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Maarten Janssen, 2014-
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Quando giocare con le parole aiuta ad impararle
Language column
Plurilingua
Author
Maurizio Dardano
Date
10
novembre
2009
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[1]
Una
costante
nota
di
divertimento
deve
essere
frammista
ai
nostri
studi
,
così
che
diventi
possibile
concepire
l'
istruzione
come
un
gioco
piuttosto
che
una
fatica
.
.
.
[2]
»
.
[3]
Con
questa
frase
di
Erasmo
di
Rotterdam
,
scritta
nel
1497
,
l'
italianista
Anthony
Mollica
apre
il
suo
manuale
di
«
Ludolinguistica
e
glottodidattica
»
,
uno
strumento
molto
utile
per
lo
studio
della
nostra
lingua
,
soprattutto
da
parte
degli
stranieri
.
[4]
Di
quest'
opera
,
che
si
spera
di
poter
vedere
presto
in
libreria
,
esiste
per
ora
un'
edizione
provvisoria
che
ho
avuto
il
privilegio
di
vedere
(
diciamo
così
)
in
anteprima
.
[5]
Dell'
importanza
del
gioco
nell'
insegnamento
,
come
stimolo
a
provare
,
confrontare
,
analizzare
,
a
procedere
nell'
apprendimento
di
una
lingua
(
sia
la
propria
lingua
sia
una
lingua
straniera
)
,
si
potrebbero
ricordare
molte
testimonianze
.
[6]
Negli
ultimi
decenni
,
i
giochi
con
le
parole
(
o
,
se
vogliamo
,
i
«
giochi
di
parole
»
)
sono
stati
utilizzati
per
proporre
quesiti
o
esercizi
divertenti
,
per
saggiare
la
preparazione
dei
discenti
,
per
aiutare
la
loro
memoria
in
certi
percorsi
impervi
della
grammatica
:
in
particolare
,
proprio
in
quei
luoghi
della
nostra
lingua
cosparsi
di
«
eccezioni
»
e
di
«
regole
»
complesse
.
[7]
I
giochi
aiutano
a
fare
nuove
esperienze
,
a
porre
ostacoli
e
a
superarli
;
aiutano
soprattutto
a
fare
un
gioco
di
squadra
.
[8]
Sì
,
perché
nell'
apprendimento
di
una
lingua
,
come
nello
sport
,
il
fattore
«
competizione
»
gioca
un
ruolo
importante
.
[9]
Lo
Zingarelli
del
1998
definiva
la
ludolinguistica
:
«
branca
della
linguistica
che
si
occupa
di
giochi
di
parole
»
.
[10]
Se
ho
visto
bene
,
i
nostri
dizionari
non
registrano
ancora
«
ludogramma
»
,
termine
inventato
dal
ludolinguista
Michele
Francipane
per
indicare
sia
il
«
gioco
di
parole
»
sia
il
«
gioco
con
parole
»
.
[11]
Del
resto
a
Milano
esiste
,
dai
primi
anni
Novanta
,
l’
Acca-
demia
dei
Ludogrammatici
,
che
tuttavia
sembra
avere
un'
esistenza
soltanto
virtuale
,
L'
Italia
annovera
ludolinguisti
noti
e
di
successo
:
S
.
[12]
Bartezzaghi
,
G
.
[13]
Dossena
,
M
.
[14]
Francipane
,
G
.
[15]
A
.
[16]
Rossi
.
[17]
Non
dimentichiamo
un
libro
che
ha
fatto
epoca
:
«
I
Draghi
Logopei
»
(
anagramma
di
«
giochi
di
parole
»
)
della
benemerita
E
.
[18]
Zamponi
.
[19]
Le
opere
ora
citate
sono
rivolte
agli
Italiani
.
[20]
Invece
,
come
dicevo
,
Anthony
Mollica
ha
pensato
soprattutto
agli
stranieri
che
vogliono
apprendere
la
nostra
lingua
.
[21]
Ed
ha
composto
un
manuale
esauriente
,
che
abbraccia
tutto
il
campo
della
ludolinguistica
.
[22]
Diamo
uno
sguardo
all'
indice
del
volume
:
si
va
dall'
acrostico
e
dal
mesostico
all'
anagramma
,
dalla
pista
cifrata
ai
cruciverba
,
dagli
enigmi
e
indovinelli
agli
scioglilingua
,
per
arrivare
infine
ai
«
veri
amici
»
e
ai
«
falsi
amici
»
,
senza
dimenticare
l'
umorismo
e
una
serie
ricchissima
di
grafici
e
di
foto
provviste
di
domande
e
di
.
.
.
tranelli
di
vario
tipo
.
[23]
L'
apparato
iconografico
ha
una
grande
importanza
nell'
apprendimento
linguistico
:
non
a
caso
un
capitolo
di
questo
manuale
s'
intitola
«
Una
immagine
vale
.
.
.
1
.
000
parole
»
.
[24]
I
lettori
non
devono
pensare
che
si
tratti
sempre
di
esercizi
facili
;
ve
ne
sono
anche
di
difficili
,
eccome
.
[25]
Provare
per
credere
.
[26]
Va
detto
infine
che
questo
è
un
manuale
«
simpatico
»
:
si
legge
con
passio-
ne
,
perché
rinforza
le
abilità
comunicative
,
aumenta
la
capacità
d'
interagire
e
fa
conoscere
«
simpaticamente
»
le
strutture
della
sintassi
e
i
campi
lessicali
.
[27]
È
esclusa
ogni
prevaricazione
:
le
tecniche
di
apprendimento
qui
esposte
possono
essere
usate
,
senza
suscitare
problemi
,
assieme
ad
altre
tecniche
di
studio
della
nostra
lingua
.
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