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Maarten Janssen, 2014-
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Come salvare l'italiano scritto a partire dalla scuola
Language column
Plurilingua
Author
Maurizio Dardano
Date
11
maggio
2010
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[1]
Negli
ultimi
tempi
in
Italia
non
c'
è
linguista
o
storico
della
lingua
,
al
quale
non
sia
stata
rivolta
la
seguente
domanda
:
che
cosa
bisogna
fare
per
salvare
l’
italiano
scritto
nella
scuola
?
[2]
Con
il
permesso
di
tutti
,
vorrei
proporre
anch'
io
la
mia
ricetta
,
svolgendola
in
8
punti
.
[3]
1
)
Il
non
saper
scrivere
un
testo
chiaro
,
centrato
sul
fine
che
ci
si
è
proposti
,
formalmente
corretto
,
dipende
in
gran
parte
da
un
deficit
culturale
:
la
mancanza
o
insufficienza
di
letture
.
[4]
Molti
studenti
sono
propensi
ad
abbandonare
i
libri
per
dedicarsi
alla
multimedialità
.
[5]
La
scuola
dovrebbe
insegnare
a
criticare
la
multimedialità
.
[6]
In
che
modo
?
[7]
Richiamando
l’
attenzione
sugli
errori
di
grammatica
e
di
sintassi
,
sulle
parole
straniere
pronunciate
in
modo
sbagliato
,
sulla
ripetitività
di
formule
ridicole
che
circolano
nel
piccolo
schermo
.
[8]
Insomma
,
tanto
per
cominciare
,
bisognerebbe
accogliere
la
televisione
con
una
bella
risata
.
[9]
2
)
Dopo
la
lingua
sarebbe
il
caso
di
attaccare
i
contenuti
,
richiamando
l'
attenzione
sulla
banalità
,
il
conformismo
e
la
retorica
di
certi
programmi
.
[10]
Altro
che
«
indignatevi
!
»
il
piccolo
schermo
ripete
a
intervalli
regolari
un
messaggio
:
«
commuovetevi
!
»
.
[11]
Ora
,
dal
momento
che
i
giovani
sono
per
natura
portati
ad
ironizzare
,
la
cosa
non
dovrebbe
riuscire
difficile
Subito
dopo
bi-
sognerebbe
far
capire
che
certi
fenomeni
non
sono
presenti
nei
buoni
libri
.
[12]
3
)
La
lettura
di
un
libro
dovrebbe
essere
l'
occasione
per
stabilire
dei
rapporti
interdisciplinari
:
evitando
i
comparti-
menti
stagni
,
la
scuola
potrebbe
creare
una
serie
di
nessi
giudiziosi
tra
Letteratura-
Storia-
Arte-
Scienze
.
[13]
Per
tale
via
l’
interesse
per
la
lettura
sarebbe
destinato
certamente
ad
aumentare
.
[14]
4
)
In
un
primo
tempo
sarebbe
bene
la-
sciare
i
giovani
liberi
di
scegliere
i
libri
(
soprattutto
i
romanzi
)
da
leggere
;
in
un
secondo
tempo
si
dovrebbe
intervenire
con
critiche
,
suggerimenti
,
consigli
,
confronti
(
evitando
ogni
forma
di
peloso
buonismo
e
di
accondiscendenza
)
.
[15]
5
)
Concentrarsi
su
poche
opere
da
leggere
in
modo
approfondito
,
evitando
la
didattica
,
sproporzionata
,
velleitaria
ed
elefantiaca
in
voga
negli
anni
Settanta
(
nella
quale
valeva
la
regola
«
non
tutto
,
ma
di
tutto
»
)
.
[16]
6
)
Ricordare
sempre
che
nella
letteratura
esistono
non
solo
storie
,
avvenimenti
,
personaggi
,
trame
,
ma
anche
forme
e
strutture
.
[17]
Le
nozioni
di
linguistica
testuale
che
sono
entrate
nella
didattica
della
scuola
a
partire
dagli
anni
Ottanta
del
secolo
scorso
hanno
dimostrato
l’
importanza
di
concetti
come
«
coesione
»
,
«
coerenza
»
e
«
intertestualità
»
di
un’
opera
.
[18]
Anche
con
tali
mezzi
il
lettore
ha
la
possibilità
di
entrare
consapevolmente
in
un
testo
e
di
comprenderne
anche
gli
aspetti
nascosti
.
[19]
7
)
Contro
lo
spontaneismo
sessantottino
bisogna
riaffermare
la
necessità
di
modelli
di
scrittura
sia
letteraria
sia
di
carattere
argomentativo
e
pratico
.
[20]
Per
quest'
ultimo
settore
si
vedano
alcuni
articoli
di
fondo
dei
migliori
cervelli
e
delle
migliori
penne
del
giornalismo
italiano
.
[21]
8
)
Dovrebbe
esistere
un'
etica
dell'
insegnamento
,
ma
molti
la
ostacolano
:
ogni
anno
si
rinnova
il
ridicolo
psicodramma
degli
esami
;
da
oltre
quarant'
anni
si
celebra
il
rituale
dell'
occupazione
«
autogestita
»
;
i
media
ammiccano
furbescamente
alla
pratica
di
copiare
i
compiti
(
nei
Paesi
anglosassoni
e
un
reato
)
.
[22]
Se
sia
più
importante
l’
insegnamento
della
lingua
o
della
letteratura
e
un
falso
problema
.
[23]
Va
risolto
dicendo
che
le
due
discipline
sono
entrambe
importanti
.
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