author
Carla Marello
Date
14
settembre
2011
more header data
[1]
Nei
vari
Stati
europei
la
norma
scritta
prestigiosa
si
è
staccata
dal
modello
letterario
più
o
meno
precocemente
,
in
relazione
a
differenti
scenari
politici
e
linguistici
,
e
la
lingua
della
divulgazione
,
in
tempi
più
vicini
a
noi
la
lingua
dei
giornali
,
è
subentrata
come
possibile
modello
.
[2]
Per
l'
italiano
questo
fatto
è
assodato
dall'
inizio
dell'
Ottocento
nei
fatti
e
nella
coscienza
delle
persone
colte
,
ma
solo
nel
Novecento
la
prosa
giornalistica
è
stata
esplicitamente
accettata
come
lettura
scolastica
da
meditare
,
come
fonte
di
esempi
di
uso
da
immettere
nei
dizionari
storici
.
[3]
L'
introduzione
della
possibilità
di
fare
un
articolo
di
giornale
anziché
un
tema
all'
esame
finale
della
scuola
secondaria
superiore
,
l'
incentivazione
del
giornalino
della
scuola
hanno
contribuito
a
radicare
nel
grande
pubblico
l'
idea
che
«
scrivere
bene
»
significa
anche
scrivere
come
un
giornalista
,
specie
se
l’
argomento
non
è
di
quelli
da
romanzo
.
[4]
Negli
ultimi
vent'
anni
,
poi
,
gli
archivi
elettronici
dei
quotidiani
come
Repubblica
,
La
Stampa
,
hanno
costituito
la
principale
fonte
delle
raccolte
di
testi
scritti
fatte
dai
linguisti
che
desideravano
descrivere
la
lingua
italiana
scritta
,
e
i
suoi
palpabili
cambiamenti
,
non
solo
sulla
base
della
propria
competenza
,
ma
anche
su
dati
ricavati
dall’
esame
di
un
grandissimo
numero
di
testi
.
[5]
Prima
dei
siti
in
rete
c'
è
stata
la
fase
delle
annate
su
CD
-
ROM
che
limitava
pero
il
numero
dei
consultatori
.
[6]
Ora
con
la
rete
e
Google
,
la
lingua
dei
giornali
costituisce
un
facilmente
accessibile
sfondo
su
cui
misurare
se
qualcosa
si
può
scrivere
o
almeno
è
stato
scritto
.
[7]
Certo
nella
rete
e
nei
giornali
si
trova
no
anche
pessimi
esempi
,
ma
chi
è
al
la
ricerca
della
norma
si
può
basare
sulla
differenza
fra
migliaia
di
attestazioni
e
poche
decine
.
[8]
E
lo
può
fare
[9]
in
fretta
,
con
pochi
clic
,
come
si
suol
dire
.
[10]
Resta
la
possibilità
che
qualcosa
si
possa
dire
e
bene
,
ma
non
si
trovi
in
rete
:
in
tal
caso
chi
scrive
o
decide
di
seguire
il
proprio
fiuto
,
orgoglioso
di
esser
lontano
dalla
scrittura
di
massa
,
o
si
adegua
alle
forme
che
trova
,
portando
acqua
al
mulino
dei
linguisti
che
sostengono
,
dati
alla
mano
,
che
i
parlanti
quando
scrivono
(
ma
soprattutto
quando
parlano
)
non
sono
affatto
creativi
e
che
più
del
95
per
cento
di
quello
che
scrivono
e
dicono
è
terribilmente
prevedibile
.
[11]
È
anche
vero
che
,
se
così
non
fosse
,
faremmo
davvero
molta
fatica
a
capirci
e
a
leggere
un
testo
.
[12]
Alla
luce
dell’
importanza
che
la
lingua
dei
giornali
ha
per
l’
italiano
scritto
,
c'
è
da
chiedersi
se
un
testo
,
appena
uscito
,
come
il
Manuale
di
scrittura
giornalistica
di
Ugo
Cardinale
(
UTET
libreria
,
Torino
2011
)
,
si
presenta
solo
come
manuale
per
futuri
aspiranti
giornalisti
o
non
può
piuttosto
venir
recepito
come
manuale
per
«
scrivere
bene
»
,
nel
senso
di
scrivere
correttamente
e
in
modo
efficace
,
anche
al
difuori
dei
giornali
.
[13]
Argomenta
Cardinale
che
Vera
televisiva
non
ha
soppiantato
la
comunicazione
scritta
della
notizia
,
anche
se
non
si
può
negare
che
il
giornalismo
televisivo
ha
contribuito
a
rendere
la
scrittura
giornalistica
più
«
scattante
»
.
[14]
Il
suo
libro
non
parla
di
congiuntivi
o
di
plurali
di
parole
straniere
:
è
un
libro
che
parla
della
forma
dell'
articolo
giornalistica
soprattutto
dal
punto
di
vista
della
disposizione
di
con-
tenuti
.
[15]
Parla
dei
rapporti
fra
titolo
e
apertura
d'
articolo
,
di
come
si
introducono
le
fonti
scritte
,
citandole
,
riscrivendole
,
di
come
si
riportano
interviste
e
dichiarazioni
orali
di
testimoni
oculari
di
un
incidente
,
ad
esempio
.
[16]
Dedica
attenzione
all'
interpunzione
,
alla
distribuzione
in
paragrafi
e
capoversi
.
[17]
Il
manuale
tratta
soprattutto
dell’
articolo
giornalistico
«
notizia
di
cronaca
»
o
«
intervista
»
,
ma
c'
è
pure
un
capitolo
sull'
articolo
di
approfondimento
,
la
cosiddetta
«
feature
»
.
[18]
Fra
gli
aspetti
più
interessanti
di
questo
manuale
sono
gli
esempi
da
non
imitare
con
tanto
di
discussione
dei
loro
difetti
e
di
possibile
riscrittura
.
[19]
Si
può
talvolta
non
essere
d’
accordo
con
il
giudizio
di
Cardinale
,
ma
è
stimolante
,
perché
i
suoi
giudizi
partono
dalla
risposta
,
caso
per
caso
,
a
una
domanda
che
tutti
,
in
primis
i
giornalisti
,
dovrebbero
porsi
prima
di
mettersi
a
pestare
su
una
tastiera
di
computer
.
[20]
Che
cosa
è
importante
per
me
far
capire
a
chi
leggerà
quello
che
scrivo
?
[21]
Una
volta
che
chi
scrive
ha
chiarito
a
sé
stesso
i
propri
scopi
,
fra
i
consigli
di
Cardinale
c'
è
anche
l’
esercizio
di
una
prosa
più
raffinata
,
con
qual-
che
effetto
speciale
retorico
derivato
dalla
letteratura
,
ma
soprattutto
la
ricerca
di
una
prosa
che
esalti
l’
architettura
del
testo
.
Text view
•
Paragraph view