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Maarten Janssen, 2014-
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Il linguaggio giornalistico nell’ era dell’«infotainment»
Language column
Plurilingua
Author
Maurizio Dardano
Date
27
marzo
2009
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[1]
Ahinoi
!
[2]
Un
pericolo
incombe
sulla
nostra
società
:
la
noia
.
[3]
Sono
in
molti
a
crederlo
:
soprattutto
gli
addetti
alla
comunicazione
di
massa
.
[4]
Che
cosa
succede
?
[5]
Abituato
ai
ritmi
della
televisione
,
appagato
da
Internet
,
divertito
dai
vari
videogiochi
entrati
nel
nostro
modo
di
considerare
il
mondo
,
l'
uomo
di
oggi
incontra
qualche
difficoltà
a
trasformarsi
in
un
lettore
attento
e
paziente
.
[6]
Prende
in
mano
un
libro
o
un
giornale
,
ma
se
il
discorso
non
è
breve
,
facile
e
divertente
,
c'
è
il
caso
che
il
nostro
uomo
si
annoi
e
quindi
«
cambi
canale
»
rapidamente
.
[7]
Bisogna
essere
brevi
e
divertenti
:
questa
è
la
parola
d'
ordine
.
[8]
La
televisione
ha
fatto
scuola
e
questo
modello
è
imitato
da
molti
.
[9]
Gli
addetti
ai
lavori
hanno
promosso
nei
media
sia
la
«
diversificazione
»
(
cambiare
spesso
argomento
)
,
sia
la
velocizzazione
dei
processi
di
trasmissione
dell'
informazione
.
[10]
Bisogna
diversificare
,
correre
e
,
naturalmente
,
riprendere
i
colori
e
lo
stile
del
piccolo
schermo
.
[11]
Per
chi
s'
interessa
di
questi
fenomeni
la
prima
cosa
da
osservare
è
la
moltiplicazione
e
la
contaminazione
dei
formati
e
dei
generi
,
causa
e
,
al
tempo
stesso
,
effetto
dell’
allargamento
dei
temi
.
[12]
Il
prodotto
più
visibile
di
questa
contaminazione
e
l’
«
infotainment
»
.
[13]
Come
dire
:
caro
lettore
,
ti
do
le
notizie
,
ma
al
tempo
stesso
voglio
(
anzi
devo
)
divertirti
.
[14]
L’
addetto
ai
lavori
,
quando
racconta
qualcosa
o
da
un’
informazione
o
giudizio
,
deve
innanzitutto
muovere
guerra
alla
noia
:
di
qui
la
necessita
di
cambiare
di
continuo
la
focalizzazione
narrativa
per
il
timore
di
tediare
il
lettore
o
lo
spettatore
.
[15]
Così
la
grammatica
giornalistica
è
costretta
a
coniugare
di
continuo
temi
diversi
tra
loro
,
a
riciclare
cose
serie
in
cose
meno
serie
,
a
saltabeccare
tra
un
argomento
e
l’
altro
,
mescolando
fatti
,
commenti
,
battute
,
ammiccamenti
vari
.
[16]
Per
rincorrere
la
televisione
i
nostri
quotidiani
hanno
adottato
il
«
full
color
»
e
fotografie
di
grande
formato
,
che
spesso
superano
l'
estensione
degli
articoli
.
[17]
Ma
è
soprattutto
la
lingua
ad
aver
cambiato
pelle
.
[18]
Un
tempo
esisteva
il
linguaggio
giornalistico
:
lo
si
riconosceva
subito
,
anche
a
distanza
.
[19]
Oggi
il
linguaggio
giornalistico
c’
è
e
non
c’
è
:
appare
molto
mescolato
,
frullato
con
altri
linguaggi
.
[20]
Vediamo
qualche
esempio
del
fenomeno
.
[21]
Un
tempo
i
giornali
della
sinistra
italiana
erano
austeri
:
discorsi
sobri
e
realistici
(
anche
se
non
privi
di
qualche
punta
retorica
)
,
ma
nel
complesso
discorsi
concentrati
sui
fatti
.
[22]
Oggi
le
cose
sono
cambiate
:
anche
«
l’
Unità
»
,
«
Il
Manifesto
»
e
«
Liberazione
»
danno
grande
spazio
al
divertimento
e
al
gioco
linguistico
.
[23]
Come
negli
altri
quotidiani
,
la
cronaca
è
diventata
un
racconto
,
pieno
di
allusioni
e
di
ammiccamenti
.
[24]
Nella
prima
pagina
dominano
grandi
foto
.
[25]
I
titoli
sono
giochi
di
parole
,
non
sempre
chiarissimi
(
presuppongono
un
lettore
di
buona
memoria
)
.
[26]
Anche
«
l'
Unità
»
scherza
.
[27]
Ecco
qualche
titolo
recente
e
diventato
quasi
incomprensibile
a
distanza
di
pochi
giorni
;
sono
legati
ai
fatti
in
modo
tale
che
debbo
necessariamente
aggiungere
una
spiegazione
:
«
La
scoria
/
si
ripete
»
(
siamo
all'
indomani
dell'
accordo
Berlusconi-Sarkozy
sulla
costruzione
di
centrali
nucleari
;
«
scoria
»
sostituisce
«
storia
»
)
;
«
Ronda
anomala
»
(
gli
ausiliari
della
sicurezza
cittadina
sono
confrontati
con
l'
«
onda
anomala
,
lo
tsunami
)
.
[28]
Oppure
,
in
«
Tuttolibri
(
supplemento
della
Stampa
)
ho
letto
di
recente
un
breve
articolo
,
scritto
da
un
noto
studioso
.
Ti
tolo
:
«
Affrontare
i
testi
a
colpi
di
karatè
»
.
Parlando
di
Gianfranco
Contini
e
di
Roberto
Longhi
,
si
afferma
:
«
Nelle
loro
indagini
essi
erano
capaci
di
sorprendere
il
punto’
segreto
’
,
l'
ombelico
attorno
a
cui
si
costituiva
l'
intero
sistema
del-
lo
scrittore
o
del
pittore
studiato
e
li
portavano
un
magistrale
colpo
di
karate
»
.
Bella
mossa
!
Ma
,
perbacco
,
questo
colpo
avrà
colpito
anche
i
lettori
di
«
Tuttolibri
»
?
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