Chair
Contact
Login
TEITOK
Digital Corpus Library
TEITOK
CronIT
Available Corpora
CronIT
Home
Search
Browse
Powered by
<TEI:TOK>
Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
L’EDUCAZIONE LINGUISTICA È FATTA ANCHE DI REGOLE
Language column
Plurilingua
Author
Maurizio Dardano
Date
22
gennaio
2010
more header data
[1]
L
’
italiano
di
un
settentrionale
urbano
suona
appropriato
in
vari
contesti
,
anche
ufficiali
;
il
toscano
e
il
romano
,
complici
il
cinema
e
la
televisione
,
hanno
conosciuto
una
specializzazione
comica
»
.
[2]
Non
sono
certo
che
questa
affermazione
di
N
.
[3]
Scaffai
sia
del
tutto
esatta
.
[4]
Forse
risente
della
vecchia
tesi
di
Pasolini
,
che
nel
lontano
1964
parlo
di
un
presunto
«
italiano
tecnologico
»
nato
,
a
suo
dire
,
tra
Milano
e
Torino
e
del
quale
si
è
discusso
in
seguito
all'
infinito
.
[5]
Invece
sono
assolutamente
certo
che
ai
giorni
nostri
si
sono
perduti
l'
abitudine
e
il
gusto
di
trattare
della
nostra
lingua
senza
specificazioni
:
si
discute
dell'
italiano
della
tecnologia
,
delle
scienze
,
del
cinema
,
della
televisione
,
dei
giornali
,
della
politica
,
dei
giovani
,
della
scuola
,
della
letteratura
;
dell'
italiano
parlato
nelle
diverse
regioni
e
quindi
influenzato
dai
dialetti
.
[6]
Ma
l'
italiano
senza
aggettivi
non
è
preso
in
considerazione
.
[7]
La
mancanza
di
una
visione
complessiva
della
nostra
lingua
è
un
male
.
[8]
È
vero
che
gli
Italiani
sono
in
continuo
contatto
con
situazioni
di
plurilinguismo
,
a
causa
sia
della
pluralità
e
vitalità
dei
dialetti
sia
del
progresso
delle
scienze
e
delle
tecniche
,
che
con
le
loro
terminologie
specifiche
sono
entrate
da
tempo
nel
quotidiano
.
[9]
È
giusto
che
,
a
seconda
delle
circostanze
e
degli
argomenti
trattati
,
si
usino
diverse
varietà
di
lingua
.
[10]
Pero
non
è
giusto
insistere
soltanto
su
tale
varietà
e
su
tale
ricchezza
-
riservata
peraltro
a
coloro
che
sono
culturalmente
dotati
-
,
dimenticando
spesso
la
correttezza
grammaticale
e
sintattica
e
l'
uso
appropriato
del
lessico
.
[11]
L'
enfasi
sulla
possibilità
di
muoversi
liberamente
sulla
«
tastiera
»
della
lingua
mi
sembra
ai
giorni
nostri
un
po'
fuori
luogo
.
[12]
Andava
bene
come
reazione
polemica
all'
italiano
,
poco
moderno
e
troppo
tradizionale
,
che
aveva
dominato
per
tanto
tempo
nella
vita
pubblica
e
nella
scuola
.
[13]
Ma
oggi
come
si
può
parlare
di
«
tastiera
»
,
quando
manca
il
pianoforte
?
[14]
Come
si
può
raccomandare
il
plurilinguismo
ai
nostri
studenti
che
danno
prova
di
una
conoscenza
assai
modesta
,
se
non
addirittura
insufficiente
,
della
propria
lingua
?
[15]
Più
che
espandersi
,
bisogna
serrare
i
ranghi
.
[16]
Bisogna
avere
il
coraggio
di
ammettere
l’
esistenza
di
un
italiano
senza
aggettivi
,
una
lingua
da
porre
alla
base
dei
nostri
bisogni
comunicativi
ed
espressivi
;
una
lingua
da
difendere
contro
quei
dissennati
che
sognano
un
mondo
globalizzato
,
dedito
al
«
basic
english
»
,
per
gli
usi
pubblici
e
culturali
,
e
ai
dialetti
,
per
l'
uso
privato
e
quotidiano
.
[17]
Due
provincialismi
di
segno
opposto
.
[18]
Non
sono
affatto
un
nostalgico
del
modello
unico
,
né
sono
un
patito
dell
’
«
antiparlato
»
e
dell’
«
antilingua
»
,
ma
respingo
il
sogno
del
«
plurilinguismo
innanzi
tutto
»
e
la
favoletta
della
«
lingua
che
si
difende
da
sola
»
.
[19]
La
diseducazione
grammaticale
e
sintattica
,
la
scelta
casuale
e
approssimativa
di
parole
ed
espressioni
conducono
all'
indifferenza
etica
.
[20]
Non
è
soltanto
la
televisione
a
fornire
cattivi
modelli
e
stereotipi
ridicoli
.
[21]
Vi
sono
gli
insegnanti
che
non
ammettono
l'
esistenza
degli
«
errori
»
di
lingua
,
esaltandone
una
presunta
creatività
.
[22]
Vi
sono
le
esagerazioni
del
linguaggio
pubblicitario
:
se
«
Battisti
è
il
genio
musicale
e
Mogol
il
poeta
dell’
anima
»
,
che
fine
hanno
fatto
il
vecchio
Beethoven
e
il
caro
Leopardi
?
[23]
L'
educazione
linguistica
,
come
l'
educazione
stradale
,
è
fatta
anche
di
regole
che
si
traducono
in
singoli
atti
:
non
si
passa
col
rosso
,
ci
si
ferma
allo
stop
,
si
dà
la
precedenza
ai
pedoni
sulle
strisce
e
così
via
.
Text view
•
Paragraph view