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Giuseppina Gatella di Osimo (Ancona) ha letto in Famiglia Cristiana numero 49/2016, p. 142, che il tradizionale atto di preghiera ai piedi dell’Immacola si è “perpetrato fin dai tempi di Pio XII”; ma, chiede la lettrice, “perpetrare” non ha sempre un significato negativo? Lo ha, però qui si tratta di un semplice refuso: credo si volesse scrivere “perpetuare”, non “perpetrare”. Il sacerdote don Andrea Bruno di Sellia Marina (Catanzaro), segnala che spesso si legge “storia/e vera/e”, ma se è storia non può essere vera. Tuttavia: tralasciamo i casi di storia falsa, ricostruita a vantaggio di chi ha potuto cambiare le carte; tralasciamo i casi di storia ideologica, su cui non è facile mettere tutti d’accordo; ma, anche a prescindere da queste situazioni particolari, non certo rare, “storia” ha in italiano una duplice accezione, a differenza di quanto accade per esempio in inglese, dove ci sono due parole diverse, “story” e “history”. Storia “vera” non è quindi aggiunta inutile, se serve a ribadire la (pretesa) realtà dei fatti, e soprattutto se esclude il significativo fantastico di una narrazione.
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