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Maarten Janssen, 2014-
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IL RACHITISMO SCRITTURALE DELLA NARRATIVA ITALIANA
Language column
Plurilingua
Author
Maurizio Dardano
Date
11
maggio
2010
more header data
[1]
In
tempi
di
risse
parlamentari
e
televisive
,
di
striscioni
insultanti
negli
stadi
,
di
turpiloquio
ricorrente
,
di
aggressività
verbale
in
tutte
le
sue
forme
non
meraviglia
che
la
parolaccia
abbia
invaso
da
tempo
la
narrativa
.
[2]
È
un
fenomeno
in
continua
crescita
.
[3]
Provate
a
contare
quante
volte
c
.
.
.
,
vaffa
e
compagnia
bella
sono
presenti
negli
ultimi
romanzi
di
Ammaniti
,
di
Mazzantini
,
di
Siti
e
di
altri
scrittori
di
successo
:
sia
nei
dialoghi
sia
nel
racconto
.
[4]
Le
differenze
consistono
non
tanto
nella
frequenza
,
ma
nel
fatto
che
uno
scrittore
preferisce
una
parolaccia
e
un
altro
scrittore
ne
preferisce
un'
altra
.
[5]
Tutto
qui
.
[6]
Paolo
Sorrentino
nel
suo
romanzo
«
Hanno
tutti
ragione
»
(
uscito
recentemente
)
ha
innovato
,
eccome
!
[7]
Provate
a
pensare
come
si
dice
nella
lingua
più
bassa
possibile
«
nessuno
s'
interessa
,
si
cura
di
Carlo
»
.
[8]
Voi
dite
:
«
a
Carlo
non
se
lo
fila
nessuno
»
?
[9]
Per
carità
,
scendete
in
basso
,
più
in
basso
.
.
.
[10]
Avete
capito
?
[11]
Ebbene
Sorrentino
ripete
ogni
tanto
questa
folgorante
espressione
:
ed
è
contento
,
se
ne
compiace
.
[12]
È
una
delle
attrazioni
scatologico-disfemiche
di
un
romanzo
che
cerca
di
animare
una
facile
prevedibilità
di
eventi
e
di
scene
.
[13]
Vincerà
lo
Strega
?
[14]
Chissà
,
le
parolacce
portano
fortuna
.
[15]
Sono
scaramantiche
.
[16]
L'
esposizione
del
sesso
è
accompagnata
dalla
rivelazione
scatologica
:
gli
escrementi
occupa-
no
non
di
rado
la
prima
scena
.
[17]
Rifiuti
,
macerie
,
residui
organici
sono
descritti
minuziosamente
.
[18]
Tutto
ciò
è
entrato
da
tempo
nell'
armamentario
di
molti
narratori
di
oggi
,
come
le
griffes
,
le
canzonette
,
le
onomatopee
,
come
lo
spezzatino
di
frasi
brevi
,
«
singhiozzate
»
,
ripetute
.
[19]
Ormai
si
racconta
in
questo
modo
.
[20]
E
non
è
sol-
tanto
una
tendenza
giovanile
.
[21]
È
trendy
»
anche
per
alcuni
vecchiotti
e
vegliardi
.
[22]
È
un
armamentario
comune
.
[23]
Ha
un
significato
?
[24]
Esprime
qualcosa
?
[25]
Che
cosa
c'
è
dietro
?
[26]
Mancano
risposte
a
queste
«
dietrologiche
»
domande
.
[27]
Vero
è
che
le
parolacce
sono
presenti
anche
nella
narrativa
di
altri
Paesi
,
ma
in
Italia
sembrano
aver
trovato
la
loro
culla
.
[28]
Si
tratta
,
come
sempre
,
di
frequenze
.
.
.
[29]
Prudentemente
,
i
linguisti
usano
il
termine
disfemia
«
ingiuria
,
maldicenza
»
e
ci
ricordano
che
in
tempi
ormai
lontani
,
a
contrastare
le
parolacce
c'
era
l'
interdizione
linguistica
,
che
nasceva
dalla
sfera
del
sacro
e
della
religiosità
,
ma
esprimeva
al
tempo
stesso
sentimenti
di
pudore
e
di
decenza
.
[30]
Poiché
la
lingua
muta
in
corrispondenza
alle
dinamiche
sociali
,
ai
costumi
alle
convenzioni
sociali
e
culturali
,
la
disfemia
si
è
progressivamente
annacquata
.
[31]
Il
movimento
femminista
e
studentesco
,
i
modelli
di
vita
nordamericani
,
la
contestazione
e
la
dissacrazione
portati
sulle
ali
della
musica
rock
e
del
cinema
d’
oltreoceano
hanno
aperto
i
recinti
sessuale
e
scatologico
che
prima
erano
sorveglia-
ti
dalla
censura
verbale
e
da
convenzioni
«
borghesi
»
e
«
perbeniste
»
o
,
più
prosaicamente
,
dalle
«
buone
maniere
»
.
[32]
Negli
ultimi
decenni
la
disfemia
si
è
tanto
estesa
che
ormai
non
è
più
un
indice
:
di
età
,
di
classe
sociale
,
di
livello
culturale
.
[33]
Tutti
ripetono
stancamente
vocaboli
sessuali
ed
escrementizi
.
[34]
Unici
tabù
rimasti
,
la
malattia
e
la
morte
evocano
convenzionali
(
e
giornalistici
)
eufemismi
:
«
male
incurabile
»
,
«
non
ce
l'
ha
fatta
»
,
«
se
n'
è
andato
»
.
[35]
L'
abuso
ha
trasformato
l'
originaria
trasgressione
,
propria
del
turpiloquio
,
dell'
ingiuria
e
della
coprolalia
,
in
una
forma
di
preoccupante
infantilismo
.
[36]
Una
narrativa
che
pretende
di
essere
«
autentica
»
ha
perduto
il
gusto
della
variante
,
dell'
ironia
,
dell'
allusione
,
del
sottinteso
.
[37]
E
il
rachitismo
scritturale
cresce
.
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